Differenze tra le versioni di "Sergio Lanza"

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{{Int|Citato in ''Multiculturalismo e identità''|Di Carmelo Vigna e Stefano Zamagni, Vita e Pensiero, 2002}}
 
*Credo che le [[domanda|domande]] non siano mai sbagliate; le risposte potrebbero esserlo. Ma credo anche che astenersi dal fare domande sia la risposta peggiore di tutte.
*Il credente non può limitarsi alla ripetizione difensiva; è chiamato ad una evangelizzazione creativa.
*L'identità cristiana è orizzonte di rinvenimento e e realizzazione dell'identità personale: Dio chiama per nome.
*L'identità non è una gabbia di ferro né una polveriera.
*L'identità si pone nello spazio della reciprocità relazionale.
*La differenza è non solo alterità, ma relazione, è contemporaneamente rispecchiamento e differenza.
*La domanda di salvezza non è prodotta dall'evangelizzazione, piuttosto la precede; ma è la forza del Vangelo - nella sua discrezione culturale e nella sua forza testimoniale - che la esplicita, la fa emergere e la tematizza.
*La rassicurazione tecnopratica è di labile conforto.
*Il passaggio da una accezione umanistica ad una meramente sociologica della cultura ne segna il regresso a figura formale, senza istanza di valore e senza proiezioni contenutisticamente contrassegnate: la cultura è allora il nome che si dà a ciò che accade, comunque accada, senza riguardo all'uomo ed alla società.
*Il programma della [[modernità]] si inceppa proprio in quella che è, sin dall'inizio, la sua idea portante: la capacità della ragione umana.
*La [[libertà]] individuale può essere può essere difesa e garantita solo collettivamente.
*La parola della fede non consegna una identità cristiana prefabbricata e standardizzata, ma i riferimenti che consentono di costruirla e i criteri che permettono di identificarla.
*La proposta culturale, soprattutto nella sua declinazione comunicativa e sociopolitica, mostra di non essere ancora all'altezza della peculiarità ingarbugliata e complessa che caratterizza la nostra epoca.
*La [[società di massa]], dominata dalle fittizie libertà mercantili, cattura il soggetto e lo mette in catene.
*La società multiculturale non vive di pensiero debole; deve essere al contrario giuridicamente e culturalmente forte.
*Non si può ridurre la [[cultura]] a bricolage di dati fenomenici; al centro rimane l'uomo con la sua dignità e le sue esigenze.
*Separandosi dalla religione, la riflessione illuministica dichiara la propria impotenza a fornire criteri validi ed universali, a cogliere la totalità, ad esprimere il significato dell'uomo e del mondo.
*Tendiamo a sentirci orgogliosi di ciò per cui, invece, dovremmo provare vergogna: vivere nell'epoca postideologica o postutopica, mostrare indifferenza per qualunque immagine coerente di società buona ed aver barattato la preoccupazione per il bene pubblico con la libertà di perseguire l'appagamento personale.
 
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