Terry Pratchett: differenze tra le versioni

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*Terry Pratchett, ''A me le guardie!'', traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2005. ISBN 885020650X
*Terry Pratchett, ''A me le guardie!'', traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2005. ISBN 885020650X
*Terry Pratchett, ''Going Postal'', Corgi Books 2005. ISBN 0552149438
*Terry Pratchett, ''Going Postal'', Corgi Books 2005. ISBN 0552149438
*Terry Pratchett, ''Il mare e i pesci piccoli'', traduzione di Francesco Di Foggia, in "Legends. Racconti inediti dei maestri del nuovo fantastico", Sperling & Kupfer, 2001. ISBN 8820032007
*Terry Pratchett, ''Il mare e i pesci piccoli'', traduzione di Marina Deppisch, in "Legends. Racconti inediti dei maestri del nuovo fantastico", Sperling & Kupfer, 2002. ISBN 8820033895
*Terry pratchett, ''Il tristo mietitore'', traduzione di Valentina Daniele, Salani Editore, Milano, 2008. ISBN 9788884519672
*Terry pratchett, ''Il tristo mietitore'', traduzione di Valentina Daniele, Salani Editore, Milano, 2008. ISBN 9788884519672
*Terry Pratchett, ''Piedi d'argilla'', traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2008. ISBN 9788850216512
*Terry Pratchett, ''Piedi d'argilla'', traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2008. ISBN 9788850216512

Versione delle 22:56, 18 set 2010

File:Terry pratchett.jpg
Terry Pratchett

Terence David John Pratchett (1948 – vivente), scrittore britannico. È conosciuto dai suoi fan come Pterry.

  • L'assioma "Un uomo onesto non ha nulla da temere dalla polizia" è attualmente al riesame da parte della Corte d'Appello degli Assiomi. (da Uomini d'Arme)
  • [Sui costruttori di torri per comunicazioni] Ma quanto stava accadendo ora... questo era magico. Uomini ordinari lo avevano sognato e messo in piedi, costruendo torri su zattere nelle paludi ed attraverso le creste congelate delle montagne. Bestemmiarono, e peggio, usarono i logaritmi. Guadarono fiumi e si immersero nella trigonometria. Non avevano sognato, nel senso che la gente di solito usa la parola, ma hanno immaginato un mondo diverso, e piegato il metallo intorno ad esso. E da tutto il sudore e le imprecazioni e la matematica era uscita questa... cosa, gocciolante attraverso il mondo parole morbide come la luce delle stelle. (da Going Postal)
  • Hex [Il computer del Discworld] era stato impegnato tutto il mattino, così come il Bibliotecario, che al momento stava attentamente togliendo polvere dai libri che poi infilava nella tramoggia di Hex. Hex era infatti riuscito a padroneggiare il segreto della lettura osmotica, che di solito veniva tentata solamente dagli studenti. (da The Science of Discworld III: Darwin's Watch, con Ian Stewart e Jack Cohen, 2005, p. 55)
  • Frizzo non era esattamente un uomo cattivo. Non era dotato dell'immaginazione sufficiente per esserlo. Operava più secondo quel genere di generalizzata sgradevolezza di basso rango che ossida leggermente l'anima di tutti quelli che vi vengono a contatto (quasi come le Ferrovie dello Stato). (da Uomini d'Arme)
  • Gli occhi di Trymon erano due buchi vuoti. La consapevolezza di quanto era accaduto attraversò la mente di Scuotivento come una lama di ghiaccio. Le Dimensioni Sotterranee sarebbero state uno scherzo a paragone di quanto erano capaci di fare gli Esseri in un universo ordinato. La gente anelava l'ordine, e ordine avrebbe avuto... l'ordine del giro di vite, la legge immutabile delle linee dritte e dei numeri. La gente avrebbe finito per invocare disordine e razzie... Trymon lo stava guardando. Qualcosa lo stava guardando. E ancora gli altri non si erano accorti di nulla, Ma lui sarebbe stato capace di spiegarlo? Trymon sembrava lo stesso di sempre, salvo che per gli occhi e una lieve lucentezza della pelle. Scuotivento continuava a fissarlo e sapeva che c'erano cose assai peggiori del Male. I demoni dell'inferno potevano torturare la tua anima, ma questo perché tenevano le anime in grande considerazione. Sempre il Male avrebbe cercato di sedurre l'universo, ma almeno lo considerava degno di essere sedotto. Ma il grigio mondo dietro a quegli occhi avrebbe calpestato e distrutto senza nemmeno accordare alle sue vittime la dignità dell'odio. Non le avrebbe neppure notate. (da La luce fantastica)

