Differenze tra le versioni di "Spandakārikā"

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*Chi sta come immerso nello stupore, contemplando la vera natura propria come quella che a tutto presiede, come può ancora essere soggetto a questa dolorosa [[saṃsāra|trasmigrazione]]? (I.11)<ref name=Torella/>
*L'[[anima]] individuale è sostanziata dal tutto, poiché è da essa che sorge ogni cosa, tale identità con il tutto essendo mostrata dalla natura del suo percepire la realtà; ne consegue che non v'è stato – nelle parole, negli oggetti significati, nel pensare – che non sia Śiva . A presentarsi come realtà fruibile è sempre e comunque il fruitore, e il fruitore soltanto. (II.3-4)<ref name=Torella/>
*Colui che ha conseguito questo stato di coscienza, vedendo il ondo intero come gioco, ininterrottamente compenetrato con la suprema realtà, è senza dubbio un liberato in vita. (II.5)<ref name=Torella/>
 
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