Differenze tra le versioni di "Giorgio Gaber"

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*Ho sempre considerato Giorgio Gaber un cercatore. Un uomo che cercava di capire la realtà, che cercava dentro e fuori da se stesso. E, cercando, Gaber molte cose le ha trovate. Ma di lui mi ha soprattutto colpito l'incredibile talento di trovarle prima. Di anticipare il futuro dell'arte, fare esperienze che anche altri hanno fatto, ma farle molto prima di loro. ([[Claudio Baglioni]])
*Il caso di Gaber era particolare: perché la sua arte, pur mantenendo i connotati tipici dell'espressione musicale pura da cui poi era partito, aveva al tempo stesso anche un'anima teatrale. Correva su un doppio binario, potrei dire, e dunque la genialità del Signor G è stata nel saper sviluppare quell'anima teatrale restando fedele alla propria natura di artista formatosi su un linguaggio prettamente musicale. ([[Giovanni Allevi]])
*Il modo in cui faceva uscire il fiato, l'uso che faceva della voce, il senso che dava a ogni singola parola, ancora oggi bastano per capire cosa volesse dire esattamente. Tanto che non penso sia necessario rivederlo in immagine per capire il senso delle sue opere. Basta ascoltarne i dischi. ([[Andrea Mirò]])
*In Gaber il [[coraggio]] prendeva [...] molte forme: il coraggio di essere liberi, di non appartenere a nessuna delle nostre numerose conventicole. Il coraggio dell'[[ironia]], della sincerità assoluta. [...] Inoltre Gaber ha avuto anche il coraggio di inventarsi un genere, il Teatro Canzone, allora considerato molto trasgressivo, anche troppo. Dal pubblico della canzone come da quello del teatro. ([[Curzio Malaparte]])
*In Gaber la solidarietà tra [[parola]] e suono diventa gesto e luogo in cui spingere il canto: ed ecco nascere il Teatro Canzone, il cabaret intelligente fatto di suono e di satira, di pianto quotidiano e sorriso ancestrale, di quadro d'autore e canzone popolare. Con Giorgio Gaber la parola percorre lo spazio del vivere e ne appassiona il dialettico incontro con la voce del cuore: proprio come chi sa che la parola è un pigiama di seta, e la notte l'altare che ne assume i contorni. ([[Mango (cantante)|Mango]])
*L'[[incomunicabilità]] che Gaber cantava è ancora viva rimane verissimo il fatto che l'amore coniugale sia un'altra cosa rispetto alla passione iniziale, è confermato che quando tu cerchi di mettere a posto tutti gli elementi di una storia arrivi a un'equazione gigantesca che non sai più come risolvere. Forse è così da sempre e sempre sarà; perché sono pensieri grandi, non è solo il comico, quella di Gaber è una scrittura che ha una profondità che deve essere garantita, tutelata, ricordata. E tutto quello che finisce in "ata": amata per esempio. ([[Luciana Littizzetto]])
*La grandezza di Gaber si misurava proprio nella sua capacità di scrivere solo quando aveva qualcosa da dire, e di farlo scegliendo i temi da trattare senza calcoli sulle reazioni che avrebbero suscitato o il successo che avrebbero potuto avere. Quando poi a tutto questo aggiungi una sincerità di fondo, quella passione che in Gaber si avvertiva, allora nascono opere che sanno essere specchio di un'epoca. ([[Luca Barbarossa]])
*La grandezza di Gaber stava proprio nel saper arrivare al nocciolo di questioni importanti, universali, restando però comprensibile. Un impegno durissimo, una sfida a lunga scadenza, nell'affrontare la quale occorre essere pronti sia a sperimentare più strade finché non ci trova quella giusta, sia a limare. Limare continuamente per giungere al punto della questione da affrontare e capire "come affrontarla". ([[Andrea Mirò]])
*Le sue critiche spesso erano anche apprezzate proprio perché da una parte pizzicava e dall'altra era compagno di strada. Dava sfogo sul palco a quanto potevamo abitualmente solo sussurrare tra amici, o nei momenti di disperazione. ([[Romano Madera]])
*Leggeva e interpretava con attenzione e coscienza quanto accadeva, e lo comunicava nei teatri. Veniva con me dalla canzonetta, come me aveva fatto un salto per abbandonare gli stereotipi del pop dell'epoca, però il suo salto era stato lunghissimo. Non era più un cantante ma un attore. ([[Ricky Gianco]])
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