Differenze tra le versioni di "Howard Phillips Lovecraft"

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*In un [[universo]] senza [[scopo]], tutto è uguale e nulla vale la [[pena]] di un serio [[pensiero]]. Non ci resta che cogliere ciò che preferiamo e sorridere, rendendoci conto che dove non esistono autentiche direzioni l'una vale l'altra. Ed è meglio non cadere nell'assurdo eccitandosi o dandosi alla [[violenza]], alle aberrazioni e ai comportamenti antisociali a causa di qualche illusoria sciocchezza. Nulla è importante, ma forse è più confortevole mantenere la calma e non interferire con gli altri. (da ''Lettere dall'altrove'')
*La [[verità]] non esiste e la [[vita]] come la immaginiamo di solito è una rete arbitraria e artificiale di [[illusioni]] da cui ci lasciamo circondare. Sappiamo che esse sono il semplice risultato di accidenti o punti di vista, ma non abbiamo nulla da guadagnare ad abbatterle. E infatti, è straordinariamente insensato voler abbattere con un forcone da stalla un miraggio che non è mai esistito. Penso che all'[[uomo]] assennato convenga scegliere le fantasie che più gli aggradano e crogiolarvisi innocentemente, conscio del fatto che, siccome la [[realtà]] non esiste, non c'è niente da guadagnare e molto da perdere nel buttarle via. Ancora, non esistono fantasie preferibili ad altre, perché la misura del loro valore dipende dal rispettivo grado di adattamento alla [[mente]] che le contiene. (da ''Lettere dall'altrove'')
*Lo spettacolo dato dai cristiani e dagli idealisti atei che combattono una lotta mortale è davvero grottesco: viene da considerarlo come una batracomachia, o come la guerra tra i pigmei e le gru.</br>Il materialista è l’unico pensatore che fa uso della conoscenza e dell’esperienza che i secoli hanno procurato alla razza umana. È l’uomo che, mettendo da parte gli istinti e i desideri, che sa essere animali e primitivi, e le fantasie e le emozioni, che sa essere puramente soggettive e legate alle ben note illusioni del sogno e della follia, osserva il cosmo avendo ridotto al minimo i pregiudizi personali, come uno spettatore distaccato che perviene, con mente aperta, ad una visione di fronte alla quale non pretende di avere alcuna conoscenza precedente.</br>Egli affronta l’universo senza pregiudizi o dogmi, non vuole progettare il dover-essere, né diffondere nel mondo un’idea particolare, ma è dedito solamente all’osservazione, per quanto è possibile, e all’analisi di tutto ciò che può esistere. Egli vede l’infinità, l’eternità, la mancanza di scopi e l’agire automatico della creazione e, in essa, la totale, abissale insignificanza dell’uomo e del mondo.</br>Vede che il mondo è solo un granello di polvere la cui esistenza dura un attimo e che perciò tutti i problemi dell’uomo non contano nulla: inezie senza rapporto con l’infinito. Vede chiaramente la debolezza e la fallacia della giustizia e sente l’assurdità della dottrina dell’immortalità della persona, quando in verità la personalità e il pensiero sono propri soltanto della materia altamente organizzata. Riconosce l’impossibilità di cose come delle intellligenze vaghe e incorporee: «vertebrati gassosi», come li ha spiritualmente battezzati [[Ernst Haeckel|Haeckel]]. (da ''Idealismo e materialismo: una riflessione'')
*Idealismo e materialismo! Illusione e verità! Scompariranno insieme nell’oscurità solo quando l’uomo avrà cessato di esistere, quando sotto gli ultimi tremuli raggi di un sole morente perirà l’ultimo vestigio di vita organica sul nostro granellino di sabbia cosmica.</br>E sui neri pianeti che ruotano diabolicamente attorno ad un sole nero, il nome dell’uomo sarà dimenticato. Neppure le stelle canteranno la sua fama, perforando l’etere con aghi crudeli di pallida luce. Ma chi non sarà così audace da formulare analogie, tanto da dire che degli uomini o delle cose dotate di facoltà umane si insuperbiscono su innumerevoli miriadi di pianeti che, non veduti, roteano attorno a delle stelle lontane? Le loro menti possono essere più grandi o più piccole delle nostre; probabilmente, alcuni mondi ospitano creature più ottuse, mentre altri danno asilo ad esseri che chiameremmo dèi per la loro saggezza. Ma sia che i loro abitanti siano più grandi o più piccoli di noi, nessuno può dubitare che, su ogni mondo in cui esiste il pensiero, esistono anche i sistemi dell’idealismo e del materialismo, eternamente e immutabilmente contrapposti. (da ''Idealismo e materialismo: una riflessione'')
