Tommaso Landolfi: differenze tra le versioni

Jump to navigation Jump to search
m
sistemo
m (sistemo)
*Ciò che io contemplo è l’ultimo paese, / È l’estrema dimora del mio sguardo: / Ché se la morte attendo ad ogni istante, / Ogni istante è la morte (da "Viola di morte", Adelphi, pag. 161)
*Le responsabilità sono di chi se le prende, di chi le sente come tali, laddove io non ho mai sentito niente di simile nei confronti della famiglia, degli altri in generale e in ultima analisi di me stesso. Per la via della responsabilità si arriverebbe al famigerato rispetto per se medesimi e, chissà, forse anche della democrazia: ci mancherebbe altro! (da ''Tre racconti'', Rizzoli, 1990, p. 96)
*Una fede: come si può affrontare la morte senza fede (non parlo già di una fede propriamente religiosa) o senza ad essa diuturnamente e quotidianamente prepararsi? ''Estote, estote parati'', diceva quella zia, e il raddoppiamento dell'imperativo mi dava, non so perché, un'infrenabile allegria. E ancora eviterò, oggi e forse sempre, questo mio supremo argomento della morte, colla scusa della stanchezza e dell'impotenza. (non ho Pascal, e avrei bisogno di rileggere quelle sue prime pagine sulla morte. (da ''Rien va'', 10 giugno 1958)
 
==''Il mar delle blatte''==
 
===''Rien va''===
*4 giugno 1958<br />
Ed ecco mi ritrovo ancora una volta a tu per tu colla mia anima fiacca e leggera. Signore! ma come è possibile seguitare così? seguitare alla cieca, senza alcun conforto? andare senza sapere dove né perché? Stanotte è morta una mia vecchia zia, che non vedevo da anni molti: orribile cadaverino di una ormai inconprensibilmente remota. E in verità non è stata e non è per lei la mia angoscia: io per me stesso tremavo, che a quanto pare dovrò ben presto seguire quella strada e non sono a ciò in nessun modo preparato.<br>
*10 giugno 1958
Una fede: come si può affrontare la morte senza fede (non parlo già di una fede propriamente religiosa) o senza ad essa diuturnamente e quotidianamente prepararsi? ''Estote, estote parati'', diceva quella zia, e il raddoppiamento dell'imperativo mi dava, non so perché, un'infrenabile allegria. E ancora eviterò, oggi e forse sempre, questo mio supremo argomento della morte, colla scusa della stanchezza e dell'impotenza. (non ho Pascal, e avrei bisogno di rileggere quelle sue prime pagine sulla morte.
 
{{NDR|Tommaso Landolfi, ''Rien va'', Vallecchi, Firenze}}
 
==Citazioni su Tommaso Landolfi==
 
==Altri progetti==
{{interprogetto|w}}
 
===Opere===
{{Pedia|Racconto d'autunno (romanzo)|''Racconto d'autunno''|(1947)}}
 
{{DEFAULTSORT:Landolfi, Tommaso}}
[[Categoria:Scrittori italiani|Landolfi]]
[[Categoria:Poeti italiani|Landolfi]]
[[Categoria:TraduttoriScrittori italiani|Landolfi]]
[[Categoria:ScrittoriTraduttori italiani|Landolfi]]

Menu di navigazione