Differenze tra le versioni di "Kurt Vonnegut"

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==Citazioni di Kurt Vonnegut==
*Le comunità virtuali non costruiscono nulla. Non ti resta niente in mano. Gli uomini sono animali fatti per danzare. Quant'è bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare. Non date retta a chi dice altrimenti. (da<ref>Da ''Un uomo senza patria'', p. 57).</ref>
*Dite quel che volete del sublime miracolo di una fede senza dubbi, ma io continuerò a ritenerla una cosa assolutamente spaventosa e vile. (da ''Madre notte'')
*Mio zio Alex Vonnegut [...], mi insegnò una cosa molto importante. Disse che quando le cose vanno davvero bene dovremmo fare in modo di accorgercene. Non parlava di grandi trionfi bensì di semplici epifanie: bere una limonata all'ombra in un pomeriggio afoso, sentire il profumo di una [[panificio|panetteria]] vicina, pescare e fregarsene se si pesca qualcosa o no, ascoltare qualcuno che suona bene il piano nell'appartamento accanto al nostro. Zio Alex mi suggeriva, in tali occasioni, di dire a voce alta: "Se non è bello questo, cosa mai lo è?" (da<ref>Da ''Cronosisma'').</ref>
*Le comunità virtuali non costruiscono nulla. Non ti resta niente in mano. Gli uomini sono animali fatti per danzare. Quant'è bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare. Non date retta a chi dice altrimenti. (da ''Un uomo senza patria'', p. 57)
*Neppure il Creatore dell'Universo conosceva quello che l'Uomo stava per dire. Forse l'Uomo era un Universo migliore allo stadio giovanile. (da<ref>Da ''La colazione dei campioni'').</ref>
*Mi sentii agghiacciare. Non era un senso di colpa che mi agghiacciava. Avevo imparato a non sentirmi mai colpevole. Non era la spaventosa sensazione di sentirmi ormai inevitabilmente perduto che mi agghiacciava. Avevo imparato a non far tesoro di nulla. Non era l'odio per la morte che mi agghiacciava. Avevo imparato a considerare la morte come un'amica. Non era una rabbia sconsolata che mi agghiacciava. Avevo imparato che un uomo farebbe meglio a cercare di tirare tempestate di diamanti in un tombino, piuttosto che aspettarsi giusti castighi e ricompense. Non era il pensiero di essere così poco amato che mi agghiacciava. Avevo imparato a vivere senza amore. Non era la crudeltà di Dio che mi agghiacciava. Avevo imparato a non aspettarmi mai nulla da Dio. Quel che mi agghiacciava era il fatto di non avere assolutamente alcun motivo per muovermi in una direzione piuttosto che in un'altra. Era stata la curiosità a farmi procedere per tutti quegli anni morti e senza scopo. Adesso era morta e sepolta anche quella. (da ''Madre notte'')
*Mio zio Alex Vonnegut [...], mi insegnò una cosa molto importante. Disse che quando le cose vanno davvero bene dovremmo fare in modo di accorgercene. Non parlava di grandi trionfi bensì di semplici epifanie: bere una limonata all'ombra in un pomeriggio afoso, sentire il profumo di una [[panificio|panetteria]] vicina, pescare e fregarsene se si pesca qualcosa o no, ascoltare qualcuno che suona bene il piano nell'appartamento accanto al nostro. Zio Alex mi suggeriva, in tali occasioni, di dire a voce alta: "Se non è bello questo, cosa mai lo è?" (da ''Cronosisma'')
*Neppure il Creatore dell'Universo conosceva quello che l'Uomo stava per dire. Forse l'Uomo era un Universo migliore allo stadio giovanile. (da ''La colazione dei campioni'')
*Noi facciamo ciò che dobbiamo, | ciò che dobbiamo, confusamente dobbiamo, | confusamente facciamo, confusamente dobbiamo, | finché scoppiamo, fisicamente scoppiamo, fisicamente scoppiamo.<ref>Da ''Destini peggiori della morte'', traduzione di Graziella Civiletti.</ref>
*Noi siamo ciò che facciamo [[finzione|finta]] di essere, e dovremmo porre più attenzione in ciò che facciamo finta di essere. (da ''Madre notte'')
*Ora, voi giovinastri volete un nome nuovo per la vostra generazione? O forse no, volete solo trovarvi un lavoro, giusto? Be', i media ci fanno un grandissimo favore a chiamarvi [[Generazione X]], vero o no? Giusto a due lettere dalla fine dell'alfabeto. E dunque io ora vi battezzo Generazione A e vi dichiaro all'inizio di una serie di trionfi e fallimenti spettacolari, allo stesso modo di Adamo ed Eva tanti anni fa.<ref>Da un discorso per l'apertura dell'anno accademico alla Syracuse University, 8 maggio 1994; citato in [[Douglas Coupland]], ''Generazione A'', Isbn Edizioni, 2010, [https://books.google.it/books?id=hJyRRwpC0aMC&pg=PA9 p. 9]. ISBN 8876382143</ref>
*Per favore, un po' meno d'[[amore]] e un po' più di dignità. (da<ref>Da ''Comica finale'').</ref>
*1. Riducete e stabilizzate la popolazione.<br />2. Smettete di avvelenare l'aria, l'acqua e il terreno.<br />3. Smettete di prepararvi alla guerra e datevi da fare coi vostri veri problemi.<br />4. Insegnate ai vostri figli e anche a voi stessi, finché ci siete, come abitare un piccolo pianeta senza collaborare a ucciderlo.<br />5. Smettete di pensare che la scienza possa aggiustare tutto se le date 3 miliardi di dollari.<br />6. Smettete di pensare che i vostri nipoti saranno OK, per quanto spreconi possiate essere voi, perché potranno andare su un bel pianeta nuovo con una nave spaziale. Questo è veramente stupido e meschino.<ref>Da ''Destini peggiori della morte'', traduzione di Graziella Civiletti.</ref>
*Storia: Tutti su [[Marte (astronomia)|Marte]] vengono dalla Terra. Credevano che su Marte sarebbero stati meglio. Nessuno riesce a ricordare cosa ci fosse di tanto brutto sulla Terra. [...] Psicologia: Il grosso guaio di questi stupidi bastardi è che sono troppo stupidi per credere che esista una cosa come l'intelligenza. (da<ref>Da ''Le sirene di Titano'').</ref>
*Troppo lavoro e niente svago [...] rende tonti. (da<ref>Da ''Un pezzo da galera'', p. 97).</ref>
 
