Differenze tra le versioni di "George E. Kent"

Jump to navigation Jump to search
m
(''I poetici ghirigori di Joan Miró'')
===[[Incipit]]===
Ero così stupito che non credevo ai miei occhi. Stavo lì, nello studio di [[Joan Miró]], uno dei più grandi pittori d'avanguardia del nostro tempo, e avrei potuto trovarmi nell'ufficio di un contabile. Il maestro aveva i capelli corti, il viso liscio, la camicia bianca immacolata. Dai suoi dipinti lo avevo giudicato il più bizzarro e il più fantasioso degli artisti, il creatore dell'assurdo e del buffo, di ogni forma d'arte più sconcertante e avanzata.
 
===Citazioni===
*Miró uomo si trasforma nel Miró pittore quando prende in mano il pennello. Allora tutto quello che gli vive dentro - i sogni, i sentimenti, la gioia, il dolore - gli si riversa all'esterno, per poi esplodere sulla tela. (p. 54)
*Miró rifiuta la qualifica di pittore astratto perché, insiste, ogni sua creazione trae lo spunto direttamente da un oggetto o da un'idea poetica. E in effetti la stranezza della sua arte svanisce se si considera che ogni sua opera si riduce a un altissimo esercizio di stenografia: simboli e ghirigori, che sono il suo modo di ridurre la realtà all'essenziale. (p. 60)
*{{NDR|George E. Kent, ''I poetici ghirigori di Joan Miró'', ''Selezione dal Reader's Digest'', febbraio 1971}}
 
==Altri progetti==
22 142

contributi

Menu di navigazione