Jean de La Bruyère: differenze tra le versioni

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(+citazione)
 
==''I caratteri''==
*Al mondo non ci sono che due modi di fare [[carriera]]; o grazie alla propria ingegnosità o grazie all'imbecillità altrui. (1981)
*Alcuni in gioventù hanno imparato un certo mestiere, per esercitarne un altro, diversissimo, tutta la vita. (1981)
*Accade talvolta che una donna nasconda a un uomo tutta la [[passione]] che prova per lui, mentre lui, dal canto suo, finge per lei tutta la passione che non sente. (1981)
*Alle donne costa poco dire ciò che non sentono; costa ancor meno agli uomini dire ciò che sentono. (1981)
*[[Amore]] e [[amicizia]] si escludono a vicenda. (1981)
*[[Bigotteria|Bigotto]] è colui che, sotto un Re ateo, sarebbe ateo. (1981)
:''Un dévot''<ref>Come indicato in nota da de La Bruyère stesso (2012), da intendersi come ''faux dévot'' (falso devoto), [https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=d%C3%A9vot traducibile come] bigotto, bacchettone, baciapile.</ref> ''est celui qui sous un roi athée serait athée'' (''De la mode'', XIII, 21).
*Ci sono occasioni nella vita in cui la verità e la semplicità sono il più abile maneggio. (1981)
*Coloro che, senza conoscerci abbastanza, pensano male di noi, non ci fanno torto; non attaccano noi, ma il fantasma creato dalla loro immaginazione. (1981)
*Crediamo un tale nostro zimbello: se finge di esserlo, chi lo è di più, lui o noi? (1981)
*Dobbiamo [[Risata|ridere]] prima di essere felici, per tema di morire senza avere riso. (1981)
*Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l'abitudine e la novità. (1981)
*È la profonda ignoranza a ispirare il tono dogmatico. (''Della società e della conversazione'', V, 76; 2012).
*È piacevole incontrare gli occhi di una persona a cui si è appena fatto un dono. (1981)
*È più comune vedere un amore estremo che una perfetta amicizia. (1981)
*Fare un libro è un mestiere, come fare una pendola: occorre qualche cosa di più che un po' d'ingegno per essere autore. (1981)
*Farsi un nome con un'[[opera]] perfetta non è così facile come far valere un'opera mediocre con il nome che ci si è già fatti. (1981)
*Fino a che gli uomini saranno soggetti a morire e piacerà loro vivere, il medico verrà canzonato, e pagato bene. (1981)
*Gli uomini arrossiscono meno dei loro misfatti che delle loro debolezze e vanità. (1981)
:''Tant que les hommes pourront mourir, et qu'ils aimeront à vivre, le médecin sera raillé, et bien payé''.
*Gli uomini, per lo più, adoprano la miglior parte della loro vita a rendere l'altra miserabile. (XI, 102; 1981)
*Gli uomini arrossiscono meno dei loro misfatti che delle loro debolezze e vanità.
*Gloria e merito di alcuni è [[scrivere]] bene; e di altri non scrivere affatto. (1981)
*Gli uomini, per lo più, adoprano la miglior parte della loro vita a rendere l'altra miserabile. (XI, 102)
*Ho visto desiderare di essere una fanciulla, e una bella fanciulla, dai tredici fino ai ventidue anni; e dopo questa età, di diventar uomo. (1981)
:''La plupart des hommes emploient la première partie de leur vie à rendre l'autre misérable''.
*Il piacere della [[critica]] ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime. (1981)
*Gloria e merito di alcuni è [[scrivere]] bene; e di altri non scrivere affatto.
*Il [[suocero]] ama il [[genero]], ama la [[nuora]]; la [[suocera]] ama il genero, ma non ama certo la nuora. Tutto è reciproco. (1981)
*Ho visto desiderare di essere una fanciulla, e una bella fanciulla, dai tredici fino ai ventidue anni; e dopo questa età, di diventar uomo.
*Il tempo, che rafforza le amicizie, affievolisce l'amore. (1981)
:''J'ai vu souhaiter d'être fille, et une belle fille, depuis treize ans jusques à vingt-deux, et après cet âge, de devenir un homme''.
*In alcune persone si riscontra un'intelligenza media, che contribuisce a renderle sagge. (1981)
*Il piacere della [[critica]] ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime.
*In amicizia non si può andare lontano se non si è disposti a perdonarsi scambievolmente i piccoli difetti. (1981)
*Il [[suocero]] ama il [[genero]], ama la [[nuora]]; la [[suocera]] ama il genero, ma non ama certo la nuora. Tutto è reciproco.
*In una cosa il mestiere della [[parola]] assomiglia a quello della guerra: v'è in esso maggior rischio che in altre cose, ma più rapida è la fortuna. (1981)
*Il tempo, che rafforza le amicizie, affievolisce l'amore.
*L'amore che aumenta a poco a poco e per gradi assomiglia troppo all'amicizia per essere una passione violenta. (1981)
*In alcune persone si riscontra un'intelligenza media, che contribuisce a renderle sagge.
*L'amore incomincia dall'amore, e dalla più forte amicizia non si riuscirebbe a passare che a un debole amore. (1981)
*In amicizia non si può andare lontano se non si è disposti a perdonarsi scambievolmente i piccoli difetti.
*L'attitudine alla [[conversazione]] non consiste nel mostrarne molta quanto nel suscitarla negli altri. (1981)
*In una cosa il mestiere della [[parola]] assomiglia a quello della guerra: v'è in esso maggior rischio che in altre cose, ma più rapida è la fortuna.
