Fascismo: differenze tra le versioni

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*''Ogni donna ama un fascista''. ([[Sylvia Plath]])
*Ogni epoca ha la sua malattia, alla quale risponde un'altra (ma è probabilmente la stessa) nel campo morale. L'Ottocento ebbe la [[tubercolosi]] e gli sdilinquimenti sentimentali; il Novecento ha il [[tumore|cancro]] e il fascismo. Tutto il processo del fascismo – manifestarsi della sua vera natura quando è già tardi per un efficace intervento chirurgico; sua impossibilità di morire se non assieme alla vittima alla quale si è abbarbicato; tendenza a riprodursi in luoghi lontani dalla sua prima sede; disperate sofferenze che genera in quelli che ne sono colpiti; guasti profondi che si rivelano all'esame necroscopico dei corpi (o paesi) sui quali abbia totalitariamente imperato – tutto, dico, il suo processo ha sorprendenti somiglianze con quello del cancro. Ma in un'altra cosa gli assomiglia ancora.<br />[...] Azzardo l'ipotesi che il cancro (malattia degli anziani) abbia le sue radici psichiche in un tentativo sbagliato dell'organismo per ringiovanire. La formazione di un neoplasma potrebbe significare il desiderio di rifarsi un nuovo organo, p. es. un nuovo stomaco. (Ho comunicata questa mia ipotesi ad alcuni medici intelligenti, i quali ne hanno tutt'altro che riso). Ebbene: che cosa è stata in fondo l'adesione al fascismo – in Italia e altrove – se non un tentativo sbagliato della borghesia di rifarsi una vita nuova, di ''ringiovanire''? Troppo tardi si è accorta poi dell'errore; e allora... non c'era più rimedio; la buona cosa, la cosa provvidenziale, che si presentava apportatrice di un «ordine nuovo» recava invece inumane sofferenze; e, a più o meno lunga scadenza, la morte. ([[Umberto Saba]])
*{{NDR|In Germania, fra il 1920 ed il 1930, il terrore repressivo esercitato dal regime fascista venne – ad eccezione della sinistra – generalmente ignorato}} ognuno sceglieva del fascismo quegli elementi che piu gli tornavano utili. La destra nazionalconservatrice guidata dall'organizzazione degli ex combattenti ''Stahlhelm'' (Elmetti d’acciaio) credeva che Mussolini e la massa del suo movimento fossero stati ammansiti dalla monarchia e dall’esercito. Nei circoli delle confederazioni degli industriali si discuteva intensamente il modello di società corporativo che, con la Carta del lavoro, era diventato il marchio di qualità del fascismo. All'interno delle organizzazioni politiche cattoliche, Mussolini era diventato popolare dopo che nel 1929 aveva fatto pace col Vaticano firmando i Patti lateranensi. E dato che il fascismo, a differenza del nazionalsocialismo, non conosceva l'antisemitismo, persino giornalisti democratici come Theodor Wolff ed Emil Ludwig a partire dal 1930 provarono simpatia per Mussolini. Ciascuno si avvicinava al fascismo a modo suo. Nel complesso, si sviluppò nell'opinione pubblica tedesca, nei confronti di un regime repressivo come quello di Mussolini, un clima singolarmente positivo come verso nessun'altra dittatura del periodo. Hitler ne approfittò in modo decisivo. Più si richiamava a Mussolini, più sembrava accettabile una sua partecipazione al potere in Germania. Ci si illudeva che Hitler, come Mussolini, avrebbe potuto venir controllato dall'esercito e dalla burocrazia. L'anziano presidente del Reich, Hindenburg, fu visto, in modo non diverso dalla figura di Vittorio Emanuele III, come il garante di un regime autoritario del genere. ([[Wolfgang Schieder]])
*Onorevoli camerati! Era consuetudine parlamentare di altri tempi che il Presidente, appena insediato, promettesse di dimenticare il partito di origine, per garantire la imparzialità nel governo dell'Assemblea. In contrasto con questa consuetudine, solennemente dichiaro che in ogni momento, in ogni gesto, in ogni parola mi ricorderò di essere Fascista. ([[Giovanni Giurati]])
*''Ormai sicura è già la dura sorte | del fascista vile traditor.'' ([[Felice Cascione]])

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