Martha Nussbaum: differenze tra le versioni

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==''Non per profitto''==
 
===[[Incipit]]===
*Ci troviamo nel bel mezzo di una [[crisi]] di proporzioni inedite e di portata globale. Non mi riferisco alla crisi economica mondiale che è iniziata nel 2008. In quel caso, almeno, tutti si sono resi conto della crisi in atto e molti governanti nel mondo si sono dati freneticamente da fare per cercare delle soluzioni: non trovarne avrebbe comportato gravi conseguenze per i governi, come in certi casi è avvenuto. Mi riferisco invece a una crisi che passa inosservata, che lavora in silenzio, come un cancro; una crisi destinata ad essere, in prospettiva, ben più dannosa per il futuro della democrazia: la crisi mondiale dell'[[istruzione]] (pag. 21)?.
 
===Citazioni===
*Tutte le democrazie moderne sono società nelle quali il significato e lo scopo ultimo della vita umana sono argomenti di ragionevole disaccordo fra cittadini che hanno vedute religiose e secolari molto diverse [...]. Ciò su cui possiamo comunque essere d'accordo è che in tutto il mondo, cioè in ogni [[nazione]] abbastanza fortunata da essere democratica, i giovani devono essere abituati a partecipare a una forma di governo in cui le persone si informano sulle problematiche fondamentali che saranno oggetto del loro voto e, talvolta, della loro azione come funzionari eletti o motivati. Ogni [[democrazia]] moderna è anche una società nella quale le persone differiscono molto, per molteplici aspetti, come religione, etnicità, ricchezza e classe sociale, condizione fisica, genere e orientamento sessuale, e in cui tutti gli aventi diritto al voto compiono scelte che hanno una ricaduta notevole anche sulla vita di persone assai diverse da loro. Un modo di valutare un progetto educativo è chiederci in che modo esso prepari i giovani a vivere in un'organizzazione sociale e politica che abbia queste caratteristiche. Senza il concorso di cittadini educati in maniera appropriata, nessuna democrazia può rimanere stabile (pag. 28).
*Tante cose ingiuste e sbagliate in politica internazionale rivelano le tracce di questa patologia: le persone sono fin troppo pronte a pensare a certi gruppi come sporchi e cattivi, e a vedere se stesse come figure angeliche. Diciamo che questa tendenza molto radicata negli esseri umani è nutrita da innumerevoli vecchie storie narrate ai bambini, che, appunto, raccontano come il mondo sarebbe bello se certe streghe o certi mostri perfidi e disgustosi fossero uccisi e bruciati, magari nel loro stesso forno. Forse che la tanto amata favola di Hänsel e Gretel, resa famosa dall'opera di [[Humperdinck]], discepolo di [[Wagner]], che cercò di celebrare la purezza del ==Volk== tedesco, contribuì alle fantasie che condussero, più tardi, all'accettazione quantomeno inconscia dell'attuazione dello sterminio? Alla fine della favola, i biondi bambini tedeschi tornano alla vita, liberati dal sortilegio della strega, e gioiscono al suo incenerimento (pag. 48 e nota nelle pagg. 52-53).
*Il metodo socratico è una pratica sociale. L'ideale sarebbe che esso ispirasse il funzionamento della gran parte delle istituzioni sociali e politiche. Poiché stiamo trattando dell'istruzione formale, vediamo che essa può essere considerata come una disciplina, da inserire in un programma scolastico o universitario. Non sarà mai insegnata bene, però, fino a quando non informerà lo spirito pedagogico nelle classi e l'==ethos== di tutta la scuola. Ogni studente deve essere trattato come un individuo da cui ci si aspetta che possa esprimersi in un contributo attivo, e creativo, alla discussione in classe. Questo tipo di pedagogia è possibile solo con piccole classi, o, almeno, con incontri regolari di piccoli gruppi provenienti da classi più ampie (pag. 72).
*Alla base dell'opera di [[Fröbel]], che si occupa dell'educazione dei bambini molto piccoli, le tecniche socratiche sono sicuramente presenti, anche se non in maniera formale: lo si coglie nell'incoraggiamento rivolto al bambino perché sia attivo, curioso e riflessivo, anziché meramente ricettivo. Altrettanto socratica è la sua idea che ogni bambino meriti rispetto, e che ognuno (senza distinzione di classe o di genere) debba fare domande e dire la sua. Oggi i bambini di tutto il mondo devono molto all'opera di questo pedagogista, visto che l'idea di una primissima educazione attraverso il gioco in un'atmosfera di partecipazione e amore ha favorito la diffusione di nidi e scuole materne più o meno ovunque. Quest'idea feconda è osteggiata nel mondo attuale, perché i bambini sono sempre più indotti ad acquisire conoscenze, sempre più precocemente, spesso perdendo la possibilità di apprendere tramite la serenità del gioco (pagg. 77-78).
*L'aspirazione a rendere socratiche le scuole primarie e secondarie non è utopistica, né richiede doti eccezionali. È assolutamente alla portata di qualsiasi comunità che rispetti l'intelligenza dei suoi giovani e le esigenze di una democrazia vitale. Invece, cosa sta succedendo oggi? Ebbene, in tanti paesi [[Socrate]] non è mai stato di moda oppure non lo è più da tempo. Le scuole pubbliche in [[India]] sono luoghi deprimenti dove si apprende in modo meccanico e ripetitivo, impermeabili agli insegnamenti di [[Tagore]] e dei suoi colleghi socratici. Negli [[Stati Uniti]] va un po' meglio, perché [[Dewey]] e i suoi esperimenti socratici hanno esercitato un'ampia influenza. Ma le cose stanno cambiando rapidamente e [...] siamo prossimi al collasso dell'ideale socratico. Le democrazie di tutto il mondo stanno sottovalutando, e di conseguenza trascurando, i saperi e le capacità di cui abbiamo disperatamente bisogno per mantenere vitale, rispettosa e responsabile la democrazia stessa (pag. 91-92).
*La conoscenza non è garanzia di un buon comportamento, ma l'ignoranza lo è quasi certamente di uno cattivo (pag. 96).
*Un buon insegnamento richiede di abituare i bambini e i ragazzi a vedere come la storia viene costruita a partire da fonti e testimonianze di vario tipo, a valutare i dati a disposizione, e ad imparare ad affrontare differenti narrazioni storiche. La discussione in classe su ciò che si è imparato deve essere alimentata da spirito critico; quando si studiano la storia e l'economia di una cultura, devono fioccare le domande sulle differenze di potere e di opportunità, sul ruolo delle donne e delle minoranze, sui meriti e i difetti delle diverse strutture di organizzazione politica (pag. 104).
 
===Citazioni su ''Non per profitto''===
* Il libro di Martha Nussbaum ci aiuta a capire che nella formazione mediosuperiore dei paesi occidentali al centro della sfida vi è il recupero pieno dell'importanza dello studio della [[classicità]] come prima chiave per aprire la mente alla comprensione dell'altro da noi, innanzitutto di quell'altro di cui noi siamo figli ([[Tullio De Mauro]], nell'"Introduzione", pag. 16).
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