Differenze tra le versioni di "Luigi Meneghello"

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*Ma il principio generale riconosciuto da tutti era che bisogna lavorare per la famiglia con tutte le proprie forze, sopportare qualunque fatica e sacrificio. (cap. 14, p. 99)
*La cura dei bachi da seta era uno di quei lavori supplementari che s'affidavano principalmente alle [[donna|donne]], perché non restassero in ozio: avevano solo da partorire fino a una dozzina di figli, da allevarne mezza dozzina, da cucinare per tutti, lavare, stirare, spazzare, rifare i letti, vuotare i vasi, lavare i piatti, cucire, rattoppare, rammendare, badare alle galline, curare i malati, pregare per il marito, andare in chiesa e baruffare un po' con le vicine. Come riuscissero ad andare anche in filanda non ho mai capito. (cap. 14, p. 101)
*Nei rapporti tra famiglie era quasi onnipotente nel determinare il costume cià che si chiamava l'''intaresse'', naturalmente in funzione della solidarietà familiare. né le leggi dello stato né i precetti morali della religione avevano — nel modificare quetsoquesto codice di condotta — la forza che aveva invece il senso del decoro ("no sta ben"), di ciò che riscuote la sanzione della comunità, e che può differire profondamente non solo da quello che prescrive la legge, ma anche da quello che ingiunge la religione. (cap. 14, p. 104)
*Questo sentirsi insieme, e contenti, è supremamente importante. Si profilava tra gli amici abituali uno schema di rapporti stabili; gli amici diventavano una Compagnia. Pareva di essere non solo al centro del mondo, ma investiti di un privilegio speciale.<br />Per i ragazzi di un paese la Compagnia è l'istituto-madre. E un'associazione libera, un club senza sede e senza regolamento, mai suoi legami sembrano in quegli anni più forti di ogni altra associazione naturale o tradizionale. Sorge ovviamente tra vecchi compagni di scuola, vicini di contrada, coetanei; corrisponde alle varie generazioni, anzi è uno dei modi fondamentali di contare le generazioni in paese. [...] <br />Negli anni dell'adolescenza e della gioventù la Compagnia è l'istituzione più importante di tutte, l'unica che sembra dar senso alla vita. Stare insieme con gli amici è il più grande piacere, davanti al quale tutto il resto impallidisce.<br>«Il tempo che si trascorreva lontano dagli amici pareva sempre tempo perduto», dice mio fratello. (cap. 20, pp. 146 sg.)
*La Compagnia non ha fini pratici, è un modo di essere: ma naturalmente i soci tendono anche a fare insieme molte cose specifiche, lo sport, gli svaghi, e soprattutto la'' pursuit'' del sesso. In pratica quest'ultima diventa a un certo punto l'attività più importante della Compagnia, e la sua principale funzione. [...]<br />La pursuit collettiva del sesso fornisce una scala di valori che in teoria consentirebbero di ridimensionare radicalmente la personalità dei soci. Raramente però il risultato differisce molto dal precedente ordinamento di membri perfetti, membri associati e iloti. Chi è preso sufficientemente sul serio prima di incominciare a andare a donne, non è probabile che si riveli poi inetto con le donne, perché l'impresa ha un carattere cooperativo e associato che riduce i rischi della timidezza e della goffaggine. D'altro canto i membri imperfetti e gli iloti tendono a incappare in vari infortuni proprio perché partecipano meno pienamente dei vantaggi dell'azione collettiva. (cap. 20, p. 151)
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