Differenze tra le versioni di "Giorgio Gaber"

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*{{NDR|Su ''La mia generazione ha perso''}} Mio padre si è fatto due anni di servizio militare, due anni di guerra d'Africa e cinque anni di guerra mondiale: di cui due in campo di concentramento. Ecco, la sua era una generazione che aveva perso, essendo cresciuta durante il fascismo. Noi, bene o male, siamo invece riusciti a fare le nostre cose. Anche più dei giovani di oggi, che non hanno mai lavoro sicuro. La nostra generazione è stata abbastanza fortunata, ha trovato spazio, possibilità, modo di esprimersi. Non ha perso. Anche se, forse, quel concetto veniva solo da un momento di pessimismo di Giorgio. Solo, ho il rimpianto di non averglielo mai chiesto. ([[Francesco Guccini]])
*Nel corso della mia carriera mi sono confrontato sin dall'inizio con i repertori altrui. Perché trovo ci sia molto da imparare, specie da maestri del calibro di Fabrizio De André e Giorgio Gaber. Rileggere le loro opere non significa solo condividere qualcosa che si trova esteticamente valido, ma anche dell'arte che si considera fondamentale da un punto di vista etico. [...] Perché parliamo di autori che hanno messo spessore in quanto hanno fatto, hanno speso idee, hanno formulato proposte interessanti anche politicamente, ideologicamente, filosoficamente. ([[Morgan (cantante)|Morgan]])
*Non è stato facile cantare dischi insieme, malgrado la nostra sensibilità artistica fosse simile: io ho una voce meno baritonale della sua. E lui, ovviamente, con me faticava perché voleva fare tutto con precisione assoluta. Inoltre fingeva di non essere spiritoso. E io a dirgli Giorgio, tu sei spiritoso più di me, solo che vuoi farne a meno, lascia libero il tuo spirito di essere comico. Anche se con gli arrangiamenti di [[Franco Battiato|Battiato]] era difficile, in effetti! ([[Enzo Jannacci]])
*Per fare Teatro Canzone Giorgio usava una sorta di "scaletta delle emozioni". Era molto utile per scrivere spettacoli sull'oggi, anche perché, fra una replica e l'altra, per lui era normale cambiare delle cose, e quindi i tempi di scrittura erano strettissimi. Così aveva stabilito regole fisse: se inizi con un tema abbastanza impegnato, il secondo pezzo deve tranquillizzare la gente; se parti leggero, al terzo pezzo devi far capire che la vita non è solo sorrisi. L'apparente semplicità di una struttura solidissima, rimastami come lezione. ([[Gian Piero Alloisio]])
*Perché la cosa più difficile e preziosa che ha fatto Gaber è stato annullare lo scarto (così pesante e doloroso, oggi) tra "alto" e "basso", tra popolarità di massa e di nicchia. E avere qualità e riuscire a farne anche quantità, giacché il suo successo teatrale fu di massa, è più o meno il contrario di quanto accade, in genere, in un sistema di comunicazione che sembra avere individuato nella qualità un odioso nemico. ([[Michele Serra]])
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