Differenze tra le versioni di "Giovanni Crisostomo"

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*La virtù dell'[[umiltà]] è necessaria massimamente a coloro che sono costituiti in dignità, perché più facilmente sono esposti alla superbia. Questa virtù è il fondamento di tutta la vita cristiana.<ref name=sanp/>
*Non ci sarebbero più pagani, se ci comportassimo da veri [[cristiani]].<ref>Da ''In Ep. ad Tim. 3, hom. 10''. Citato in Francesco Gioia, ''La grazia e le grazie'', Messaggero di San'Antonio, febbraio 2010, p. 8.</ref>
*Paolo esalta {{NDR|nella Lettera ai Romani, cap. 16, v. 6}} e addita a esempio una donna, e di nuovo noi uomini siamo sommersi dalla vergogna! O meglio, non solo siamo sommersi dalla vergogna, ma siamo anche onorati. Siamo onorati, infatti, perché abbiamo con noi donne del genere; ma siamo sommersi dalla vergogna, perché siamo molto indietro al loro confronto.<ref>Citato in Romano Penna, [http://www.osservatoreromano.va/it/news/il-femminismo-di-san-paolo/ ''Il femminismo di san Paolo''], su ''L'Osservatore Romano.va'', 1º dicembre 2018.</ref>
*Perciò ti dico che costoro [i [[omosessualità | sodomiti]]] sono anche peggio degli omicidi e sarebbe meglio morire che vivere disonorati in questo modo. (da ''Commentario sull'epistola ai Romani, Omelia 4'')
*Possiamo dirci perfetti quando non diamo nessuna occasione cattiva agli uomini e ci studiamo di conservarci senza peccato al cospetto di Dio.<ref name=sanp/>
*Quanto è degno di lacrime quello che avviene ai nostri giorni! Gli [[apostolo|apostoli]] ebbero sofferenze ovunque. Noi passiamo i giorni nei sollazzi umani dove troviamo la nostra rovina. Mentre dappertutto cerchiamo la nostra quiete, non vogliamo sostenere per [[Cristo]] gl'insulti, i motteggi.<ref name=sanp/>
*{{NDR|[[Paolo di Tarso|Paolo]] si separa da Barnaba}} Questa separazione, anzi che esserci di scandalo, può, per l'opposto, servirci di grande edificazione... Volesse Iddio che tutte le separazioni seguissero in siffatta guisa e non avessero per fine se non la gloria di Dio e la salute dei fedeli!<ref name=sanp/>
*Se un grande della terra va a visitarli, allora si fa principalmente sentire il nulla di tutto ciò che il mondo presenta di più magnifico. Colà vedreste un semplice anacoreto, avvezzo a smovere la gleba, ignorante di tutte le cose del secolo, assise su d'una zolla, accanto di un generale gonfio del suo potere e del comando sopra un grand'esercito. Dalla bocca del solitario non escono vili adulazioni, ma salutari consigli, ma sublimi discorsi, che non blandiscono l'orgoglio, e che riusciranno profittevoli a colui che gli ascolta, almeno per tutto il tempo in cui rimarrà in quel santo consorzio: ne uscirà sublimato anch'egli dai grandi pensieri esposti a' suoi orecchi; ma ahi! rientrerà bentosto nella bassezza delle mondane sue idee. Per que' pii solitarii i nomi dei grandi, dei principi della terra non sono che parole vuote di senso; rìdono del loro fasto e della loro magnificenza, come noi ridiamo di que' fanciulli che fanno da re nei loro trastulli.<ref>Citato in [[Cesare Cantù]], ''Sant'Atanasio'', ''Biografie per corredo alla storia universale'', Volvol. I, pp. 502-503.</ref>
*Sicuramente noi dobbiamo mostrare dolcezza e gentilezza verso gli [[animale|animali]] e per varie ragioni, e questo soprattutto perché essi hanno la nostra stessa origine.<ref>Citato in [[Andrew Linzey]], ''Teologia animale'', traduzione di Alessandro Arrigoni, Cosmopolis, Torino, 1998, p. 11. ISBN 978-88-87947-01-4</ref>
*Tacciano quelli che rigettano il [[matrimonio]], e quelli che lo stimano più di quanto convenga; poiché S. Paolo con le sue parole impone silenzio e agli uni e agli altri. È buona cosa il matrimonio, purché contenga gli sposi nel dovere della temperatura. È buono, perché aiuta il pericolante e lo sostiene. Ma sarà forse di aiuto a colui che già sa stare in piedi? No, in questo caso, né è utile, né è necessario: anzi è impedimento alla virtù, non perché circondato da molti pericoli, ma perché toglie l'onore di una speciale corona.<ref name=sanp/>
*Vuoi onorare il corpo di Cristo? Dopo averlo onorato in chiesa, non disprezzarlo quando è coperto di stracci fuori della porta della chiesa. Colui che ha detto "questo è il mio corpo" ha detto anche "questa è la mia fame". Che importa che la mensa del Signore scintilli di calici d'oro, mentre lui muore di fame? Che senso ha offrirgli porpora e oro, e rifiutargli un bicchiere d'acqua? Rendi bella la casa del Signore, ma non disprezzare il [[mendicante]], perché il tempio di carne di questo fratello è più prezioso del tempio di pietre.<ref>Citato da [[Ermes Ronchi]] in ''Le ragioni della speranza'', Rai Uno, 26 settembre 2010. {{c|Fonte migliore?}}</ref>
 
===Attribuite===
*Che cos'altro è la [[donna]] se non la nemica dell'amicizia, la pena da cui non si può sfuggire, il male necessario, la tentazione naturale, la calamità desiderabile, il pericolo domestico, il danno dilettevole, il male di natura, dipinti a tinte vivaci?
:La citazione è attribuita a Giovanni Crisostomo nel ''[[w:Malleus Maleficarum|Malleus Maleficarum]]'', parte I, questione VI, dove in un passo gli autori fanno riferimento al Commento di Crisostomo a [[Vangelo di Matteo|Matteo]] 19.<ref>''Wherefore S. John Chrysostom says on the text, It is not good to marry (''S. Matthew xix''): What else is woman but a foe to friendship, an unescapable punishment, a necessary evil, a natural temptation, a desirable calamity, a domestic danger, a delectable detriment, an evil of nature, painted with fair colours!'' (Vedi{{cfr}} ''[http://www.sacred-texts.com/pag/mm/mm01_06a.htm Concerning Witches who copulate with Devils. Why is it that Women are chiefly addicted to Evil superstitions?]'', ''Sacred-texts.com'').<br />Testo originale latino: ''Hinc Chrysost. super Matthaeum 19. Non expedit nubere. Quid aliud est mulier nisi Amicitiae inimica, ineffugabilis poena, necessarium malum, naturalis tentatio, desiderabilis calamitas, domesticum periculum, delectabile detrimentum, malum naturae, bono colore depicta.'' (Vedi{{cfr}} scansioni dell'[http://digital.library.cornell.edu/cgi/t/text/pageviewer-idx?c=witch;cc=witch;idno=wit060;node=wit060%3A4;view=image;seq=109;size=100;page=root edizione del 1580] dalla Cornell Digital Library).</ref> Nel commento di Crisostomo a Matteo 19 non c'è niente di assimilabile alla citazione riportata.<ref>Vedi testo su Wikisource del{{cfr}} ''[http://en.wikisource.org/wiki/Nicene_and_Post-Nicene_Fathers:_Series_I/Volume_X/The_Homilies_of_St._John_Chrysostom/Homily_59 Commento a Matteo 19]''.</ref>
 
==''Commento alle lettere di s. Paolo ai Colossesi''==

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