Differenze tra le versioni di "Agricoltura biologica"

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*La domanda di cibi locali per ridurre i ''food-miles'' e per creare una catena alimentare più domestica ha creato una nuova dicotomia tra "biologico" e "locale". La mia opinione è che si tratti di una falsa dicotomia. Biologico significa integro e salutare, per la salute della terra e del nostro corpo. Il cibo che potrebbe essere coltivato nell'orto vicino casa, ma che invece è importato da paesi lontani migliaia di miglia non è biologico secondo i parametri dell'ecologia. ([[Vandana Shiva]])
*La scienza può pure continuare con la sua vaghezza; il senso comune mi dice però che il cibo biologico è meglio, meglio in ogni caso di quello cresciuto a furia di organofosfati, antibiotici, ormoni della crescita, cadmio, piombo e arsenico (l'{{maiuscoletto|epa}} permette l'impiego di scorie tossiche nei fertilizzanti) e con i fanghi di depurazione e il mangime formato da brandelli sminuzzati di altri animali e dal loro stesso letame. ([[Michael Pollan]])
*Per me essere [[vegetarianismo|vegetariani]] comporta anche azioni responsabili in vari settori economici: come acquistare prodotti da commercio equo e solidale o da agricoltura biologica, mai da produzioni convenzionali o intensive. [...] Certo, essere vegetariani migliora la salute e allunga la vita. Ma sempre solo se si mangiano prodotti sani e biologici, altrimenti si assumono pesticidi e veleni. ([[Monica Cirinnà]])
*Se {{NDR|le piante}} vengono coltivate biologicamente con metodi sostenibili e su piccola scala, vediamo una terra feconda e fertile che affida cibi sani e deliziosi a mani che lavorano con cura e in armonia con i ritmi della natura. ([[Will Tuttle]])
*Una delle innovazioni fondamentali del cibo biologico è appunto un maggior scambio di informazioni tra produttore e utente finale, un pizzico di storia del prodotto ad accompagnare il crudo numero. L'etichetta attestante l'origine biologica racconta qualcosa sul modo in cui un particolare alimento è stato prodotto; acquistandolo, il consumatore segnala a sua volta al contadino che preferisce i pomodori coltivati senza quei dannosi pesticidi o che vuole dare al suo bimbo latte proveniente da vacche non gonfiate con l'ormone della crescita. La parola «biologico» si è dimostrata una delle più forti nel mondo del commercio al dettaglio: senza nessun aiuto governativo, produttori e consumatori, uniti in questo modo, hanno messo in piedi un settore che vale undici miliardi di dollari e che ha i tassi di crescita più elevati dell'intero comparto alimentare. ([[Michael Pollan]])

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