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+ Passeggiate romane, Memorie di un turista, altre citazioni, fix vari
[[ImmagineFile:Stendhal.jpg|thumb|Stendhal]]
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'''Stendhal''', nom de plume di '''Marie-Henri Beyle''' (1783 – 1842), scrittore e reporter di viaggio francese.
 
==Citazioni di Stendhal==
*Assaporo completamente il piacere della mia solitudine; la partenza da [[Genova]] mi ha tolto un peso enorme che mi schiacciava. Questa città sarà sempre per me ''di sbadigliante memoria''<ref>in italiano nel testo originale</ref>. Quale noia è la mia in un ambiente obbligato! Non sono fatto davvero per il matrimonio!<ref>Da ''Viaggio in Italia (1801-1818)'', traduzione di Luigi Diemoz, Rizzoli, 1942, p. 314</ref>
*A Parigi, nel momento in cui si decide di andare a [[Roma]], bisognerebbe stabilire di andare al museo un giorno sì e uno no: si abituerebbe l'anima a sentire la bellezza. (da ''Passeggiate Romane'')
*[[Bellezza]] è una promessa di felicità. (da<ref>Da ''L'amore''; citato in [[Enzo Biagi]], ''Quante storie'', Rizzoli, Milano, 1989, p. 22. ISBN 88-17-85322-4)</ref>
*Credo che el amor mio per [[Domenico Cimarosa|Cimarosa]] vienne di ciò ch'egli fa nascere delle sensazioni pareilles a quelle che desidero di far nascere un [[giorno]]. Quel misto di [[allegria]] et tenerezza del "[[Matrimonio]]" è affatto congeniale per me. (citato<ref>Citato in [[Vittorio Del Litto]], ''Stendhal'')</ref>
*Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall'idea di stabilirvisi. (da ''Passeggiate romane'')
*I pedanti, che trovavano nella [[Roma]] moderna l'occasione di sfoggiare il loro latino, ci hanno persuaso che essa è bella: ecco il segreto della reputazione della Città Eterna... Regna per le strade di Roma un tanfo di cavoli marci. Attraverso le belle finestre dei palazzi del Corso si scorge la povertà degli interni. Roma in realtà è un agglomerato di sublimi rovine e di brutte chiese e case moderne; sarebbe stato meglio se non fosse sopravvissuta alla fine dell'età antica, se si fosse trasformata in un deserto popolato solo dai resti dei suoi monumenti, come avvenne ad altre grandi capitali; la conversione al cristianesimo ha segnato l'inizio della sua decadenza. Della patria di Cicerone, Cesare e Virgilio rimangono solo le spoglie esteriori; il suo spirito è morto per sempre e sono i preti e le superstizioni cristiane che l'hanno ucciso...<ref> http://www.romanzieri.com/archives/000421.php</ref> (daDa ''Roma, Napoli e Firenze'', 1817)</ref>
*Credo che el amor mio per [[Domenico Cimarosa|Cimarosa]] vienne di ciò ch'egli fa nascere delle sensazioni pareilles a quelle che desidero di far nascere un [[giorno]]. Quel misto di [[allegria]] et tenerezza del "[[Matrimonio]]" è affatto congeniale per me. (citato in [[Vittorio Del Litto]], ''Stendhal'')
*Il [[papa Gregorio XVI|papa]] ama riposarsi in compagnia della moglie di Gaetanino [...] una donna che può avere trentasei anni, non è né bene né male. (citato<ref>Citato in Claudio Rendina, ''I peccati del Vaticano'', Newton Compton, 2009;, p. 151)</ref>
*I pedanti, che trovavano nella [[Roma]] moderna l'occasione di sfoggiare il loro latino, ci hanno persuaso che essa è bella: ecco il segreto della reputazione della Città Eterna... Regna per le strade di Roma un tanfo di cavoli marci. Attraverso le belle finestre dei palazzi del Corso si scorge la povertà degli interni. Roma in realtà è un agglomerato di sublimi rovine e di brutte chiese e case moderne; sarebbe stato meglio se non fosse sopravvissuta alla fine dell'età antica, se si fosse trasformata in un deserto popolato solo dai resti dei suoi monumenti, come avvenne ad altre grandi capitali; la conversione al cristianesimo ha segnato l'inizio della sua decadenza. Della patria di Cicerone, Cesare e Virgilio rimangono solo le spoglie esteriori; il suo spirito è morto per sempre e sono i preti e le superstizioni cristiane che l'hanno ucciso...<ref> http://www.romanzieri.com/archives/000421.php</ref> (da ''Roma, Napoli e Firenze'', 1817)
*Per l'orrore ch'egli sentiva dell'ideale sciocco, il [[Michelangelo Merisi da Caravaggio|Caravaggio]] non correggeva nessuno dei difetti dei modelli ch'egli fermava nella strada per farli posare. Ho veduto a Berlino alcuni suoi quadri che furono rifiutati dalle persone che li avevano ordinati perché troppo brutti. Il regno del brutto non era ancora arrivato. (da<ref>Da ''Rome'', 1806; citato in Francesca Marini, ''Caravaggio'', presentazione di [[Renato Guttuso]], pag. 185, Rizzoli/Skira, Milano, 2003, ISBN 8817008087)</ref>
*Il [[papa Gregorio XVI|papa]] ama riposarsi in compagnia della moglie di Gaetanino [...] una donna che può avere trentasei anni, non è né bene né male. (citato in Claudio Rendina, ''I peccati del Vaticano'', Newton Compton, 2009; p. 151)
