William Somerset Maugham: differenze tra le versioni

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*{{NDR|[[Jane Austen]]}} Aveva una lingua tagliente e un prodigioso senso dell'umorismo. Amava ridere e amava far ridere. È chiedere troppo a un umorista aspettarsi che lui, o lei, quando pensa qualcosa di buono, lo tenga per sé. E, lo sa il cielo, è difficile essere divertenti senza essere, a volte, un poco maliziosi. Non c'è molto di eccitante nel latte della benevolenza. Jane aveva un acuto senso dell'assurdità degli altri, della loro pretenziosità, delle loro affettazioni e della loro insincerità; solo per proprio merito ella ne veniva divertita e non annoiata. Era troppo educata per dire alle persone cose che le avrebbero ferite, ma certo non vide alcun male nel divertirsi con Cassandra a loro spese. Non vedo una natura malevola nemmeno nella più pungente e arguta delle sue osservazioni; il suo umorismo si basava, come sempre dovrebbe essere, sull'osservazione meticolosa e sulla franchezza. (p. 378)
*{{NDR|[[Jane Austen]]}} Possedeva un attento spirito di osservazione e un'edificante capacità sentimentale, ma era il suo senso dell'umorismo a dare acume alle sue osservazioni e una sorta di sussiegosa leggerezza ai suoi sentimenti. (p. 384)
*Ciò che rende tale un [[classico]] non è il fatto che venga acclamato dai critici, analizzato dai professori, studiato nei corsi universitari, ma che i [[lettore|lettori]], una generazione dopo l'altra, vi traggano piacere e giovamento spirituale. (p. 385)
*Non ho ancora detto nulla su quello che secondo me è il più grande merito di questo incredibile romanzo {{NDR|''[[Jane Austen#Orgoglio e pregiudizio|Orgoglio e pregiudizio]]''}}: è incredibilmente leggibile, più leggibile di alcuni dei più grandi e famosi romanzi. Come disse Scott, la signorina Austen è attenta alle cose comuni, i coinvolgimenti, i sentimenti e i personaggi della vita ordinaria; nulla succede davvero, eppure, non appena si arriva al fondo della pagina, la si volta con impazienza per sapere cosa succederà dopo; nulla ancora accade, eppure si volta nuovamente la pagina, con la stessa impazienza. La capacità di provocare quest'impazienza è il più grande dono che un narratore possa avere e io mi sono spesso chiesto cosa la provochi. Come mai anche quando si è letto il romanzo, più e più volte, l'interesse non cala mai? Penso che per Jane Austen ciò sia dovuto al fatto che ella era immensamente interessata ai propri personaggi e alle loro vicende, e al fatto che credeva in essi profondamente. (p. 390)
 
 
{{DEFAULTSORT:Maugham, William Sommerset}}
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[[Categoria:Scrittori britannici]]
[[Categoria:Commediografi]]

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