Differenze tra le versioni di "Lucrezia Borgia"

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*[...] Lucrezia, la cui figura egli [Papa Alessandro VI] fece immortalare dal pennello del Pinturicchio: un volto pallido e angelico, gli occhi a mandorla, il naso sottile e appuntito, la bocca piccola, il collo lungo e levigato, le mani diafane e affusolate, i capelli biondi e lunghissimi (così lunghi e pesanti che le procuravano violente emicranie). Il pittore umbro [Pinturicchio], che fu per un certo periodo agli stipendi del Papa, era noto per la sua cortigianeria. Dubitiamo perciò che questo ritratto sia fedele all'originale anche perché da documenti scritti risulta che i contemporanei non si trovavano affatto d'accordo sull'avvenenza di Lucrezia. Se comunque essa non fu la stupenda creatura dipinta dal Pinturicchio, ebbe molte altre doti che la resero una delle donne più affascinanti del Rinascimento, e una delle più discusse.<ref>Montanelli-Gervaso, ''Storia d'Italia. Volume 2 (1250-1600)'' edita con ''Il Corriere della Sera'', p. 334</ref> ([[Indro Montanelli]])
 
* Da quando era diventata la moglie del duca di Ferrara, nessun pettegolezzo l'aveva più sfiorata. A Corte la chiamavano ''Pulcherrima virgo'', bellissima vergine, i poeti componevano versi in suo onore, i musici canzoni, i diplomatici la colmavano di lodi. Lucrezia ricambiava questi atti di omaggio sovvenzionando le arti, circondandosi di umanisti, letterati e filosofi, leggendo i classici e imparando le lingue. Negli ultimi anni aveva subito una profonda crisi religiosa, s'era fatta terziaria francescana, si comunicava ogni mattina e passava lunghe ore del giorno in preghiera. Se per un certo periodo era vissuta da peccatrice, certamente morì da santa.<ref>Montanelli-Gervaso, ''Storia d'Italia. Volume 2 (1250-1600)'' edita con ''Il Corriere della Sera'', p. 346</ref> ([[Indro Montanelli]])
 
* Se Teodora di Bisanzio fu bravissima a far dimenticare le sue dissolutezze giovanili, Lucrezia – vissuta un migliaio d'anni più tardi – da cinque secoli si trascina l'ingiusta fama di essere il simbolo della femmina che per raggiungere e conservare il potere utilizza senza remora alcuna il sesso, l'incesto e il delitto. Il ritratto della spregiudicata avvelenatrice, riproposto fino all'Ottocento da [[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas]] e da [[Victor Hugo]], e che ispirò anche [[Lucrezia Borgia (opera)|l'opera]] di [[Gaetano Donizetti]], è completamente falso e solo in anni recenti è stato rivisto. ([[Bruno Vespa]])
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