Differenze tra le versioni di "Paolo Alatri"

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→‎Mussolini: La legislazione antisemita
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*Mussolini pretendeva di essere un uomo di grande cultura e amava molto le adulazioni di chi si riferiva a lui come un grande scrittore. Ostentava interesse e competenza in fatto, oltre che di letteratura e di filosofia, anche di musica, di architettura, di arti e di cinema. Favorì il realismo e avversò ogni forma di astrattismo e di avanguardia, come del resto gli altri due dittatori {{NDR|[[Adolf Hitler]] e [[Stalin]]}} a lui contemporanei. (''Nel campo culturale'', p. 37)
*Da giovane, come si è detto, Mussolini era stato ferocemente anticlericale e perfino ateo, e non aveva nascosto questi suoi sentimenti, ma anzi li aveva ostentati, non senza manifestazioni clamorose e volgari. Ma una volta al governo, girò di 180 gradi. L'appoggio della Chiesa gli era prezioso per solidificare il suo potere, ed egli non esitò sia a manifestare opinioni personali lontanissime da quelle giovanili, sia a fare vistose concessioni politiche al Vaticano, ripagato con la sconfessione del Partito Popolare<ref>{{cfr}} [[w:Partito Popolare Italiano (1919)|voce su Wikipedia]]</ref> e l'esilio comminato a [[Luigi Sturzo|Sturzo]], sia con la benedizione dei gagliardetti e dei labari fascisti da parte di vescovi e sacerdoti, specialmente in occasione della guerra d'Etiopia<ref>{{cfr}} [[w:Guerra d'Etiopia|voce su Wikipedia]]</ref> e dell'intervento in Spagna<ref>{{cfr}} [[w:Guerra civile spagnola|voce su Wikipedia]]</ref>. (''I Patti Lateranensi'', p. 43)
*È stato dimostrato che non vi furono pressioni tedesche su Mussolini perché si affiancasse ai tedeschi nella persecuzione degli ebrei. La sua iniziativa va dunque ascritta, oltre che al suo autonomo desiderio di stringere vieppiù l'alleanza con la Germania, anche e soprattutto a uno dei miti tipici del Duce, la convinzione che si dovesse rendere il popolo italiano, anche sul piano interno, duro e bellicoso, e che l'indicargli un nuovo nemico – gli ebrei – servisse a questo scopo. (''La legislazione antisemita'', p. 60)
*Che cosa indusse Mussolini a tenere per tutta la seduta del Gran Consiglio<ref>{{cfr}} [[w:Gran consiglio del fascismo|voce su Wikipedia]]</ref> {{NDR|del 24-25 luglio 1943}} un atteggiamento nel complesso passivo? Due ne furono probabilmente gli elementi determinanti: l'illusione iniziale che fosse in causa la sola restituzione al re della delega dei poteri militari, e la fiducia che egli nutriva nell'amicizia di [[Vittorio Emanuele III]]. (''La riunione del Gran Consiglio'', p. 83)
*Le sue {{NDR|di Mussolini}} contraddizioni erano senza fine. Mentre ebbe a riconoscere che le leggi antisemite<ref>{{cfr}} [[w:Leggi razziali fasciste|voce su Wikipedia]]</ref> potevano essere state un errore, ad amministrarle, nella Repubblica di Salò<ref>{{cfr}} [[w:Repubblica Sociale Italiana|voce su Wikipedia]]</ref>, mise Giovanni Preziosi<ref>{{cfr}} [[w:Giovanni Preziosi|voce su Wikipedia]]</ref>, un ex prete, il più fanatico antisemita esistente in Italia, colui che, anche durante gli anni in cui di antisemitismo del regime ancora non si parlava neppure, aveva cercato di issare quella bandiera e di farla trionfare. (''Le farneticazioni di Mussolini'', p. 91)
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