Differenze tra le versioni di "Vittorio Spinazzola"

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*Il metodo narrativo della Deledda consiste in una adesione immediata ala realtà vitale, sentita come luogo di un eterno contrasto fra opposte forze, che ponendo a prova tutte le doti dell'uomo ne impegnano e ne realizzano al più alto grado l'umanità. (p. 10)
*Il vitalismo della Deledda ha una sostanza tormentosamente antiidillica che induce la scrittrice ad affaticarsi di romanzo in romanzo sui termini di una contraddizione destinata a rimanere insolubile, in quanto non illuminata da una organica concezione ideologica o fideistica. (p. 10)
*Il senso della miglior narrativa deleddiana sta proprio nella sua irrisolutezza , poiché da essa nasce la forza drammatica degli episodi in cui la crisi delle coscienze esplode, portando finalmente in luce l'unico principio etico cui vada riconosciuto un valore integralmente positivo: il sacrificio di sé. (p. 10)
 
{{NDR|Vittorio Spinazzola, ''Dalla narrativa d'appendice al premio Nobel'', introduzione a [[Grazia Deledda]], ''Elias Portolu, Oscar Mondadori, Milano 1970}}
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