Aulo Cornelio Celso: differenze tra le versioni

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*La [[scabbia]] poi è una scabrosità della cute, di color rosse, dalla quale nascono delle pustole alcune umide ed altre secche. Esce da alcune della sanie, la quale produce una diffusa esulcerazione pruriginosa, che in taluni serpreggia rapidamente. Inoltre in alcuni il male cessa interamente in altri ricomparisce in un certo tempo dell'anno. (libro V, capitolo XXVIII, p. 278)
*Una terza malattia dell'ano è quella che i Greci chiamano ''[[emorroidi]]'', e consiste in alcuni rigonfiamenti delle estremità delle vene, che estuberano come capezzoli, e spesso gemono sangue. [...] In taluni la soppressione del flusso emorroidario non è senza pericolo, perché avviene senza risentirne debolezza e quindi è da ritenersi come una purga, e non come un morbo. Per tal ragione alcuni guariti dalle emorroidi, non avendo più esito il sangue questo si getta sul petto o su' visceri, e vi produce istantanee e gravissime malattie. (libro VI, capitolo XVIII, p. 314)
*Fa d'uopo che il [[chirurgia|Chirurgo]] sia giovane o prossimo alla gioventù; che sia di mano pronta, ferma e non mai tremante, e che abbia l'attitudine di servirsi non sonolosolo della destra, ma anche della sinistra mano; che abbia vista penetrante e chiara; che sia d'animo intrepido, e tanto pietoso quanto basti ad essere spinto a salvare colui che prese in cura, e non tanto da farsi commuovere in modo da usare maggiore precipitazione di ciò che conviene, ovvero di tagliare meno di quanto fa bisogno; ma tutto faccia come se non ricevesse alcuna impressione del pianto altrui. (libro VII, capitolo I, p. 318)
 
===Citazioni sull'opera===

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