Differenze tra le versioni di "Sigmund Freud"

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*Oh la [[vita]] potrebbe essere molto interessante, solo che si sapesse e si capisse qualcosa di più.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Buoni e cattivi'', BUR, 1991, p. 169.</ref>
*[...] partimmo venerdì sera dal Südbahnhof, e sabato mattina alle dieci giungemmo a [[Gorizia]], dove andammo a passeggiare sotto un sole splendido, tra le case intonacate di bianco; vedemmo bianchi alberi in fiore, potemmo mangiare arance e frutta candita. [...] L'[[Isonzo]] è un fiume stupendo.<ref>Dalla lettera a [[Wilhelm Fliess|Fliess]] del 14 aprile 1898, in ''Lettere a Wilhelm Fliess''.</ref>
*Per il medico vi è una coincidenza di motivi etici e tecnici, i quali gli vietano di concedere il suo amore all'ammalata. Egli deve sempre tener presente la sua meta, che è quella di far sì che la donna, inibita in forza di fissazioni infantili nelle sue capacità amorose, giunga a disporre liberamente di questa funzione per lei inestimabilmente importante: non però perché essa la sprechi durante la cura, ma perché la serbi per la vita reale, quando, concluso il trattamento, le esigenze della vita si fanno sentire.<ref>Da "Tecnica della psicoanalisi'' (nel retro-copertina), Biblioteca Boringhieri, 1911 - 1914, traduzioni di Ezio Luserna e Cesare L. Musatti.</ref>
*"...lo psicoanalista sa bene di lavorare con forze altamente esplosive e di dover procedere con le stesse cautele e la stessa coscienziosità del chimico. Ma quando mai si è interdetto al chimico l'uso delle sostanze esplosive che gli sono necessarie per l'opera sua, a cagione della loro pericolosità?...Credere che si possano vincere le psiconevrosi operando con blandi mezzucci, significa sottovalutare grossolanamente la natura di queste affezioni, la loro origine e la loro effettiva importanza."<ref>Da "Tecnica della psicoanalisi''(nel retro-copertina), Biblioteca Boringhieri, 1911 - 1914, traduzioni di Ezio Luserna e Cesare L. Musatti.</ref>
*Se le mie deduzioni dovessero far nascere, anche nei miei amici e conoscitori della psicanalisi, l'opinione che io abbia scritto un romanzo psicanalitico, risponderei che io stesso non mi esagero la portata dei miei risultati. Dopo tanti altri, anch'io ho soggiaciuto a mia volta al fascino emanato dal grande ed enigmatico [[Leonardo da Vinci|Leonardo]].<ref>Citato da [[Antonio Spinosa]] in ''La Gioconda sono io'', ''La Fiera letteraria'', n. 43, 5 dicembre 1971.</ref>
*Se non riuscirò a piegare gli dei del cielo, smuoverò le potenze dell'inferno.<ref name="sogni">Da ''L'interpretazione dei sogni''.</ref>

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