Farisei: differenze tra le versioni

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altra di Cassuto
(→‎Citazioni: Umberto Cassuto)
(altra di Cassuto)
 
*Gli uomini veramente di profondo senso religioso non si scandalizzano mai. Insomma, non credo che Cristo si scandalizzasse mai... [...] Anzi non si è mai scandalizzato. Si scandalizzavano i farisei. ([[Alberto Moravia]])
*I [[Bramino|bramani]] sono i farisei dell'India, per l'affettazione nel modo di vivere, per lo stesso scrupolo per le macchie del di fuori, per l'uso continuo delle abluzioni e del bagno, per lo zelo medesimo, per le minuzie, pella stessa negligenza su quanto vi è di più essenziale, pel medesimo orgoglio, per la medesima ostentazione e per la stessa ipocrisia. Né mancano di quelli che praticano letteralmente quel che dice il Salvatore, cioè che bevono a traverso un colatoio per tema d'ingoiare un insetto, nel tempo che ingoiano un cammello, calpestando cioè la giustizia, l'umanità e la misericordia. ([[René François Rohrbacher]])
*Il farisaismo, [...], raccoglieva sotto la sua bandiera le vaste cerchie del popolo, fedeli alla Torah e alla tradizione. I dottori farisei erano i maestri della Torah scritta e in pari tempo i depositari, i cultori, e i trasmettitori di quella tradizione che intorno alla Torah e accanto alla Torah era venuta formandosi da Ezra in poi, accogliendo anche elementi più antichi, e costituendo la «Torah orale», anch'essa come quella scritta norma di pensiero e di azione per i suoi seguaci. Appunto questa distinzione fra Torah scritta e Torah orale vale a spiegarci perché i dottori farisei non scrivessero opere letterarie. La Bibbia appariva loro dover essere l'unico monumento scritto del pensiero e della religione del popolo ebraico. Accanto ad essa, l'insegnamento tradizionale doveva restare nettamente distinto, conservando il suo carattere originario d'insegnamento orale, non affidato alla scrittura. ([[Umberto Cassuto]])
*Prima che agli altri {{NDR|partiti dell'ebraismo}}, sarà da rivolger lo sguardo ai Farisei, rappresentanti l'indirizzo di gran lunga più importante, non solo perché fu negli ultimi duecento anni dello Stato giudaico quello che fu seguito dalla grande maggioranza del popolo, ma anche perché fu l'unico che sopravvisse alle tremende catastrofi che segnarono la fine della compagine nazionale giudaica, identificandosi definitivamente con l'ebraismo; talché il pensiero dell'ebraismo posteriore non fu che la continuazione del pensiero farisaico, e l'attività letteraria che vedremo svolgersi nelle età successive non fu che la continuazione di quella che era stata iniziata dai Farisei. Iniziata, si noti, in un modo tutto particolare, perché i Farisei non scrissero, nel preciso senso della parola pressoché nulla: cosa che non deve meravigliarci perché è perfettamente coerente con le loro concezioni religiose. ([[Umberto Cassuto]])
 
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