Italo de Feo: differenze tra le versioni

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===Citazioni===
*Se lo [[spirito]] piemontese si riassume per cert’aspetti nel ''bugia nen'', nel tenersi fermo al luogo natale evitando le avventure e persino le incertezze del [[giudizio]] – sicché, tutto sommato, il subalpino è [[popolo]] costituzionalmente tradizionalista – fra le componenti del carattere di Camillo di Cavour, v’è, sì, una tale solidità e tenacia di propositi, ma non v’è solo questo. Vi sono anche certi smarrimenti improvvisi, che riempiranno la sua [[vita]] privata e talvolta la stessa vita dell’[[uomo]] di [[governo]]. (p. 12)
*Contro le ideologie astratte dello zio, che sognava una pace universale, metteva avanti osservazioni di semplice buon senso: « La pace universale sarebbe un beneficio immenso, ma mi sembra che il mezzo da voi proposto (per ottenerla ) sarebbe illusorio…Il filantropo deve indicare il [[fine]] e i mezzi che presentano le minori difficoltà per arrivarvi, e bench*è il fine sia eccellente, se lo si vuol raggiungere direttamente si corrono i pericoli più gravi. Per traversare una montagna che ci sepaa da una fertile pianura, bisogna fare lunghi giri per evitare i precipizi di cui il più sovente è seminato il cammino » (p. 33)
*La teoria del gradualismo nelle conquiste sociali e politiche venne da lui delineata con estrema chiarezza quando aveva appena diciannove anni. (p. 33)
*Gettiamo un velo sul passato, che io possa senza rimorso e senza onta felicitarmi di avere la vostra amicizia, ma che io non pensi mai come l’ho ottenuta. Cominciate a conoscermi solo da ora e io mi sforzerò di darvi buona opinione di me. (da una lettera di [[Anna Giustiniani Schiaffino]], p. 39)
*Nel settembre 1835 Camillo annotava nel suo Diario: « L’avvilimento della patria ha così sconvolto il suo cuore che s’appiglia con foga ai principî che giudica più atti per ridare a quella la [[libertà]] e la indipendenza. Ho fatto tutti gli sforzi per richiamarla a sentimenti più ragionevoli. Mi è stato facile mostrarle la vanità e il nessun fondamento delle teorie che l’avevano sedotta. La ragione è onnipotente quando ha per ausiliario l’amore » . (p. 41)
*Ho lo [[spirito]] molto elastico, e credo di sapermi adattare a qualsiasi posizione. La sola cosa che non potrei guardare senza fremere, sarebbe una vita perfettamente oziosa oppure unicamente speculativa. Ho bisogno d’impiegare non solo le mie facoltà intellettuali, ma anche le mie facoltà morali . (Cavour dalla lettera al padre del 2 dicembre 1830, p. 45)
*« Continuerò a sostenere le opinioni liberali con lo stesso calore, senza sperare, né quasi desiderare di farmi un nome. Le sosterrò per amore della [[verità]] e per simpatia per l’[[umanità]] ». (p. 49)
*[…] di [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] egli confessa di aver sentito il fascino: « Dal momento in cui mi trovai in condizione di poter leggere da me stesso i libri di Rousseau, ho sentito per lui la più viva ammirazione. E’ a mio giudizio l’uomo che più ha cercato di rialzare la dignità umana, spesso avvilita nella società dei secoli trascorsi. La sua voce eloquente ha più di ogni altra contribuito a fissarmi nel partito del progresso e della emancipazione sociale. L' ''Emile'' soprattutto mi è sempre piaciuto per la giustezza delle idee e la forza della logica ». (p. 49-50)
*« Sono stato lungamente indeciso fra queste tendenze contrarie. La ragione mi portava verso la moderazione; l’eccessivo desiderio di spingere innanzi i retrogradi mi cacciava verso la rivoluzione: finalmente, dopo molte violente agitazioni e oscillazioni, ho finito con lo stabilirmi, come il pendolo, nel punto di mezzo. Così vi annunzio che come onesto uomo di mezzo, desiderando ardentemente il progresso sociale e lavorando per esso, ho risoluto di non acquistarlo a costo di un generale rovesciamento politico e sociale ». (da una lettera ad [[Augusto De La Rive]], p. 51)
*La [[Svizzera]] gli piace perché vi regna il culto « della ragione », il suo sistema di [[governo]] gli sembra una riprova che la democrazia non è altro se non l’intelligenza applicata alle cose politiche. (p. 57)
*Annota il 23 agosto : « Gita a Fernet col principe di Craon. Abbiamo visitato il salotto e la stanza da letto di [[Voltaire]]. In essa tutto è rimasto come quando Voltaire vi abitava. I mobili sono molto semplici. Il salotto è pieno di quadri indecenti ». (p. 57)
*È duro sentirsi rinfacciare la magra pietanza che ci vien data e l’inutilità della nostra [[vita]], quando tutte le [[Via|strade]] che l’intelligenza potrebbe aprirmi sono ermeticamente chiuse! (dopo un diverbio col padre p. 65)
*È convenuto che il [[mondo]] dimentica i torti degli uomini, ma quando una [[donna]] ha perduto la reputazione non può riconquistarla neppure con una condotta esemplare. (Teresa Littardi da una lettera inviata ad [[Anna Giustiniani Schiaffino]], p. 71)
*Nota esattamente [[W. R. Thayer]]: « Il genio di Cavour era positivo ed egli non sciupava il tempo in problemi che la sua ragione aveva dichiarato insolubili. Interamente persuaso che era vano sofisticare sugli enigmi dell’esistenza, rivolse la sua attenzione all’aspetto pratico della religione. Avrebbe voluto che il culto fosse soltanto affare di coscienza e di rito; avrebbe voluto che le verità morali venissero insegnate nella loro semplice maestà invece di essere incastonate in velenose superstizioni; Che fosse ad uomini spirituali affidato di parlare dello spirito. Ma i suoi accenni all’istituzione cattolica, dopo questa diagnosi, sono pochi. Era sicuro che l’istituzione richiedeva una completa riorganizzazione e che rigenerando le condizioni politiche, economiche e sociali del tempo anche la [[Chiesa]] sarebbe stata obbligata a riformarsi ». (p. 104-105)
*È una [[disgrazia]] l’avere spirito troppo positivo; i sogni del sentimentalismo, anche più puro, irritano l’uomo freddo e calcolatore, quando vogliono ad ogni costo imporsi alla [[società]]. (p. 138)
*La vita di un uomo come Camillo di Cavour può essere il risultato di una serie di coincidenze che, unite insieme, produssero un genio di cui è difficile trovare l’eguale.
*Si arriva con piacere a [[Verona]]. La città conserva le vestigia di un’antica grandezza. L’anfiteatro è molto ben conservato e degno della magnificenza romana. Per rispetto a [[William Shakespeare|Shakespeare]] e per scrupolo di coscienza sono andato a vedere la tomba di [[Romeo e Giulietta]]. E’ un abbeveratoio di buoi al quale si è dato un nome pomposo. (p. 109)
 
