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+1 scoprendo forrester
*Ciò che affascina in "[[Entrapment]]" è la delicatezza con cui si descrive la senilità di un eroe, capace di accettare con la femmina un continuo scambio di ruoli restando fedele ai propri codici di comportamento: "L'esperienza prima della confidenza".<ref name=entrapment>Da ''[//archiviostorico.corriere.it/1999/maggio/15/Entrapment_Bond_vecchio_eroe_alla_co_0_9905157017.shtml "Entrapment" fa di Bond un vecchio eroe alla Svevo]'', ''Corriere della Sera'', 15 maggio 1999, p. 37.</ref>
*"[[Entrapment]]" fa di Bond un vecchio eroe alla Svevo. Ma che "hommage a' Sean Connery", ho sentito mugugnare sulla "Croisette": questa presentazione in pompa magna di "Entrapment" fuori concorso è piuttosto un omaggio del Festival al cinema commerciale.<ref name=entrapment />
*La mondina in calzoncini, interpretata da [[Silvana Mangano]], divenne un'icona del cinema italiano e anticipò il fenomeno delle maggiorate degli anni Cinquanta. (citato in ''Corriere della Sera '', 20 ottobre 2005)
*{{NDR|Su ''[[Scoprendo Forrester]]''}} La vicenda procede su tempi stiracchiati: si capisce subito che lo scrittore imboscato è l'ennesima reincarnazione del burbero benefico e ci sarebbe perfino da sospettare una sottintesa implicazione omosessuale se il divo britannico non fosse l'epitome della virilità. In ogni modo, anche in un film convincente sino a metà, [[Sean Connery|Connery]] è sempre Connery. Ovvero un attore che ogni volta riesce a illuderti di avere incontrato un essere umano.<ref>Da ''[//archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/24/James_Bond_diventa_scrittore_co_0_01032412174.shtml Se James Bond diventa scrittore]'', ''Corriere della Sera'', 24 marzo 2001, p. 36.</ref>
*«Salvatore Giuliano» è il capolavoro di un grande regista {{NDR|[[Francesco Rosi]]}} che anziché limitarsi a rappresentarla è riuscito a trasferire sullo schermo una verità non solo cronachistica o giudiziaria. Il momento alto fu la ricostruzione della strage di Portella, nei luoghi veri e con gli autentici abitanti dei paesi coinvolti come in uno psicodramma. Solo il cinema permette di fare esperienze di questo genere. (citato in ''Corriere della Sera '', 20 ottobre 2005)
*{{NDR|Su ''[[Fargo]]''}} Straordinaria tragicommedia dove le più svariate e raffinate componenti intellettuali si innestano su una trama di genere, ''[[Fargo]]'' gioca a opporre la normalità del [[bene]] alla normalità del [[male]]: l'una e l'altra sono rappresentate con ineffabile ironia in situazioni e dialoghi essenziali. I personaggi appaiono immersi nel torpore della vita provinciale, sia quelli che hanno trascurato di mettere l'orologio all'ora attuale, sia quelli che si illudono di incrementare il proprio destino con spunti di cinismo o atti di violenza. Tutti guardano la Tv: ladri, guardie e gente comune. E Marge, in particolare, è una donna comune di tipo non comune: la prova vivente che nella confusione odierna l'attaccamento tranquillo ai propri compiti (il marito, la famiglia che cresce, il dovere del servizio) rappresenta l'unica alternativa. [...] Vorrei concludere, profetizzando: è un film che resterà. (da ''[http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/15/America_dei_fratelli_Coen_centro_co_0_9605155466.shtml L'America dei fratelli Coen fa centro a Cannes]'', ''Corriere della sera'', 15 maggio 1996, p. 31)

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