Differenze tra le versioni di "Sandro Pertini"

Jump to navigation Jump to search
m
wlink
Etichette: Modifica da mobile Modifica da web per mobile
m (wlink)
*Ormai a tutti è noto che l'[[Unione Europea]] e gli organismi derivanti dal Piano Marshall non sono l'espressione spontanea della volontà e delle esigenze dei popoli europei, bensì sono stati artificiosamente creati con lo scopo politico di fare d'un gruppo di nazioni europee uno schieramento in funzione antisovietica, e con lo scopo economico di fare dell'Europa Occidentale un campo di sfruttamento della finanza americana.<ref>Da ''L'Europa e il Piano Marshall'', ''Avanti!'', 30 giugno 1949; riportato in ''[http://www.pertini.it/cesp/doc_73.htm Pertini.it]''.</ref>
*{{NDR|Sullo stato della Repubblica nel dopoguerra}} Siamo caduti nella zona di influenza [[america]]na: Piano Marshall, Patto atlantico, [[NATO]]. Gli americani temevano una rivoluzione e ci hanno impedito di fare ciò che avremmo dovuto. Ci hanno rimesso in mano i vecchi arnesi del fascismo, i questori Guida, sicché è un po' successo in Italia ciò che successe in Francia dopo la [[rivoluzione francese]]: quando tornarono a galla i vecchi arnesi del vecchio regime.<ref name=fallaci/>
*Sono al fianco di chi soffre umiliazioni e oppressioni per il colore della sua pelle. [[Adolf Hitler|Hitler]] e [[Benito Mussolini|Mussolini]] avevano la pelle bianchissima, ma la coscienza nera. [[Martin Luther King]] aveva la pelle color dell'ebano, ma il suo animo brillava della limpida luce, come i diamanti che negri oppressi estraggono dalle miniere del Sudafrica, per la vanità e la ricchezza di una minoranza dalla pelle bianca. (da un discorso del 1982; citato in Michelangelo Jacobucci, ''Pertini uomo di pace'', Rizzoli, 1985)<ref>Citato nella canzone ''Il Bianco E Il Nero'' nell'album ''Verba Manent'' (1992) di [[Frankie hi-nrg mc]].</ref>
*Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente. (alla Camera il 22 luglio 1971, rivolgendosi all'Onorevole [[Giuseppe Niccolai]])
*Sono socialista, da più di mezzo secolo. Per me socialismo vuol dire esaltazione della dignità dell'[[uomo]]; e quindi il socialismo non può andare disgiunto dalla [[libertà]]. (citato in [[Gianni Bisiach]], ''Pertini racconta'', Milano 1983, p. 46)
* Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io. (da un'[http://www.pertini.it/cesp/video/socialismo2.wmv Intervista - Centro Espositivo Sandro Pertini]<ref>Vedi anche [http://www.pertini.it/cesp/p_video.htm Video CESP - Centro Espositivo Sandro Pertini].</ref>)
*Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che da' scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato! (audio su ''[http://www.youtube.com/watch?v=RYKLgZAD2uM youtube]'' del discorso del 31 dicembre 1983)
*{{NDR|Il giorno della Liberazione di [[Firenze]]}} Presi contatto con il tenente Frank, rappresentante degli alleati il quale mi disse: "Entreremo in città quando avrete ripulito Firenze da tutti i franchi tiratori". E quando questo accadde puntualmente entrarono a Firenze. Frank mi accompagnò a Roma. Di quei giorni porto con me, costantemente, l'immagine della nostra diffusione dell'«Avanti!». In piazza San Marco mi ferma un signore, avrà avuto 70, 75 anni; senza dire una parola stese la mano a prendere il foglio; prese il foglio come un credente può prendere un'immagine sacra. E lo baciò. Baciò l'"Avanti!" e si mise a piangere. Un ricordo che mi commuove ancora.<ref>Da ''Quei giorni della liberazione a Firenze'', in: ''Il socialismo a Firenze e in provincia, 1871 - 1961'', a cura di S. Carretti e M. Degl'Innocenti, Pisa, Nistri-Lischi, 1987, p. 148.</ref>
14 388

contributi

Menu di navigazione