Differenze tra le versioni di "Friedrich Nietzsche"

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(→‎Umano, troppo umano: +1. La citazione è (anche) su Genova.)
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====''Il viandante e la sua ombra''====
*''L'[[Albero della conoscenza del bene e del male|albero della conoscenza]]''. – Verosimiglianza, ma non verità: parvenza di libertà, ma non libertà – è per questi due frutti che l'albero della conoscenza non può venir scambiato per l'[[Albero della vita (Eden)|albero della vita]]. (1)
*''Dire due volte''. – È bene esprimere subito una cosa due volte e darle un [[piede]] destro e uno sinistro. La verità può sì stare in piedi su una gamba, ma con due camminerà e andrà in giro. (13)
*''[[Rimorso]]''. – Il [[rimorso]] è, come un morso di un cane a una pietra, una sciocchezza. (38)
*''Cloache dell'[[anima]]''. – Anche l'[[anima]] deve avere le sue determinate cloache nelle quali far defluire la sua immondizia; a ciò servono persone, relazioni, classi, o la patria oppure il mondo oppure infine – per quelli molto boriosi (voglio dire i nostri cari «pessimisti» moderni) – il buon Dio. (46)
*''Spirito e noia''. – Il proverbio «Il magiaro è troppo pigro per annoiarsi» fa pensare. Solo gli animali più fini e attivi sono capaci di noia. – Un tema per un grande poeta sarebbe la ''noia di Dio'' nel settimo giorno della creazione. (56)
*''La virtù più nobile''. – Nella prima èra dell'umanità superiore il valore è considerato la più bella delle virtù, nella seconda la giustizia, nella terza la moderazione, nella quarta la saggezza. In quale èra viviamo noi? In quale vivi tu? (64)
*[[Christoph Martin Wieland|Wieland]] ha scritto in tedesco meglio di chiunque altro, e ha avuto in ciò le sue brave soddisfazioni e insoddisfazioni di maestro (le sue traduzioni delle lettere [[Marco Tullio Cicerone|ciceroniane]] e di [[Luciano di Samosata|Luciano]] sono le migliori traduzioni tedesche); ma i suoi pensieri non ci forniscono più nulla cui pensare. Sopportiamo le sue piacevoli moralità tanto poco quanto le sue piacevoli immoralità: le une ben si confanno alle altre. Gli uomini che ne trassero godimento erano però in fondo migliori di noi – ma anche, in buona misura, più lenti, e avevano appunto bisogno di un tale scrittore. – Di [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] i tedeschi non ebbero bisogno, e anche per questo non sanno farne alcun uso. Si considerino i migliori tra i nostri politici e artisti; nessuno di loro ha avuto Goethe come educatore – non lo ha potuto avere. (107)
*''Il senso drammatico''. – Chi non possiede i quattro sensi artistici più raffinati, cerca di comprendere tutto con il quinto, il più grossolano: questo è il senso drammatico. (117)
*[[Johann Gottfried Herder|Herder]] non è nulla di quello che egli fece credere di sé (e che egli stesso desiderava credere): non un grande pensatore e inventore, non un fecondo terreno nuovo e germogliante, con la forza fresca e intatta della foresta primordiale. Ma possedeva in grandissima misura il senso del fiuto, vedeva e coglieva le primizie di stagione prima di ogni altro, che poi poteva credere che le avesse fatte crescere lui: il suo spirito stava tra la luce e l'oscurità, tra il vecchio e il nuovo e, come un cacciatore in agguato, ovunque vi fossero passaggi, abbassamenti, sconvolgimenti, segni di un intimo sgorgare e divenire: lo spingeva l'irriquietezza della primavera, ma egli era la primavera! (118)
*[[Friedrich Schiller|Schiller]], come altri artisti tedeschi, credeva che, avendo spirito, si potesse anche ''improvvisare con la penna'' su ogni sorta di argomenti difficili. Ed ecco che i suoi saggi in prosa – sotto ogni riguardo un modello di come ''non'' si debbono affrontare questioni scientifiche di estetica e di morale – e un pericolo per lettori giovani i quali, nella loro ammirazione per il poeta Schiller, non hanno il coraggio di pensar male dello Schiller pensatore e scrittore. (123)
*[[Johann Gottfried Herder|Herder]] ebbe la sfortuna che i suoi scritti fossero sempre o nuovi o invecchiati; per le menti più sottili e robuste (come per [[Georg Christoph Lichtenberg|Lichtenberg]]), persino l'opera principale di Herder, le sue ''Idee per la storia dell'umanità'', furono per esempio qualcosa di vecchio già al loro apparire. (125)
*Il moralismo di [[Immanuel Kant|Kant]], – da dove viene? Lo dà continuamente a capire: da [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] e dal ridestato stoicismo romano. (216)
*Il moralismo di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] in musica: è l'eterno inno di lode a [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], agli antichi francesi e a [[Friedrich Schiller|Schiller]]. (216)

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