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==Citazioni su Iperide==
*Gli {{NDR|A Iperide}}<ref name=I>Nel 338 a.C. Iperide propose un decreto che liberava gli schiavi i quali, dopo la battaglia di Cheronea, si fossero arruolati nell'esercito ateniese (Piero Treves, ''Demostene e la libertà greca'', pp. 30-32).</ref> parve bello consacrare l'opera educatrice ed incivilitrice della democrazia ateniese, ormai declinante dinanzi ad un regime di ottimati protetti dalle sarisse nemiche, con la proclamazione ''in extremis'' di una universale libertà, dell'uguaglianza di tutti davanti al pericolo, alla patria e alla morte. ([[Piero Treves]])
*Iperide<ref name=I/>, quest'avvocato abile, questo parlatore elegante, questo politico molto mediocre, vissuto fuor della tradizione civile ateniese e punto pensoso di problemi sociali, non pare l'uomo spiritualmente più incline a drizzarsi d'un tratto banditore d'una campagna antischiavistica. ([[Piero Treves]])
*Non c'è nessuno che provi paura, leggendo Iperide. (''[[Trattato del Sublime]]'')
*Se i pregi venissero giudicati in base al numero, e non alla grandezza, Iperide stesso, in questo modo, sarebbe in tutto superiore a [[Demostene]]. (''[[Trattato del Sublime]]'')
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