Differenze tra le versioni di "Giorgio Gaber"

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Nelle tematiche le omissioni iniziali e finali si eliminano, si conservano solo le intermedie, nel corpo della citazione.
(Nelle tematiche le omissioni iniziali e finali si eliminano, si conservano solo le intermedie, nel corpo della citazione.)
*Gaber aveva due modi di cantare. La melodia libera, piena, che aveva naturale: pochi sapevano far cantare con così tanta allegria, con tanto abbandono; e l'altro un modo più tortuoso, più elaborato di cercare che le parole man mano si intricassero e si districassero.
*Gaber è un fatto musicale difficile da studiare perché i depositari non sono gli studiosi, ma tutta la gente che lo cita e se lo ricanta dentro. Ma la musica non è per Gaber mai un ornamento, un abbellimento, una scenografia alla parola, e la parola - mi spiace per chi arriva a conclusioni solamente dal testo - va letta nella musica, come l'ha cantata: con il significato ambiguo, ambivalente, o perentorio che la musica le conferiva.
*[...] laLa musica fa con il testo quello che fa lui con le convinzioni: rimette tutto in gioco, continuamente, ma ne ha la coscienza. Perciò si sente sempre il timbro di una ricerca onesta e motivata, che finisce anche per confrontarci, per un verso, perché vera musica e vera poesia, e per un altro verso per esserci caro, poiché traccia il suo ritratto.
*Nella costruzione del suo Teatro Canzone c'è il parlato alternato al cantato, un po' alla maniera dell'opera italiana, del Settecento soprattutto, dove un recitativo si blocca al momento in cui un pensiero, una parola, un sentimento, un momento di suggestione morale obbligano a meditare cantando in modo diverso, e c'è bisogno d'un volo della melodia. Dove non è rispettata questa struttura, e la canzone parte direttamente, è necessario che la situazione precedente teatrale ne offra il ritmo, l'attesa.
 

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