Il tristo mietitore

Incipit

La danza moresca è comune in tutti i mondi abitati del multiverso.
Si danza sotto il cielo sereno per celebrare il risveglio della terra, e sotto le stelle perché è primavera e con un po' di fortuna l'anidride carbonica si scongelerà. A sentire l'impulso di danzare sono le creature dei fondali marini che non hanno mai visto il sole, così come gli esseri umani urbanizzati il cui unico contatto con la natura è stato quella volta in cui hanno messo sotto una pecora con la Volvo.
Danzano innocentemente giovani matematici dalla barba incolta accompagnati da un'inesperta fisarmonica che suona L'inquilino della comare, e danzano spietatamente uomini del calibro dei Ninja della Moresca di Nuova Ankh, che sono in grado di fare cose bizzarre e terribili con un fazzoletto e una campanella.
Nessuno danza mai come si deve.
Tranne nel Mondo Disco, che è piatto e sostenuto dal dorso di quattro elefanti che viaggiano nello spazio sul guscio della Grande A'Tuin, la tartaruga del mondo.
E anche lì, il giusto modo di danzare lo trovi solo in un posto. È un piccolo paese sulle Ramtop Mountains, dove il grande, semplice segreto si tramanda da generazioni.

Citazioni

  • La maggior parte delle specie si occupa della propria evoluzione man mano che va avanti, così come la Natura ha stabilito. Così è tutto molto naturale e biologico, e in armonia con i misteriosi cicli del cosmo, che ritiene che non ci sia niente di meglio che milioni di anni di tentativi frustrati e di errori per dare a una specie tempra morale, e in alcuni casi, anche una colonna vertebrale. Dal punto di vista delle specie probabilmente va bene così, ma dalla prospettiva degli individui coinvolti può essere una vera porcata, ammesso che quel certo piccolo rettile rosa possa un giorno evolversi in un porco. (p. 11)
  • Unici fra tutte le creature del mondo, i troll credono che tutti gli esseri viventi vadano all'indietro nel tempo. Se il passato è visibile e il futuro è nascosto, dicono, significa che stai guardando nella direzione sbagliata. Tutti gli esseri viventi attraversano la vita dal retro verso il davanti. (p. 25)
  • La fede è una delle più potenti forze organiche del multiverso. Magari non sarà esattamente in grado di muovere le montagne. Ma può creare qualcuno che ne è capace.
    La gente ha una convinzione del tutto errata sulla fede. È convinta che funzioni, per così dire, in avanti. Credono che la sequenza sia: oggetto, poi fede. In realtà, funziona esattamente all'opposto.
    La fede sciaguatta nel firmamento come l'argilla nella ruota del vasaio. È così che vengono creati gli dei, per esempio. È ovvio che siano creati dai loro fedeli, perché basterebbe un semplice curriculum per accorgersi che la maggior parte di loro non può certo essere di origine divina. Tendono a fare esattamente ciò che la gente farebbe al posto loro se potesse, specie quando si parla di ninfe, piogge d'oro, e nemici da sbaragliare. (p. 100-101)

Thud!

  • Vimes non aveva mai apprezzato nessun gioco più complesso delle freccette. In particolare, gli scacchi l'avevano sempre infastidito. Era lo stupido modo in cui i pedoni partivano e si massacravano con i pedoni opposti, mentre i re se ne stavano a passeggiare senza fare niente, che gli aveva sempre dato sui nervi; se solo i pedoni si fossero alleati, e magari si fossero coalizzati con le torri, l'intera scacchiera sarebbe potuta diventare una repubblica in una dozzina di mosse. (pag. 86)
  • Il caffè era solo un modo per rubare del tempo che sarebbe appartenuto di diritto al te stesso leggermente più vecchio. (pag. 221)
  • [Sulla mitologia dei nani] Tak scrisse il Mondo e le Leggi, e poi Lui ci lasciò. Non ci chiede di pensare a Lui, ma solamente di pensare. (pag. 319)

Incipit di alcune opere

A me le guardie!

