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==Epistole==
*Napoli, 14 gennaio 1832<br>Sul cratere c'è un piccolo pan di zucchero, che getta delle pietre rosse ogni cinque minuti. Il Sig. Jousseau ha voluto andarci e si è bellamente scorticato mani e caviglie percorrendo una pianta composta da filigrana di lava che si sbriciola sotto i piedi. La salita è abominevole; mille piedi di ceneri con una pendenza di circa quarantacinque gradi. Il piede sul quale ci si appoggia scivola continuamente indietro. Nella mia ira, ho fatto cinque o sei progetti per rendere il percorso comodo con mille scudi. Per esempio, dei tronchi d'abete messi uno di fianco all'altro ed una poltrona che scivola su questo piano inclinato, rimorchiata, come alle montagne russe, da una piccola macchina a vapore. Il re di [[Napoli]] acquisterebbe una fama europea con questa invenzione... (citato in: ''Il Vesuvio'', Pierro Gruppo Editori Campani, Napoli 2000)
*Ieri sono salito sul [[Vesuvio]]: la più grande fatica che abbia fatto in vita mia. La cosa diabolica è arrampicarsi sul cono di cenere. Forse entro un mese tutto ciò sarà cambiato. Il preteso eremita spesso un bandito, convertito o meno: buona idiozia scritta nel suo libro, firmata da [[Bigot de Preameneu]]. Occorrerebbero dieci pagine e il talento di [[Ann Radcliffe|Madame Radcliffe]] per descrivere la vista che si gode mentre si mangia la frittata preparata dall'eremita. (Stendhal 1832), citato in ''Il Vesuvio'', Pierro Grupo Editori Campani, Napoli 2000)
 
==''Il rosso e il nero''==
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