Differenze tra le versioni di "Thomas de Quincey"

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+ "Confessioni di un mangiatore d'oppio"
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'''Thomas de Quincey''' (1785 – 1859), scrittore e giornalista inglese.
 
==Citazioni''Confessioni di Thomasun demangiatore Quinceyd'oppio''==
===[[Incipit]]===
*Non si [[fare|fa]] mai consapevolmente una cosa per l'ultima volta senza una certa tristezza nel cuore.<ref>Da ''Confessioni di un oppiomane''.</ref>
Spesso mi è stato chiesto come, e attraverso quali serie di passi, divenni consumatore d'oppio.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
 
===Citazioni===
*In molti passi della vita, una [[coscienza]] è un ingombro più costoso di una moglie o di una carrozza [...].
*[...] il gran potere e le grandi ricchezze rendono l'uomo vergognosamente pauroso di morire; e sono convinto che molti dei più intrepidi avventurieri i quali, essendo per fortuna poveri, hanno a loro disposizione tutto il loro coraggio naturale, se proprio al momento di entrare in azione ricevessero la notizia di un'eredità inaspettata, diciamo di una rendita di 50.000 sterline all'anno, sentirebbero aumentare considerevolmente la loro antipatia per le pallottole, e diventerebbe altrettanto difficile per loro il mantenersi sereni e padroni di sé.
*[...] meno si capisce una [[linguaggio|lingua]], e più si è sensibili alla melodia o all'asprezza dei suoi suoni [...].
*O giusto, misterioso e potente [[oppio]] che ai cuori dei poveri e dei ricchi, senza differenza, per le ferite insanabili e per le pene «che tentano lo spirito alla rivolta», porti un balsamo di pace! Oppio eloquente, che con la tua stringente retorica blandisci i propositi dell'ira: e al colpevole restituisci per una notte le speranze della gioventù, purificando le sue mani insanguinate; e all'orgoglioso un breve oblio «dei torti non riparati e degli insulti invendicati»; che chiami al tribunale dei sogni, per il trionfo dell'innocenza che soffre, le tue false testimonianze; e confondi gli spergiuri; e rovesci le sentenze dei cattivi giudici; tu susciti dal grembo delle tenebre, con le fantastiche immagini del cervello, templi e città che superano l'arte di Fidia e di Prassitele, superano gli splendori di Ecatompile e di Babilonia: e «dall'anarchia di un sonno pieno di sogni» chiami alla luce del sole i volti di beltà da gran tempo sepolte e le dilette sembianze dei familiari, purificate dal «disonore della tomba». Tu solo dai questi doni all'uomo, e tu hai le chiavi del Paradiso, o giusto, misterioso e potente oppio!
*[...] per la mente non esiste la possibilità di una cosa come il [[dimenticare]]: mille avvenimenti possono frapporre un velo, e in realtà lo frappongono, tra la nostra consapevolezza presente e le segrete iscrizioni della mente; avvenimenti dello stesso genere possono anche strappare il velo; ma velata o no, l'iscrizione rimane per sempre: proprio come le stelle sembrano sparire davanti alla consueta luce d'ogni giorno, mentre in realtà tutti sappiamo che è la luce che le nasconde come un velo, ed esse aspettano d'essere svelate quando sparisca la luce che le eclissa.
*[...] una [[promessa]] lega in ragione inversa del numero delle persone a cui è fatta: ed è per questo che vediamo tanta gente rompere senza scrupolo promesse fatte a un’intera nazione, quando poi quella stessa gente mantiene religiosamente i suoi impegni privati: e mancar di promessa verso il più forte è abbastanza rischioso.
*Non si [[fare|fa]] mai consapevolmente una cosa per l'ultima volta senza una certa tristezza nel cuore.<ref>Da ''Confessioni di un oppiomane''.</ref>
 
==''Il postale inglese''==
===''I delitti della Ratcliffe Highway''===
Innanzitutto qualche parola sulla scena dei delitti. La Ratcliffe Highway traversa uno dei quartieri più caotici e pericolosi della Londra portuale, nell'East End. A quei tempi poi, e cioè nel 1812, non esisteva in città altra polizia che la ''Detective Police'' di Bow Street: ammirevole certo nell'assolvimento dei suoi particolari compiti, ma del tutto inadeguata alle necessità della capitale.<ref name=f&l /><ref>Questo vertiginoso resoconto di un fatto di cronaca fu scritto da De Quincey quindici anni dopo ''L'assassinio come una delle belle arti'' e pubblicato come «poscritto» al medesimo.</ref>
 
===''Le confessioni di un mangiatore d'oppio''===
Spesso mi è stato chiesto come, e attraverso quali serie di passi, divenni consumatore d'oppio.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
 
===''Suspiria de profundis''===
 
==Bibliografia==
*Thomas de Quincey, ''Confessioni di un oppiomane'', traduzione di Filippo Dondini, Garzanti, Milano, 1979.
*Thomas de Quincey, ''Il postale inglese'', traduzione di Roberto Barbolini, Cappelli editore, Bologna, 1994.
*Thomas de Quincey, ''L'assassinio come una delle belle arti'', traduzione di [[Massimo Bontempelli]], Istituto editoriale italiano, Milano, 1916.

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