È lì che sono andati a finire i draghi.
Giacciono...
Non morti, non addormentati. Non in attesa perché ciò implicherebbe aspettative. Forse il termine che stiamo cercando è... quiescenti.
Anche se lo spazio che occupano non è come lo spazio normale, sono comunque ammassati tutti insieme. Non c'è un singolo centimetro cubo che non dia alloggio a un artiglio, un unghione, una squama o la punta di una coda così che l'effetto è quello di un disegno deformante e solo alla fine gli occhi realizzano che lo spazio fra ogni dragone è, in realtà, un altro dragone.
Potrebbero rammentare una scatola di sardine, se le sardine fossero enormi, squamose, orgogliose e arroganti.
Forse, poi, da qualche parte, c'è la chiave.

Il mare e i pesci piccoli

I guai iniziarono, e non per la prima volta, a causa di una mela.
Ce n'era un intero sacco sul tavolo pulitissimo e scolorito di Granny Weatherwax. Rosse e tonde, lucide e profumate, se avessero conosciuto il futuro, avrebbero ticchettato come bombe.
«Tienile tutte, il vecchio Hopcroft ha detto che potevo averne quante ne volevo», disse Nanny Ogg, lanciando un'occhiata furtiva all'amica strega. «Un frutto saporito, un po' rugoso, ma ottimo.»

Piedi d'argilla

Era una calda notte primaverile quando un pugno bussò alla porta con una forza tale da far piegare i cardini.
Un uomo la aprì e scrutò in strada. Dal fiume proveniva una nebbiolina ed era una notte nuvolosa. Come cercare di vedere attraverso un pezzo di velluto bianco.
Ma successivamente pensò che ci fossero state delle sagome là fuori, appena oltre la luce che filtrava sulla strada. Parecchie sagome che lo avevano fissato con attenzione. Pensò che forse c'erano stati dei debolissimi puntini di luce...
Però non c'era da sbagliarsi sulla cosa che gli stava di fronte. Era grossa, rosso scuro e pareva la figura di argilla di un uomo fatta da un bambino. Gli occhi erano due tizzoni ardenti.

Sorellanza stregonesca

Il vento ululava. I lampi pugnalavano la terra a casaccio come inefficienti assassini. Il tuono rombava e rimbombava attraverso le oscure colline sferzate dalla pioggia.
La notte era nera quanto le viscere di un gatto. Era il genere di notte, potete crederci, in cui gli dei spostavano gli uomini come fossero pedine sulla scacchiera del fato. Al centro di questa tempesta di elementi c'era un fuoco che ardeva, tra i cespugli di ginestra gocciolanti, come la follia nell'occhio di una donnola. Esso illuminava tre figure accovacciate.

Stregoneria

C'era un uomo che aveva otto figli. A parte questo, non rappresentava nulla di più che una virgola su una pagina della Storia. È triste, ma a volte è tutto quello che si può dire di determinate persone.
Tuttavia il suo ottavo figlio crebbe, si sposò ed ebbe otto figli e, visto che esiste un'unica professione adeguata per l'ottavo figlio di un ottavo figlio, divenne mago. Si fece anche saggio e potente, o almeno decisamente potente, indossava un cappello a punta e tutto sarebbe potuto finire lì...
Sarebbe dovuto finire lì...
Ma contrariamente alla Tradizione della Magia e certamente contraro qualsiasi tipo di ragione... a parte quelle del cuore che sono ardenti, pasticcione e, come dire, irragionevoli... egli abbandonò le sale della magia, s'innamorò e si sposò, non necessariamente in quest'ordine preciso.
Ebbe anche sette figli, ognuno di essi fin dalla culla, almeno altrettanto potente quanto qualsiasi altro mago del mondo.
Quindi ebbe un ottavo figlio...
Un mago al quadrato. Una fonte di magia.
Uno stregone.

Bibliografia

  • Terry Pratchett, A me le guardie!, traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2005. ISBN 885020650X
  • Terry Pratchett, Going Postal, Corgi Books 2005. ISBN 0552149438
  • Terry Pratchett, Il mare e i pesci piccoli, traduzione di Marina Deppisch, in "Legends. Racconti inediti dei maestri del nuovo fantastico", Sperling & Kupfer, 2002. ISBN 8820033895
  • Terry pratchett, Il tristo mietitore, traduzione di Valentina Daniele, Salani Editore, Milano, 2008. ISBN 9788884519672
  • Terry Pratchett, Piedi d'argilla, traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2008. ISBN 9788850216512
  • Terry Pratchett, Sorellanza stregonesca, traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2003. ISBN 8878186953
  • Terry Pratchett, Stregoneria, traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2002. ISBN 8878186945
  • Terry Pratchett, Uomini d'Arme, traduzione di Antonella Pieretti, TEA, 2006.

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