*Per i materialisti, la mente sembra chiaramente non una cosa ma una modalità di movimento o una forma di energia.</br>Ora, per quanto la somma dell’energia nell’universo (parlando senza riferimenti alle recenti scoperte della fisica e della chimica subatomica) sia virtualmente indistruttibile, vediamo con molta chiarezza che essa è eminentemente soggetta a trasformazioni da una forma all’altra. L’energia meccanica diventa, in condizioni appropriate, elettricità, e, in altre condizioni, l’elettricità si muta in luce e calore. Niente si perde, ma tutto si trasforma.</br>Ora, io considero il principio vitale come una forma di energia, e la mente è solo una delle molte manifestazioni complesse di quel principio. È un prodotto e un attributo di certe forme e processi della materia e, quando quella materia si disintegra, cessa di esistere, proprio come il calore molecolare cessa di esistere nella dispersione o disintegrazione delle molecole materiali che lo rendono possibile.</br>Niente si perde, non più di quanto l’energia elettrica si trasformi in energia luminosa: ma avviene una metamorfosi completa, e l’dentità di mente e vita si distrugge, mentre le unità di energia si disperdono in altre forme: soprattutto calore radiante e altre onde dell’etere. La mente non è più importante della fiamma di una candela. La fiamma è immortale, se vogliamo avere una visione poetica e riflettere sul fatto che le unità di energia non si perdono mai nell’universo, ma vanno semplicemente dissipate e incorporate in altre forme e fenomeni. (da ''Il materialista oggi'')
*Il mondo, la vita e l’universo che conosciamo sono soltanto una nuvola passeggera; ieri non esisteva e domani la sua esistenza sarà dimenticata. Nulla importa: tutto ciò che accade, accade attraverso l’automatico e inflessibile interagire degli elettroni, atomi e molecole di infinito, secondo modelli che coesistono in una stessa entità di base. L’idea generale è quella di un caleidoscopio con le sue infinite modificazioni; non c’è scopo né obiettivo nella creazione, poiché tutto è un ciclo incessante e ripetitivo di transizioni dal nulla al nulla.</br>Ad ogni modo, tutto ciò non deve necessariamente inquietare. Le aspirazioni dello spirito umano, così appassionatamente chiamate in causa dai teisti, sono sufficientemente belle di per se stesse; e non c’è bisogno di distruggerle per cercarne le componenti fisiologiche (anche se è relativamente facile farlo), né di attribuire loro un significato cosmico che, per quanto sia poetico da immaginare, certamente non è logicamente deducibile dalla loro esistenza e dalle loro caratteristiche.</br>È dimostrazione di maggiore sensibilità accettare semplicemente l’universo così com’è, e farla finita. Tutto è illusione, vuoto e nulla, ma cosa importa? Le illusioni sono tutto ciò che abbiamo, e dunque fingiamo pure di aggrapparci a loro; esse presentano valori drammatici e confortanti di sensazioni di finalità a cose che in realtà sono senza valore e senza scopo: tutto ciò che si può fare logicamente è lasciar scorrere placidamente e cinicamente la nostra vita, secondo schemi tradizionali artificiali che l’ereditarietà e l’ambiente ci hanno trasmesso. Rimanendo fedeli a queste cose, si avranno maggiori soddisfazioni della vita. (da ''Il materialista oggi'')
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
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