Renato Guttuso: differenze tra le versioni

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*La storia della pittura di Guttuso comincia da quella Fuga dall'Etna durante un'eruzione che Natale Tedesco ha chiamato ''la Guernica siciliana'', però siciliana è un po' anche la Guernica di Picasso; e forse Picasso ha studiato lo schema compositivo del Trionfo della morte di Palermo più di quanto Guttuso abbia dipinto la Fuga sotto l'impressione della Guernica che Cesare Brandi gli aveva allora mandato in cartolina. ([[Cesare Brandi]]) <ref>''Guttuso a Parma'', Il Punto, Roma, 15 febbraio 1964; cfr ''La mostra di Guttuso a Parma'', in «Galleria», XXI, 1-5, gennaio-ottobre 1971, pp. 84-85; cfr Cesare Brandi, ''Scritti sull'arte contemporanea'', Einaudi, Torino 1976, pp. 401-404; e infine in ''Brandi e Guttuso: storia di un'amicizia'', a cura di Fabio Carapezza Guttuso, Electa, Milano 2006, pp. 132-134) </ref>
 
* La difficoltà, per Guttuso, per noi, per ogni uomo che è nato in quest'isola, di vivere dopo aver fatto, dopo avere accumulato quadri o libri o denaro; la difficoltà a resistere, a non soccombere «sotto il gruzzolo» della ricchezza o della gloria o soltanto e semplicemente delle cose fatte, delle cose in cui abbiamo messo e mettiamo la nostra passione. (Lawrence[[David diHerbert GesualdoLawrence]]) <ref>(Leonardo Sciascia, citato in ''Renato Guttuso'', a cura di Natale Tedesco, ''Galleria. Rassegna bimestrale di cultura'', a.XXI, 1-5, gennaio-ottobre 1971) </ref>
 
*Ho conosciuto benissimo Renato Guttuso: e posso dirlo non solo per i frequenti incontri, la lunga confidenza, la simpatia e l'affetto che avevo per lui, ma anche – e soprattutto – perché il nostro essere d'accordo nel giudicare persone, fatti e libri nella loro immediata verità, se appena tentavamo di risalire ai principi, diventava fondamentale e profonda discordia. ([[Leonardo Sciascia]]) <ref>(Leonardo Sciascia, ''Io lo conoscevo bene'', ''L'Espresso'', 11 ottobre 1987)</ref>
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