Rodolfo Bianchi: differenze tra le versioni

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==Citazioni di Rodolfo Bianchi==
*I miei maestri sono stati degli attori straordinari come [[Rina Morelli]] e [[Paolo Stoppa]], ho avuto la fortuna di lavorare con tantissima gente dalla quale ho imparato sempre tutto. Ho cercato di “rubare” da loro il più possibile e di farmi spiegare quando non capivo. È stata una pratica sul campo in televisione e in teatro e di conseguenza anche al doppiaggio, perché per fare i doppiatori bisogna prima di tutto essere degli attori.<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri e Marco Bonardelli, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/07/264124.shtml Intervista esclusiva a Rodolfo Bianchi]'', ''GuideSuperEva.it'', luglio 2006.</ref>
*Ogni film ha un suo percorso interpretativo e se lo fai con passione, e soprattutto se sei riuscito ad avvicinarti abbastanza all'interpretazione dell'attore, se sei riuscito a rendere quelle emozioni, sono tutte cose che ti rimangono dentro e che ricordi con piacere, come i film che ho diretto. Ci sono dei film che ho diretto che ricorderò con piacere per tutta la vita, tipo ''[[Il pranzo di Babette]]'', ''[[L'odio]]'', i film di [[Nikita Sergeevič Michalkov|Mikhalkov]], ''[[Il postino|Il Postino]]'' con [[Massimo Troisi]], ''[[City of God|City Of God]]'', ''[[Central do Brasìl]]''. Sono film che ti danno emozioni per motivi diversi. Ne ho fatti davvero tanti, per cui qualcuno me lo dimentico. Magari un giorno mi si apre una finestra nel cervello e mi ricordo una cosa che mi emoziona ancora.<ref name=Sgambelluri />
*Tutta la prassi è questa: se uno è un attore e poi si avvicina al doppiaggio ne acquisisce la parte tecnica con facilità, perché ha gli strumenti dell'attore e sa come respirare e quali sono i tempi della recitazione e questo è stato un passaggio naturale per me. Ho avuto la fortuna di lavorare con tutti i vecchi grandi doppiatori che hanno fatto la storia del cinema, e in teatro e in televisione con grandi attori. Per me è stato sempre un imparare continuo e imparo ancora oggi che ho 50 anni, perché si impara sempre; in questo mestiere non ci si ferma mai, sia quando si fanno le fiction che i doppiaggi. Sono prove diverse in cui ti misuri con attori e personaggi diversi.<ref name=Sgambelluri />
 
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