Differenze tra le versioni di "Max Horkheimer"

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*Quanto più è vero che si può comprendere l'[[antisemitismo]] solo a partire dalla nostra società, tanto più mi sembra vero che oggi la società stessa può essere pienamente compresa solo a partire dall'antisemitismo.<ref>Da ''Lettera a Harold Laski'', 10 marzo 1941; citato in [[Tommaso Giartosio]], ''Perché non possiamo non dirci'', Feltrinelli, 2004, p. 158</ref>
*Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all'incirca così. Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati. Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall'orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l'indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l'inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali... Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.<ref>Citato in [[Lorenzo Guadagnucci]], ''Restiamo animali'', Terre di mezzo, Milano, 2012, p. 56. ISBN 978-88-6189-224-8</ref>
*La ragione diventa ragione solo quando non è più pura ragione. <ref>Citato in Giacomo Maria Arrigo, ''Max Horkheimer e la catastrofe. Ripensando il totalmente Altro'', «Lo Sguardo | Rivista di Filosofia», N. 21 (2016), p. 273.</ref>
*Il dispiegamento dei soggetti in tutte le direzioni, l’autonomia dei molti individui, la concorrenza che legittimava l’autonomia, servirono alla società per liberare la scienza e la tecnica dalle loro catene. Con la vittoria della tecnica, anzi col suo progresso, con il dominio degli uomini sulla natura, con la loro indipendenza, con la loro autonomia, ecco che l’autonomia regredisce, nega se stessa. Ciò che si sviluppa nell’era borghese trova il suo compimento nel mondo automatizzato. In quanto il soggetto si realizza, esso scompare. <ref>Da ''Taccuini 1950-1969'', p.177.</ref>
 
==''Eclisse della ragione''==
*La storia dello sforzo dell'uomo per soggiogare la natura è anche la storia del soggiogamento dell'uomo da parte dell'uomo.
*Oggetto del riso non è più la moltitudine ansiosa di conformismo ma l'[[eccentricità|eccentrico]] che ancora osa pensare con la testa sua.
*Venute meno le basi filosofiche della democrazia, l’affermazione che la dittatura è un male è razionalmente valida solo per coloro che non ne beneficiano, e nessun ostacolo teorico impedisce di dichiarare vero l’opposto.
 
{{NDR|Max Horkheimer, ''Eclisse della ragione'', traduzione di Elena Vaccari Spagnol, Einaudi.}}
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