Differenze tra le versioni di "Giorgio Gaber"

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*Solo che quando Gaber iniziò certe tecniche non c'erano: quindi il fatto che lui sul palco sia riuscito fin da subito a esprimersi in modo incisivo anche con il movimento, rafforzando con il corpo il suo rapporto di comunicazione con il pubblico, be', per me testimonia quanto il modo di fare musica di Giorgio Gaber abbia inciso profondamente nell'evoluzione della cultura musicale di questo Paese. [...] Gaber diceva cose profonde lasciando che l'ingrediente-musica mantenesse un peso decisivo per comunicarle a quante più persone possibile, in una proposta artistica che era semplice solo all'apparenza. ([[Pino Daniele]])
 
===[[GianlucaPaola GrignaniCortellesi]]===
*Gaber l'ho incontrato tardi. Però lui è riuscito lo stesso a farmi innamorare: della sua forza incontenibile, del suo acume, di quel talento difficilmente eguagliabile. E della sua capacità di parlarci dell'oggi. Motivo per cui credo che bisognerebbe comunque provarci, a riportare in scena quanto ha scritto. Anche se non è facile.
*È stato un artista trasversale, non soltanto un figlio del suo tempo: molti suoi dischi sono ancora attualissimi.
*Io continuo a pensare che l'impatto che Gaber era capace di dare a queste sue riflessioni, semplici solo in apparenza, resti ineguagliabile. Ci vorrebbero il talento e la forza comunicativa che aveva lui. [...] E chissà che nel tempo noi artisti che lo prendiamo a modello non riusciamo, crescendo, a fare cose simili alle sue.
*Fra i cantautori poi Gaber, a mio giudizio, era uno dei più maturi: era avanti. Non si capisce tutto di lui al primo ascolto, come accade con altri che pure sono dei grandissimi. A ogni nuovo ascolto si scoprono cose diverse, particolari mai notati prima. Le sue canzoni non sono "semplici" come diceva lui: infatti aveva anche il pregio di saper comunicare con strutture articolate.
*{{NDR|Parlando della canzone ''Il dilemma''}} Sicuramente la stessa storia io la racconterei in modo diverso, forse più romantico, perché sono una donna. [...] Una canzone meravigliosa, una canzone d'amore, anch'essa però capace di chiudersi spiazzando: con una decisione dura, figlia di un'analisi profonda, per quanto estrema, del rapporto uomo-donna.
*Io appartengo a una generazione cresciuta in una società filoamericana, di cui fra l'altro stiamo pagando anche molte conseguenze negative: se non ci fossero stati cantautori come lui a farci conoscere una musica diversa, una cultura diversa, io come altri colleghi non avrei mai affrontato gli argomenti che affronto. E nel toccarli non avrei mai alternato, alla leggerezza, anche un piglio più ruvido.
 
===[[Maurizio Costanzo]]===
*Non v'è dubbio che Giorgio Gaber ha vissuto gran parte della sua attività creativa in solitudine. Forse, nel suo intimo, non era quello che desiderava. È probabile infatti che avrebbe preferito "crescere" non con troppe persone, ma con alcune sì. La mancanza di queste, per mille motivi, lo deve aver fatto sentire solo: lo ha "costretto" a un sovrappiù di malinconia.
*Una sera andammo in un ristorante all'apparenza discreto, in realtà molto frequentato. C'erano Gaber, [[Paolo Villaggio]], [[Enzo Jannacci]], [[Umberto Simonetta]], il sottoscritto e qualcun altro. Un paio di tavoli accanto altri avventori cominciarono a parlottare, a indicarci, a cercare il modo di attaccare discorso. Gaber si girò di colpo e disse loro con durezza: "Non vogliamo fare comunella!" Una difesa d'ufficio, peraltro necessaria.
 
===[[Paola Cortellesi]]===
*Gaber l'ho incontrato tardi. Però lui è riuscito lo stesso a farmi innamorare: della sua forza incontenibile, del suo acume, di quel talento difficilmente eguagliabile. E della sua capacità di parlarci dell'oggi. Motivo per cui credo che bisognerebbe comunque provarci, a riportare in scena quanto ha scritto. Anche se non è facile.
*Io continuo a pensare che l'impatto che Gaber era capace di dare a queste sue riflessioni, semplici solo in apparenza, resti ineguagliabile. Ci vorrebbero il talento e la forza comunicativa che aveva lui. [...] E chissà che nel tempo noi artisti che lo prendiamo a modello non riusciamo, crescendo, a fare cose simili alle sue.
*{{NDR|Parlando della canzone ''Il dilemma''}} Sicuramente la stessa storia io la racconterei in modo diverso, forse più romantico, perché sono una donna. [...] Una canzone meravigliosa, una canzone d'amore, anch'essa però capace di chiudersi spiazzando: con una decisione dura, figlia di un'analisi profonda, per quanto estrema, del rapporto uomo-donna.
 
===[[Vittorio Feltri]]===
*Gaber con quattro parole e due note arrivava nel profondo del nostro animo. Dava voce a quello che siamo a prescindere dalle tessere di partito. Lo faceva proprio perché in lui erano evidenti ansia di libertà e insofferenza per gli schermi, i luoghi comuni, la destra e la sinistra, tutto ciò che ci vene imposto dall'alto come valore.
*In fondo, io amo Gaber perché ascoltare Gaber è un piacere. Quando sono con Gaber sono con me stesso, ritrovo le mie ribellioni di un tempo, sto bene.
 
===[[Gianluca Grignani]]===
*È stato un artista trasversale, non soltanto un figlio del suo tempo: molti suoi dischi sono ancora attualissimi.
*Fra i cantautori poi Gaber, a mio giudizio, era uno dei più maturi: era avanti. Non si capisce tutto di lui al primo ascolto, come accade con altri che pure sono dei grandissimi. A ogni nuovo ascolto si scoprono cose diverse, particolari mai notati prima. Le sue canzoni non sono "semplici" come diceva lui: infatti aveva anche il pregio di saper comunicare con strutture articolate.
*Io appartengo a una generazione cresciuta in una società filoamericana, di cui fra l'altro stiamo pagando anche molte conseguenze negative: se non ci fossero stati cantautori come lui a farci conoscere una musica diversa, una cultura diversa, io come altri colleghi non avrei mai affrontato gli argomenti che affronto. E nel toccarli non avrei mai alternato, alla leggerezza, anche un piglio più ruvido.
 
==Note==

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