Differenze tra le versioni di "Stefan Zweig"

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Inserisco citazioni da La patria comune del cuore.
(Inserisco citazioni da La patria comune del cuore.)
===[[Explicit]]===
Il sole splendeva forte ed intenso. Tornando a casa osservai d'un tratto davanti a me la mia [[ombra]], così come vedevo proiettata l'ombra dell'altra guerra dietro la guerra presente, e quest'ombra non mi ha più abbandonato da allora, ha sovrastato ogni mio pensiero, notte e giorno e forse il suo cupo profilo si è disegnato anche su molte pagine di questo libro. Ma ogni ombra in fondo è anche figlia della luce e solo chi ha potuto sperimentare tenebra e chiarita, guerra e pace, ascesa e decadenza, può dire di avere veramente vissuto.
 
==''La patria comune del cuore''==
*[...] solo gli [[uomo|uomini]] sono mortali, mai le [[idea|idee]]. Esse rappresentano, per così dire, l'[[anima]] immortale dell'umanità [...] (da ''[[Bertha von Suttner]]. Discorso tenuto a Berna nel 1917, in piena guerra, all'inaugurazione del Congresso internazionale delle donne per l'intesa tra i popoli'', p. 21)
*L'[[opinione]] ce l'hanno molti. La [[convinzione]] pochissimi. L'opinione arriva al volo dalla [[parola]], dalla gazzetta, dal [[desiderio]] e dalla [[chiacchiera]], riprende il volo al primo soffio di [[vento]], è appiccicata ai [[fatto|fatti]] e sempre soggetta alla pressione dell'atmosfera, alla psicosi di massa. La convinzione nasce dall'[[esperienza]] vissuta, si nutre di [[cultura]], resta personale e inerisce ai fatti.<br/>L'opinione è [[massa]], la convinzione l'[[uomo]].(da ''Opportunismo, nemico universale'', p. 56)
*[...] le [[idea|idee]], per realizzarsi, non hanno bisogno di manifestazioni visibili: proprio nell'invisibile serbano le loro [[forza|forze]] più pure, e l'esito non gratificante di uno sforzo è la migliore prova per chi si applica con [[passione]]. (da ''Epilogo di uno sforzo vano, (1920)'', p. 63)
*Oggi l'[[Europa]] è ancora l'ultimo baluardo dell'individualismo, e forse l'iperteso spasmo dei popoli, il [[nazionalismo]] gonfiato, con tutta la sua violenza, è pur sempre una ribellione inconscia, in certo qual modo febbricitante, un ultimo disperato tentativo di difendersi dall'appiattimento. Ma proprio la forma spastica di difesa rivela la nostra debolezza. Già il genio della monotonia è all'opera per cancellare l'Europa, l'ultima [[Grecia]] della [[storia]], dalla lavagna epocale. (da ''La monotonizzazione del mondo, (1925)'', pp. 72-73)
 
==''Novella degli scacchi''==
*Stefan Zweig, ''Il mondo di ieri'', traduzione di Lavinia Mazzuchetti, Mondadori.
*Stefan Zweig, ''L'agnello del povero'', traduzione di Lavinia Mazzuchetti, da ''IL DRAMMA'', Anno 25°, n. 151, 1952.
*Stefan Zweig, ''La patria comune del cuore'', traduzione di Emilio Picco, Frassinelli, 1993.
*Stefan Zweig, ''Maria Antonietta. Una vita involontariamente eroica'', traduzione di Lavinia Mazzuchetti, Mondadori, 1933.
*Stefan Zweig, ''Mendel dei libri''; traduzione di Ada Vigliani, Milano, Adelphi, 2008. ISBN 978-88-459-2274-9

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