Differenze tra le versioni di "Denis Diderot"

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===''La religiosa''===
La risposta del signor marchese di Croismare, se mai me ne darà, mi fornirà le prime righe di questo scritto. Prima di scrivergli, ho voluto conoscerlo. È un uomo di mondo, si è distinto sotto le armi, è anziano, vedovo, ha una figlia e due figli ai quali vuole molto bene e dai quali è adorato. Di nobili natali, è uomo colto, intelligente, di umore gaio, con un gusto spiccato per le belle arti. È soprattutto una persona originale.
 
==''Trattato sul bello''==
===Citazioni===
*7º I sostenitori del ''senso interno'' intendono per ''bello'' l'idea che certi oggetti suscitano nella nostra anima e per ''senso interno del bello'' la facoltà che abbiamo di accogliere questa idea; osservano che gli animali hanno delle facoltà simili ai nostri sensi esterni, e che anzi le hanno qualche volta superiori alle nostre; ma che non ce n'è nessuno che mostri quello che intendiamo per ''senso interno''. Un essere, continuano, può dunque avere interamente la nostra medesima sensazione esterna, senza cogliere però le somiglianze e i rapporti tra gli oggetti; può anche discernere quelle somiglianze e quei rapporti senza sentirne un grande piacere; d'altra parte le pure e semplici idee della figura e delle forme, ecc., sono qualcosa di distinto dal piacere. Il piacere può trovarsi là dove le proporzioni non sono considerate né conosciute, e può mancare per quanta attenzione si rivolga all'ordine e alle proporzioni. Come chiameremo dunque questa facoltà che agisce in noi senza che sappiamo bene il perché? ''Senso interno''.<br />8º Questa denominazione è fondata sul rapporto tra la facoltà che essa designa e le altre facoltà. Tale rapporto consiste principalmente nel fatto che il piacere che ci fa provare il ''senso interno'' è differente dalla conoscenza dei princìpi. La conoscenza dei princìpi può accrescerlo o diminuirlo; ma questa conoscenza non si identifica con esso né è la sua causa. Questo senso dà un piacere necessario; poiché la ''bellezza'' e la ''bruttezza'' di un oggetto rimangono sempre le stesse per noi anche se abbiamo tutte le intenzioni di giudicare diversamente. Un oggetto sgradevole non ci può parere ''bello'' per il solo fatto che è utile; un bell'oggetto, anche se è nocivo, non per questo ci sembra ''brutto''. Prometteteci il mondo intero in ricompensa per costringerci a trovare bella la bruttezza e brutta la bellezza; aggiungete al premio le più terribili minacce, voi non porterete nessun cambiamento alle nostre percezioni e al giudizio del ''senso interno'': la nostra bocca potrà lodare o biasimare a vostro piacere; ma il ''senso interno'' rimarrà incorruttibile. (2001, pp. 18-20)
:''7º Les défenseurs du ''sens interne'' entendent, par ''beau'', l’idée que certains objets excitent dans notre âme, et par le ''sens interne du beau'', la faculté que nous avons de recevoir cette idée ; et ils observent que les animaux ont des facultés semblables à nos sens extérieurs, et qu’ils les ont même quelquefois dans un degré supérieur à nous ; mais qu’il n’y en a pas un qui donne un signe de ce qu’on entend ici par ''sens interne''. Un être, continuent-ils, peut donc avoir en entier la même sensation extérieure que nous éprouvons, sans observer entre les objets les ressemblances et les rapports ; il peut même discerner ces ressemblances et ces rapports sans en ressentir beaucoup de plaisir ; d’ailleurs les idées seules de la figure et des formes, etc., sont quelque chose de distinct du plaisir. Le plaisir peut se trouver où les proportions ne sont ni considérées ni connues ; il peut manquer, malgré toute l’attention qu’on donne à l’ordre et aux proportions. Comment nommerons-nous donc cette faculté qui agit en nous sans que nous sachions bien pourquoi ? ''Sens interne''.<br />8º Cette dénomination est fondée sur le rapport de la faculté qu’elle désigne avec les autres facultés. Ce rapport consiste principalement en ce que le plaisir que le ''sens interne'' nous fait éprouver est différent de la connaissance des principes. La connaissance des principes peut l’accroître ou le diminuer ; mais cette connaissance n’est pas lui ni sa cause. Ce sens a des plaisirs nécessaires ; car la ''beauté'' et la ''laideur'' d’un objet est toujours la même pour nous, quelque dessein que nous puissions former d’en juger autrement. Un objet désagréable, pour être utile, ne nous en paraît pas plus ''beau'' ; un bel objet, pour être nuisible, ne nous paraît pas plus ''laid''. Proposez-nous le monde entier pour nous contraindre par la récompense à trouver belle la laideur, et laide la beauté ; ajoutez à ce prix les plus terribles menaces, vous n’apporterez aucun changement à nos perceptions et au jugement du ''sens interne'' : notre bouche louera ou blâmera à votre gré ; mais le ''sens interne'' restera incorruptible.''
*[…] basta un solo fatto per abbattere un sistema […]. (''Il bello assoluto secondo Hutcheson e i suoi seguaci''; 2001, p. 34)
 
==Note==
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