Differenze tra le versioni di "Friedrich Nietzsche"

Jump to navigation Jump to search
(→‎Bibliografia: riferimenti bibliografici.)
*Non c'è niente da fare: ogni [[maestro e discepolo|maestro]] ha solo un allievo – e questo gli diventa infedele – perché è destinato anche lui a essere [[maestro e discepolo|maestro]]. (II, 357; 2011)
*Quando in un mattino di domenica sentiamo rimbombare le vecchie [[Campana|campane]], ci chiediamo: ma è mai possibile! Ciò si fa per [[Gesù|un ebreo crocifisso duemila anni fa]] che diceva di essere il figlio di Dio. La prova di una tale asserzione manca. Sicuramente nei nostri tempi la religione [[cristianesimo|cristiana]] è un'antichità emergente da epoche remotissime, e che si creda a quell'asserzione – mentre per il resto si è così rigorosi nell'esaminare ogni pretesa – è forse il frammento più antico di quest'eredità. (I, 113; 2011)
*''[[Santippe]]''. – Socrate trovò una donna, quale gli abbisognava; – ma non l'avrebbe mai cercata, se l'avesse conosciuta abbastanza bene: anche l'eroismo di questo spirito libero non sarebbe andato così lontano. In realtà Santippe lo spinse sempre più alla sua propria vocazione, rendendogli spiacevole e inabitabile la sua casa e il suo focolare; gli insegnò a vivere nelle strade e dovunque si potesse chiacchierare e restare in ozio, e con ciò fece di lui il più grande dialettico delle strade d'[Atene (città antica)|Atene]]; il quale dovette finire con paragonare sé stesso ad un pungente assillo che fosse stato posto da un dio sul collo del bel cavallo Atene per non lasciarlo mai in pace. (433; 1927)
*''Serietà nel gioco''. A [[Genova]], nel tempo del crepuscolo, sentii giungere da una torre un prolungato suono di campane: non voleva finire e risonava come insaziato di se stesso, sopra il rumore dei vicoli nel cielo serotino e nell'aria marina, così agghiacciante, così fanciullesco insieme, così melanconico. Allora mi ricordai delle parole di Platone e le sentii tutt'a un trarro nel cuore: ''Tutto ciò che è umano non è, in complesso, degno di esser preso molto sul serio; tuttavia...''<ref>Platone, ''Leggi'', 803 b. {{cfr}} I, 2008, nota 65, p. 323</ref>'' '' (I, 628; 2008)
*Si dovrebbe considerare uno [[scrittore]] come un malfattore, che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri. (I, 193; 2011)
*Si è maggiormente in pericolo di essere investiti quando si è appena scansata una vettura. (I, 564; 2011)
*Spesso contraddiciamo un'opinione, mentre propriamente ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa. (I, 303; 2011)
*''Tiranni dello spirito''. Nel nostro tempo si riterrebbe malato chiunque fosse l'espressione di un carattere morale così strettamente come lo sono i personaggi di [[Teofrasto]] e di [[Molière]], e si parlerebbe per lui di «idea fissa». L'[[Atene (città antica)|Atene]] del terzo secolo ci apparirebbe, se potessimo farvi una visita, come popolata di pazzi. (II, parte seconda, 230; 2008)
*Tutti gli uomini si distinguono, come in ogni tempo anche oggi, in schiavi e liberi; poiché chi non ha per sé due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa poi: uomo di Stato, commerciante, funzionario, dotto. (I, 283; 2011)
*Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro favore vanno in fermentazione o divengono acidi. (II, parte prima, 255; 2011)

Menu di navigazione