Differenze tra le versioni di "Giorgio Gaber"

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*Certo non deve essere stato facile per lui conquistare un vasto pubblico con una proposta che via via si è evoluta tecnicamente così tanto. ([[Giovanni Allevi]])
*Com'è stato, scoprirlo? Pazzesco. Sono rimasto travolto dal suo stile perfetto, dalla sua capacità evocativa, dalla sua comunicativa umana. Ed essendo anch'io un cantante, una persona che lavora per un palcoscenico e per un pubblico, Gaber mi è diventato subito maestro. Non è che dopo aver conosciuto Gaber la mia personalità musicale o lo stile delle mie canzoni siano cambiati o debbano farlo, però adesso sono più convinto che si possa veramente riuscire a parlare dell'uomo e dei suoi interrogativi esistenziali anche nelle canzoni. Gaber me me l'ha dimostrato: tramite il suo modo di vedere le cose, anche cinicamente a volte, raccontava la vita. E ce la insegnava. ([[Cesare Cremonini]])
*Dai diciassette anni in poi, gli spettacoli di Gaber quando non li ho visti a teatro li ho recuperati su disco. Tutti. Però andarlo a vedere era un'esperienza fulminante: che performer era... Metteva tutto se stesso sul palco. Aveva una voce anomala, con un registro fra baritono e basso e poca estensione: ma la sapeva usare in modo perfetto, espressivo. Quindi, cantante perfetto, attore consumato... Impossibile non restare colpiti da Gaber. [...] Io sono definito un "rockettaro". Ma per "Qualcuno era comunista" ho pianto. Sono andato nel camerino a ringraziarlo. ([[Luciano Ligabue]])
*«Datemi qualche pensiero» è l'ultimo urlo di Gaber. C'è un filo resistente (o un elastico?) che percorre l'opera di Gaber: è la fiducia in un individuo capace, nonostante il disincanto (anzi, forse in virtù di quel disincanto), di costruire una nuova coscienza anche partendo dal nulla, abbandonata per sempre ogni ambizione di appartenenza vecchio stile. E se fin dentro gli anni Novanta tornano le canzoni più «private» di un tempo – da «Chiedo scusa se parlo di Maria» al «Dilemma»: un capolavoro! – è perché per ripartire, appunto, non resta che guardare dentro se stessi. ([[Paolo Di Stefano]])
*Del resto il poeta era lui. Io faccio il comico. ([[Giobbe Covatta]])
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