Differenze tra le versioni di "Camillo Benso, conte di Cavour"

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[[Immagine:Francesco Hayez 041.jpg|thumb|right|Camillo Benso, conte di Cavour]]
'''Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour''' (1810 – 1861), politico e uomo di stato italiano.
 
==Citazioni di Camillo Benso, conte di Cavour==
*Avete ragione di parlare di "inferno", giacché da quando vi ho lasciato, vivo in una specie di inferno intellettuale, ossia in un paese ove l'intelligenza e la scienza sono reputate ''cose infernali'' da chi ha la bontà di governarci. (da una lettera a De La Rive)<ref name=def>Citato in [[Italo de Feo]], ''Cavour: l'uomo e l'opera'', A. Mondadori, 1969.</ref>
*Continuerò a sostenere le opinioni liberali con lo stesso calore, senza sperare, né quasi desiderare di farmi un nome. Le sosterrò per amore della [[verità]] e per simpatia per l'[[umanità]].<ref name=def />
*Dal momento in cui mi trovai in condizione di poter leggere da me stesso i libri di [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], ho sentito per lui la più viva ammirazione. È a mio giudizio l'uomo che più ha cercato di rialzare la dignità umana, spesso avvilita nella società dei secoli trascorsi. La sua voce eloquente ha più di ogni altra contribuito a fissarmi nel partito del progresso e della emancipazione sociale. L<nowiki>'</nowiki>''Emile'' soprattutto mi è sempre piaciuto per la giustezza delle idee e la forza della logica».<ref name=def/><!--p. 49-50-->
*Forse questa mia dichiarazione sarà tacciata d'imprudenza, poiché dopo di essa il Ministero deve aspettarsi di perdere in modo assoluto il debole appoggio che da qualche tempo esso riceveva dall'onorevole deputato [[Luigi Federico Menabrea|Menabrea]] e da' suoi amici politici. [...] Già nel 1848 ebbi a pugnare contro di lui, io nelle file degli uomini moderati, egli associato agli individui che rappresentavano l'opinione più avanzata; e mi rassegnerò di nuovo a combatterlo ora che è a capo di coloro che, a creder mio, si preoccupano delle idee di conservazione a tal punto da dimenticare i grandi principii di libertà.<ref>Da ''Discorsi parlamentari'', volume 4, Botta, Torino, 1865, [https://books.google.it/books?id=B_MuAAAAQAAJ&pg=PA335 p. 335].</ref>
*Gita a Fernet col principe di Craon. Abbiamo visitato il salotto e la stanza da letto di [[Voltaire]]. In essa tutto è rimasto come quando Voltaire vi abitava. I mobili sono molto semplici. Il salotto è pieno di quadri indecenti.<ref name=def/> <!--diario? 23 agosto (p. 57)-->
*Ho lo [[spirito]] molto elastico, e credo di sapermi adattare a qualsiasi posizione. La sola cosa che non potrei guardare senza fremere, sarebbe una [[vita]] perfettamente oziosa oppure unicamente speculativa. Ho bisogno d'impiegare non solo le mie facoltà intellettuali, ma anche le mie facoltà morali. (dalla lettera al padre del 2 dicembre 1830<ref name=def/><!--p. 45-->)
*[[Francesco Cossiga]], [[Pasquale Chessa]], ''Italiani sono sempre gli altri. Controstoria d'Italia da Cavour a Berlusconi'', Mondadori, 2007.
 
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