Cantico dei cantici: differenze tra le versioni

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*''Cantico dei Cantici'': idillio che sotto forma dell'amore fra due giovani suggerisce il rapporto tra Israele e il suo Dio. ([[Antonio Girlanda]])
*È, letterariamente, la composizione più caratteristica di tutta la Bibbia, e – si direbbe quasi – la più inaspettata, perché il suo linguaggio è amoroso e apparentemente parla dell'amore tra uomo e donna. E appunto per questa ragione il libro corse pericolo anticamente presso i Giudei di essere escluso dal Cànone, ma in contrario autorevoli rabbini sentenziarono che fra tutti i libri santi il ''Cantico dei Cantici'' è santissimo, e la loro sentenza prevalse. ([[Giuseppe Ricciotti]])
*L'universo intero vale meno del giorno in cui il Cantico dei cantici fu consegnato a Israele, perché, anche se tutte le Scritture sono sante, il Cantico dei cantici è il Santo dei Santi. ([[Rabbi Akiva]])
*Nel Cantico non vi è indizio di un significato simbolico, oltre il senso letterale. C'è invece tutta una tradizione ebraica e poi cristiana che, sulla scia di tante pagine profetiche, vi ha letto in trasparenza una parabola dell'amore reciproco tra Dio e Israele che, ammaestrato dalla dura prova dell'esilio, cerca senza più tentennamenti {{Sic|Jhwh}}, suo unico Dio.<br />Una lettura né solo letterale né solo simbolica sembra quindi rendere meglio giustizia alla comprensione di questo gioiello poetico, di cui un grande rabbino del II secolo d.C. diceva: «L'universo intero non vale il giorno in cui Israele ebbe il Cantico dei Cantici». ([[Antonio Girlanda]])
 

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