*Camillo sarà per sempre? Se i miei occhi si chiudessero per l’eternità, prima di aver potuto riposare su di te unasola volta, conserva il ricordo di Nina. (Anna Giustiniani Schiaffino, p. 102)
==Bibliografia==
*Thayer: Quando [[Robert Fulton|Fulton]] varò il suo piroscafo a ruote ''Clermont'', quando [[George Stephenson|Stephenson]] fece partire la sua locomotiva ''Rocket'' per il primo viaggio, l’ [[umanità]] s’incamminava su una [[via]] di conquiste, di fronte alla quale le campagne di [[Giulio Cesare|Cesare]] e l’impero di [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]] diventavano di secondaria importanza. (p. 114)
*Italo de Feo, ''Cavour: l'uomo e l'opera'', A. Mondadori, 1969.
*In [[Francia]] si attribuisce moltissima importanza alle lettere di buon anno, è un uso al quale non si manca mai fra parenti, a meno di essere guastati mortalmente. (Cavour in una lettera al cugino Paolo Emilio Maurice )
p. 139)
*[[Parigi]] è il [[paese]] del [[mondo]] ove si giudica meno bene la situazione [[politica]]. Tutte le persone hanno un vivo interesse in un senso o nell’altro… (p. 141-142, Cavour in una lettera al cugino Paolo Emilio Maurice )
*Tu hai una [[forza]] di [[volontà]] politica: abbi una forza [[morale]], e tutti ne saranno contenti. (Dalla lettera del padre a Cavour, p. 145)
*Sono raffreddato , il che mi fa sembrare lo scalone del vostro palazzo più lungo, se non vi trovo, e sempre corto, se vi trovo. ( [[Cesare Balbo|Balbo]], da una lettera a Cavour, p. 146)
 
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