Differenze tra le versioni di "Lietta Tornabuoni"

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(tolgo perché la parte rimasta (vedi campo oggetto precedente) è solo descrittiva)
*{{NDR|Su ''[[V per Vendetta]]''}} Il lungo film è ogni tanto un poco stanco ma è recitato benissimo (la voce italiana del protagonista [[Hugo Weaving]] è quella di [[Gabriele Lavia]]), è intelligente e appassionante.<ref name=v/>
*{{NDR|Su ''[[Fascisti su Marte]]''}} Il regista-protagonista, come sempre, è straordinariamente divertente: certi suoi sguardi loschi o traversi, certa sua imperiosità dittatoriale, certi suoi improvvisi smarrimenti, sono fantastici, almeno quanto la creatività e la comicità dell'ideazione.<ref>Da ''[//archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=7303417 Quanto divertono quei fascisti]'', ''La Stampa'', 3 novembre 2006, p. 31.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Romanzo criminale (film)|Romanzo criminale]]''}} Ispirandosi al libro di [[Giancarlo De Cataldo]] pubblicato da Einaudi, per due ore e mezza il film corale analizza in chiave romantica i criminali, le loro imprese, la loro ascesa e caduta. Raccogliendo nel cast molti attori italiani soprattutto giovani e bravi (bravissimo [[Kim Rossi Stuart]]), [[Michele Placido]] ha realizzato un film con qualche difetto però molto interessante, forte, riuscito.<ref>Da ''[//archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=6461859 Film della weekend drammatico «Romanzo criminale» ]'', ''La Stampa'', 3 novembre 2006, p. 31.</ref>
*{{NDR|Su ''[[2001: Odissea nello spazio]]''}} «''2001 – Odissea nello spazio''» di [[Stanley Kubrick]] [...] è il film unico che ha segnato per sempre il cinema di fantascienza, condensandone e fissandone gli universi col suo stile imitato e inimitabile: il candore e la freddezza, la danza degli astri, la posizione del veicolo spaziale nell'oscurità sconfinata del sistema stellare, il modo di muoversi e la vita quotidiana degli astronauti, le porte autochiudentesi, i corridoi rotondi come l'anima di un enorme tubo bianco. L'iconografia fantascientifica non era mai stata così suggestiva e perfetta prima di «2001», né lo sarebbe mai più stata dopo.<ref>Da ''[//archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=3035417 Scienza, sacro e ignoto]'', ''La Stampa'', 2 marzo 2001, p. 28.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Fargo]]''}} Tutto è bello nel film molto riuscito: il rapimento confuso e poi l'abbandono della rapita, buttata sul pavimento come un cane schiacciato sull'autostrada; le esplosioni di violenza, il gangster ferito che cerca di tamponare il sangue con la carta igienica, le uccisioni a colpi di pala in testa, l'avarizia del ricco, le facce dei vinti, lo sguardo affettuoso e spietato dei Coen sulla gente normale.<ref>Da '''96 al cinema'', Dalai Editore, Milano, 1996, [//books.google.it/books?id=A8ntOA9_qk8C&lpg=PP1&hl=it&pg=PA149 p. 149]. ISBN 88-8089-187-1</ref>

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