Differenze tra le versioni di "Etty Hillesum"

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*Credo che ogni "peccato" contro l'amore per gli altri si vendichi, nella persona stessa come nel mondo circostante.
*Credo che sia soprattutto la paura di sprecarsi a sottrarre alle persone le loro forze migliori.
*Devo avere il coraggio di vivere la vita con la "carica di [[Senso della vita|significato]]" che essa pretende, senza per questo considerarmi pesante, o sentimentale, o innaturale.
*Di tanto in tanto ci gettiamo vicendevolmente dei frammenti su noi stessi, ma non credo che ci capiamo.
*[[Dio]] non è responsabile verso di noi, siamo noi a esserlo verso di lui.
*Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori.
*Dovrò ancora imparare questa lezione e sarà la lezione più difficile, mio Dio: prendere su di me il dolore che m'imponi tu e non quello che mi sono scelta io.
*E se Dio non mi aiuterà più, allora sarò io ad aiutare Dio. (11 luglio 1942, p. 163)
*E se vogliamo [[Perdono|perdonare]] agli altri, dobbiamo prima perdonare a noi stessi i nostri difetti [...] Il che significa anzitutto saperli generosamente accettare.
*Essere fedeli a tutto ciò che si è cominciato spontaneamente, a volte fin troppo spontaneamente.
*Fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati - non potrebbe essere questa l'idea?
*Il processo di reciproco avvicinamento è parallelo a quello della reciproca liberazione.
*Io so, ora, che vita e morte sono significativamente legate fra loro.
*L'[[età]] dell'[[anima]] è diversa da quella registrata all'anagrafe. Credo che l'anima abbia una determinata età fin dalla nascita, e che questa età non cambi più.
*L'unica sicurezza su come tu ti debba comportare ti può venire dalle sorgenti che zampillano nel profondo di te stessa.
*L'unica vera [[unità]] è quella che contiene tutte le contraddizioni e i movimenti irrazionali: altrimenti finisce per essere di nuovo un legame spasmodico che fa violenza alla vita.
*Ogni volta vorresti rifare il mondo, invece di goderlo com'è. È un atteggiamento alquanto dispotico.
*Ognuno di noi deve raccogliersi e distruggere in se stesso ciò per cui ritiene di dover distruggere gli altri.
*[[Pensiero|Pensare]] è una bella, una superba occupazione quando studi, ma non puoi "pensarti fuori" da uno stato d'animo penoso. Allora devi fare altro, farti passiva e ascoltare, riprender contatto con un frammento d'eternità.
*Per [[umiliare]] qualcuno si deve essere in due: colui che umilia, e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell'aria. Restano solo delle disposizioni fastidiose che interferiscono nella vita di tutti i giorni, ma nessuna umiliazione e oppressione angosciose.
*Quando abbiamo dell'avversione per gli altri le ragioni dobbiamo cercarle nel disgusto che sentiamo per noi stessi: ama il prossimo tuo come te stesso.
*Quando s'investono tutte le proprie energie nel desiderio della persona amata, in fondo le si fa torto: perché allora non rimangono più forze per essere veramente con lei.
*Quello che otteniamo spontaneamente da noi stessi ha basi più solide e durature di quello che realizziamo per forza.
*Se si [[Preghiera|prega]] per qualcuno, gli si manda un po' della propria forza.
*Se si vuole influire moralmente sugli altri, bisogna cominciare a prender sul serio la propria [[morale]].
*Se tu affermi di credere in Dio devi anche essere coerente, devi abbandonarti completamente e devi avere fiducia. E non devi neppure preoccuparti per l'indomani.
*Se tutto questo dolore {{NDR|la persecuzione nazista degli ebrei}} non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, liberandoci dalle piccolezze e dalle cose superflue di questa vita, è stato inutile.
*Si diventa più forti se si impara a conoscere e ad accettare le proprie forze e le proprie insufficienze.
*Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi.
*Si vorrebbe essere un balsamo per molte [[Ferita|ferite]].
*Ti prometto che tutta la mia vita sarà un tendere verso quella bella armonia, e anche verso quell'umiltà e vero amore di cui sento la capacità di me stessa, nei momenti migliori.
*Tutte le volte che mi mostrai pronta ad accettarle, le [[Prova|prove]] si cambiarono in bellezza.
*Un [[uomo]] [forse non può] determinare il proprio destino dall'interno. Quel che invece un uomo ha in mano è il proprio orientamento interiore verso il [[destino]].
*Una persona dev'essere [[Semplicità|semplice]] anche nella sua [[tristezza]], altrimenti la sua è soltanto isteria.
*Una [[pace]] futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall'[[odio]] contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo.
*Una volta che si comincia a [[Cammino|camminare]] con Dio, si continua semplicemente a camminare e la vita diventa un'unica, lunga passeggiata.
*Vivere pienamente, verso l'esterno come verso l'interno, non sacrificare nulla della realtà esterna a beneficio di quella interna, e viceversa: considera tutto ciò come un bel compito per te stessa.
*Voglio essere un [[cuore]] pensante.
 
{{NDR|Etty Hillesum, ''Diario'', Adelphi, 1996}}

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