Differenze tra le versioni di "Giulio Camillo Delminio"

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==[[Incipit]] di ''L'idea del Theathro''==
I piupiù Antichi et piupiù savi scrittori hanno sempre havuto in costume di raccomandare a loro scritti i secreti di Dio sotto oscuri velami, accio che non siano intesi, senon da coloro, iquali (come dice Christo) hanno orecchie da udire; cioè che da Dio sono eletti ad intendere i suoi santissimi misteri. Et Melisso dice, che gli occhi delle anime volgari non possono sofferire i raggi della divinità. Et cio si conferma con lo esempio di Mose, ilquale scendendo dal monte, sopra ilquale egli ancor per lo mezo dell'Angelo haveva parlato con Dio, non poteva esser guardato dal popolo, se egli il viso col velo non si nascondeva. Et gli Apostoli ancora veduto Christo transfigurato: cioè quasi partito dalla grossezza della humanità, alla quasi gloria della divinità: non sufficienti a riguardarlo per la debolezza cadderono.
 
==Bibliografia==
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