Differenze tra le versioni di "Federico Rampini"

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Dove le vallate settentrionali della provincia dello Shaanxi si allargano, il corso dello Huang He (Fiume Giallo) si appiattisce e rallenta, l'acqua sembra immobile e sul punto di evaporare nell'afa estiva. D'un tratto però si apre un'immensa crepa nel terreno che segnala l'inatteso inizio di un canyon e lì il fiume s'infila rabbioso e violento, forma le schiumose cascate di Hukou. Il colore del suolo e dell'acqua si confondono: dappertutto domina la tinta ocra del ''loess'', il deposito eolico sedimentato da millenni, la «buona terra» trasportata dai venti della Mongolia e sparsa dalle piene del Fiume Giallo, il fertile elemento primordiale dove è nata la Cina. Siamo nella culla della [[civiltà]] più antica del mondo.
 
===Citazioni===
 
*{{NDR|Sulla figura storica di Mao Zedong}} La scorciatoia della demonizzazione, la spiegazione psicopatologica, evita la messa in discussione delle responsabilità collettive. C'è un intero gruppo dirigente, vivo e vegeto, potente e arrogante, al governo della più grande nazione del pianeta, che deve rendere conto del sistema che ha consentito a [[Mao Zedong|Mao]] di essere Mao. Oltre ai dirigenti, anche l'intero popolo cinese non potrà risparmiarsi un giorno il dovere doloroso dell'autocoscienza, non potrà eludere l'obbligo morale di spiegare perchè precipitò nella barbarie. I processi sommari ai «traditori» nelle piazze gremite di gente che applaudiva e inveiva, la gogna pubblica, le delazioni contro i colleghi, gli amici e i parenti: com'è stato possibile? La teoria del mostro è un alibi che rinvia la resa dei conti con il [[passato]]. (pag. 37)
 
{{NDR|Federico Rampini, ''L'ombra di Mao. Sulle tracce del Grande Timoniere per capire il presente di Cina, Tibet, Corea del Nord e il futuro del mondo'', Mondadori ISBN 8804560487}}
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