Differenze tra le versioni di "Filippo Turati"

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*Le libertà sono tutte solidali. Non se ne offende una senza offenderle tutte. (dal discorso ''Contro la violenza'', Milano, 3 aprile 1921){{c}} <!--Dopo la citazione vi era l'indicazione ''ibidem'', e la fonte della citazione che precedeva questa era, appunto, "dal discorso ''Contro la violenza'', Milano, 3 aprile 1921"-->
*Ond'è che quand'anche voi aveste impiantato il partito comunista e organizzati i Soviety in Italia, se uscirete salvi dalla reazione che avrete provocata e se vorrete fare qualche cosa che sia veramente rivoluzionario, qualcosa che rimanga come elemento di società nuova, voi sarete forzati, a vostro dispetto – ma lo farete con convinzione, perché siete onesti – a ripercorrere completamente la nostra via, la via dei social-traditori di una volta; e dovrete farlo perché essa è la via del socialismo, che è il solo immortale, il solo nucleo vitale che rimane dopo queste nostre diatribe. (dal discorso tenuto in occasione della scissione dei comunisti al XVII Congresso del PSI di Livorno, 19 gennaio 1921)
*{{NDR|Sulle accuse al partito socialista di voler sabotare la I guerra mondiale}} Ora noi dobbiamo respingere energicamente, sebbene con la massima serenità, questo genere di accuse... Se noi veramente ci occupassimo, in quest'ora grave, del piccolo giuoco parlamentare... se ci divertissimo a seccare il prossimo per punzecchiare il Gabinetto, faremmo cosa semplicemente idiota. E se tentassimo, con manovre parlamentari, di danneggiare la nostra guerra, ciò sarebbe insieme idiota e nefando. (7 marzo 1916, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/663#c1843|631]])
*''Si vis pacem, para pacem''. (discorso al parlamento, 12 giugno 1909)
*{{NDR|Sulla I guerra mondiale}} Proclamato l'intervento, che non fu in poter nostro di deprecare, e impegnato — sia pure ad opera di un governo o debole o fazioso, e con metodi che non saranno mai stigmatizzati abbastanza quando l'ora del giudizio verrà — impegnato ad ogni modo il paese in un'avventura che può mettere a repentaglio l'indipendenza e l'unità; noi — proclamarono, ad una voce, la Direzione, il Gruppo parlamentare, la stampa — non «saboteremo» la vostra guerra, non indeboliremo, direttamente o indirettamente, con fatti positivi, la difesa nazionale; noi concorreremo anzi, volenterosi e senza infingimenti, a lenire, a confortare tutte le piaghe e i dolori che dal disastro scenderanno; ma nessuna corresponsabilità, nessuna complicità col Governo, colle classi dirigenti, coi partiti borghesi, che vollero o che consentirono questa situazione. (da ''Nel secondo anniversario della loro'' (sic) ''guerra: i nostri morti, commemorazione alla «Casa del Popolo»'', Milano, 1916, pag. 8)
*{{NDR|Sulla I guerra mondiale}} Quanto alla guerra... sentiamo il dovere elementare di non fare atto alcuno che possa indebolire il nostro paese. (da ''Atti Parlam., Camera dei Deputati, Legisl. XXIV, Discussioni'', vol. VIII, p. 9025)
*''Si vis pacem, para pacem''. (discorso al parlamento, 12 giugno 1909)
*''Su fratelli, su compagne, | su, venite in fitta schiera; | sulla libera bandiera | splende il [[sole|sol]] dell'avvenir''. (dal ''Canto dei lavoratori'')
 
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