Differenze tra le versioni di "André Gide"

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(→‎L'immoralista: +incipit)
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*L'umanità è complicata, bisogna riconoscerlo, e ogni tentativo di semplificazione, di irreggimentazione, ogni sforzo dall'esterno per ridurre ogni cosa e ogni persona allo stesso denominatore comune sarà riprovevole, pericoloso e sinistramente ridicolo.<ref>Da ''Il dio che è fallito'', Baldini Castoldi Dalai, p. 208.</ref>
*Lungi dall'essere l'unico 'naturale', l'atto procreativo, in natura, fra la più sconcertante profusione, il più delle volte non è che un caso fortuito. [...] la voluttà che l'atto di fecondazione porta seco, nell'un sesso e nell'altro, non è necessariamente ed esclusivamente legata a quest'atto. [...] Non è la fecondazione che l'animale cerca, è semplicemente la voluttà. Cerca la voluttà – e trova la fecondazione per caso fortuito.<ref>Da ''Corydon'', Dall'Oglio, Milano, 1952, p. 83.</ref>
*Non esistono [[problema e soluzione|problemi]]; ci sono soltanto [[problema e soluzione|soluzioni]]. Lo spirito dell'uomo crea il problema dopo. Vede problemi dappertutto.<ref name=Diari/>
*Non ricerco la complicazione; essa è in me. Ogni gesto nel quale non riconosca tutte le contraddizioni che mi abitano, mi tradisce.<ref>Da ''Se il grano non muore''.</ref>
*Non si avverte la propria [[catena]] quando si segue spontaneamente colui che trascina; ma quando si comincia a resistere e a camminare allontanandosi, si soffre molto.<ref>Da ''La porta stretta''.</ref>

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