*L'amore che aumenta a poco a poco e per gradi assomiglia troppo all'amicizia per essere una passione violenta.
*L'amore incomincia dall'amore, e dalla più forte amicizia non si riuscirebbe a passare che a un debole amore.
*L'attitudine alla [[conversazione]] non consiste nel mostrarne molta quanto nel suscitarla negli altri.
*L'impossibilità in cui mi trovo di provare che Dio non esiste, mi fa scoprire la [[Problema dell'esistenza di Dio|sua esistenza]].
*L'inizio e il declino dell'amore li si avverte dall'impaccio che si scopre in noi nel trovarsi soli insieme. (1981)
*L'uomo è più fedele all'altrui [[segreto]] che al proprio: la donna invece custodisce meglio il proprio segreto che quello degli altri. (1981)
:L'[[imbarazzo]] che si prova nello stare soli insieme, segna sia l'inizio che il declino dell'amore.<ref>Citato in Edoardo Giusti, Maria Frandina, ''Terapia della vergogna: I turbamenti dell'arrossire e dell'imbarazzo'', Sovera Edizioni, Roma, 2010, p. [http://books.google.it/books?id=zbeiOdSWHTwC&pg=PA92 92].</ref>
*La cosa più dura e più penosa è dare; che cosa costa aggiungere un sorriso? (1981)
*L'uomo è più fedele all'altrui [[segreto]] che al proprio: la donna invece custodisce meglio il proprio segreto che quello degli altri.
*La falsa [[modestia]] è l'estremo raffinamento della vanità: [...] si tratta di menzogna. (1981)
*La cosa più dura e più penosa è dare; che cosa costa aggiungere un sorriso?
*La modestia sta al merito come le ombre stanno alle figure in un quadro: gli dà forza e risalto. (1981) {{NDR|[[proporzioni|proporzione]]}}
*La falsa [[modestia]] è l'estremo raffinamento della vanità: [...] si tratta di menzogna.
*La munificenza consiste meno nel dare molto che nel dare appropriatamente. (1981)
*La modestia sta al merito come le ombre stanno alle figure in un quadro: gli dà forza e risalto. {{NDR|[[proporzioni|proporzione]]}}
*La perfidia femminile ha questo di buono, che guarisce dalla gelosia. (1981)
*La munificenza consiste meno nel dare molto che nel dare appropriatamente.
*Le [[donna|donne]] sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini. (III, 53; 1981)
*La perfidia femminile ha questo di buono, che guarisce dalla gelosia.
*Lo schiavo ha un solo padrone; l'ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna. (1981)
*Le [[donna|donne]] sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini. (III, 53)
*Lo sciocco non entra, non esce, non si siede, non si alza, non tace né si tiene ritto su due piedi allo stesso modo dell'uomo intelligente. (1981)
:''Les femmes sont extrêmes: elles sont meilleures ou pires que les hommes''.
*Lo schiavo ha un solo padrone; l'ambizioso ne ha tanti quante sono le persone utili alla sua fortuna.
*Lo sciocco non entra, non esce, non si siede, non si alza, non tace né si tiene ritto su due piedi allo stesso modo dell'uomo intelligente.
*Mi ronzano continuamente nelle orecchie queste parole: ''l'uomo è un animale ragionevole''. Chi vi ha concesso questa definizione? I lupi, le scimmie e i leoni, o ve la siete accordata voi stessi? È già una cosa bizzarra che attribuiate agli [[animale|animali]], vostri confratelli, quanto c'è di peggio, riservando a voi quanto c'è di meglio: lasciate un po' che si definiscano da sé medesimi, e vedrete come andranno fuori dai gangheri, e come sarete trattati. (''Dei giudizi'', XII, 119; 2012)
*Nella pura amicizia c'è un piacere che non possono provare quanti sono nati mediocri. (1981)
*Nulla costa meno alla passione del porsi al di sopra della ragione. (1981)
*Per far fortuna, soprattutto una grande fortuna, occorre una specie particolare di ingegno. (1981)
*Quando con certe persone si è fatto il possibile per conquistarle, se la cosa non riesce c'è ancora una risorsa: non far più nulla. (1981)
*[...] quanti fanno delle [[massime]] vogliono essere creduti [...]. (''Prefazione''; 2012)
*Quanti impiegano male il loro tempo, sono i primi a dolersi della sua brevità. (1981)
*Ridere delle persone intelligenti è privilegio degli sciocchi. (1981)
*Se la [[povertà]] è la madre dei delitti, l'ingegno carente ne è il padre. (1981)
*Se la [[vita]] è miserabile, è faticoso sopportarla; se è fortunata, è orribile perderla. Una cosa vale l'altra. (1981)
*Soffrire per l'assenza di chi si ama è un bene in confronto a vivere con chi si odia. (1981)
*Spesso la critica non è scienza; è un mestiere, in cui occorre più salute che intelligenza, più fatica che capacità, più abitudine che genio. (1981)
*Tutto è [[tentazione]], per chi la teme. (1981)
*Tutto è stato detto, e si giunge troppo tardi, dopo più di settemila anni che gli uomini esistono e pensano. (1981)
*Un uomo di ingegno mediocre crede di scrivere divinamente; uno di solido ingegno ritiene di scrivere passabilmente. (1981)
*Una donna dimentica perfino i favori concessi ad un uomo quando non lo ama più.<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*Vi sono persone che parlano un istante prima di aver pensato. (1981)
*Vorrei vedere un uomo sobrio, misurato, casto, equanime dichiarare che non c'è un Dio: se non altro parlerebbe in modo disinteressato; ma un simile individuo non si trova.<ref>''Degli spiriti forti'', XVI, 11; 2012.</ref>
 
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