===Attribuite===
===[[Explicit]]===
Se fossi più giovane, scriverei una storia della stupidità umana, e scalerei la vetta del Monte McCabe e mi sdraierei sulla schiena con la mia storia per cuscino; e raccoglierei da terra un po' di quel veleno biancoazzurro che trasforma gli uomini in statue; e trasformerei in una statua anche me stesso, sdraiato sul dorso, con un ghigno orrendo, e il pollice sul naso a fare maramao a Tu Sai Chi.
 
==''Madre notte''==
*Dite quel che volete del sublime miracolo di una fede senza dubbi, ma io continuerò a ritenerla una cosa assolutamente spaventosa e vile. (da ''Madre notte'')
*Mi sentii agghiacciare. Non era un senso di colpa che mi agghiacciava. Avevo imparato a non sentirmi mai colpevole. Non era la spaventosa sensazione di sentirmi ormai inevitabilmente perduto che mi agghiacciava. Avevo imparato a non far tesoro di nulla. Non era l'odio per la morte che mi agghiacciava. Avevo imparato a considerare la morte come un'amica. Non era una rabbia sconsolata che mi agghiacciava. Avevo imparato che un uomo farebbe meglio a cercare di tirare tempestate di diamanti in un tombino, piuttosto che aspettarsi giusti castighi e ricompense. Non era il pensiero di essere così poco amato che mi agghiacciava. Avevo imparato a vivere senza amore. Non era la crudeltà di Dio che mi agghiacciava. Avevo imparato a non aspettarmi mai nulla da Dio. Quel che mi agghiacciava era il fatto di non avere assolutamente alcun motivo per muovermi in una direzione piuttosto che in un'altra. Era stata la curiosità a farmi procedere per tutti quegli anni morti e senza scopo. Adesso era morta e sepolta anche quella. (da ''Madre notte'')
*Noi siamo ciò che facciamo [[finzione|finta]] di essere, e dovremmo porre più attenzione in ciò che facciamo finta di essere. (da ''Madre notte'')
 
==''Mattatoio n. 5''==
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Distruggete le macchine''===
Ilium, New York, è divisa in tre parti.<ref name=incipit/>
 
===''Hocus Pocus''===
L'autore di questo libro non disponeva di carta da scrivere di uniforme formato e qualità.<ref name=incipit/>
 
===''La colazione dei campioni''===
Questo è il racconto dell'incontro di due uomini bianchi, solitari, macilenti e abbastanza anziani, su un pianeta che andava rapidamente morendo.<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
 
===''Le sirene di Titano''===
Ormai ciascuno sa come trovare dentro di sé il significato della vita.<br />
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