*Il ''[[romanticismo]]'' è l'arte di presentare ai popoli le opere letterarie che, nello stato attuale delle loro abitudini e delle loro consuetudini, procuri loro il maggior piacere possibile. Il ''classicismo'', al contrario, presenta loro la letteratura che ha procurato il maggior piacere possibile ai loro nonni. (da<ref>Da ''Racine et Shakespeare'', p. 106)</ref>
*Per l'orrore ch'egli sentiva dell'ideale sciocco, il [[Michelangelo Merisi da Caravaggio|Caravaggio]] non correggeva nessuno dei difetti dei modelli ch'egli fermava nella strada per farli posare. Ho veduto a Berlino alcuni suoi quadri che furono rifiutati dalle persone che li avevano ordinati perché troppo brutti. Il regno del brutto non era ancora arrivato. (da ''Rome'', 1806; citato in Francesca Marini, ''Caravaggio'', presentazione di [[Renato Guttuso]], pag. 185, Rizzoli/Skira, Milano, 2003, ISBN 8817008087)
*Ingresso solenne: si discende per un'ora verso il mare seguendo una strada larga scavata nella roccia tenera, sulla quale è costruita la città. – Solidità delle mura – 'Albergo dei poveri', primo edificio. Fa un'impressione molto più forte di quella bomboniera tanto celebrata, che a Roma si chiama la Porta del Popolo. Eccoci al palazzo ''degli Studj'', si volta a destra, è la via Toledo. Ecco una delle grandi mete del mio viaggio, la strada più popolosa e allegra del mondo. (da<ref>Da ''Roma, Napoli e Firenze'', Mondadori, 1990)</ref>
*Il ''[[romanticismo]]'' è l'arte di presentare ai popoli le opere letterarie che, nello stato attuale delle loro abitudini e delle loro consuetudini, procuri loro il maggior piacere possibile. Il ''classicismo'', al contrario, presenta loro la letteratura che ha procurato il maggior piacere possibile ai loro nonni. (da ''Racine et Shakespeare'', p. 106)
*L'unica scusa di Dio è che [[Problema dell'esistenza di Dio|non esiste]]. (citato<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Le Formiche: anno terzo'', Zelig Editore, 1995, § 1178)</ref>
*Ingresso solenne: si discende per un'ora verso il mare seguendo una strada larga scavata nella roccia tenera, sulla quale è costruita la città. – Solidità delle mura – 'Albergo dei poveri', primo edificio. Fa un'impressione molto più forte di quella bomboniera tanto celebrata, che a Roma si chiama la Porta del Popolo. Eccoci al palazzo ''degli Studj'', si volta a destra, è la via Toledo. Ecco una delle grandi mete del mio viaggio, la strada più popolosa e allegra del mondo. (da ''Roma, Napoli e Firenze'', Mondadori, 1990)
*[...] la [[religione]], come quel [[potere]] assoluto temperato dalle canzoni che è la monarchia [[Francia|francese]], hanno prodotto cose singolari che il mondo non avrebbe mai visto se queste due istituzioni fossero mancate. (da<ref>Da ''I cenci'')</ref>
*L'unica scusa di Dio è che [[Problema dell'esistenza di Dio|non esiste]]. (citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Le Formiche: anno terzo'', Zelig Editore, 1995, § 1178)
*La vera [[patria]] è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano. (da<ref>Da ''Rome, Naples, Florence 1817'')</ref>
*[...] la [[religione]], come quel [[potere]] assoluto temperato dalle canzoni che è la monarchia [[Francia|francese]], hanno prodotto cose singolari che il mondo non avrebbe mai visto se queste due istituzioni fossero mancate. (da ''I cenci'')
*Lasciate lavorare la testa di un innamorato per ventiquattr'ore, ecco che cosa vi troverete: nelle miniere di Salisburgo si usa gettare nelle profondità abbandonate un ramo privato di foglie dal gelo: due o tre mesi dopo lo si ritrova coperto di fulgide cristallizzazioni: i più minuti ramoscelli, quelli che non sono più grossi dello zampino di una cincia, sono fioriti d'una infinità di diamanti mobili e scintillanti; è impossibile riconoscere il ramo primitivo. (da<ref>Da ''L'amore'', Mondadori, Milano 1980)</ref>
*La vera [[patria]] è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano. (da ''Rome, Naples, Florence 1817'')
*Le [[parole]] sono sempre una forza che si cerca fuori di sé. (da<ref>Da ''La duchessa di Palliano'')</ref>
*Lasciate lavorare la testa di un innamorato per ventiquattr'ore, ecco che cosa vi troverete: nelle miniere di Salisburgo si usa gettare nelle profondità abbandonate un ramo privato di foglie dal gelo: due o tre mesi dopo lo si ritrova coperto di fulgide cristallizzazioni: i più minuti ramoscelli, quelli che non sono più grossi dello zampino di una cincia, sono fioriti d'una infinità di diamanti mobili e scintillanti; è impossibile riconoscere il ramo primitivo. (da ''L'amore'', Mondadori, Milano 1980)
*Mi metterei volentieri una maschera sul volto e con diletto cambierei il mio nome. (da<ref>Da ''Vanina Vanini'', citato in prefazione a ''Peccatori di provincia'' di [[Gabriel Chevallier]])</ref>
*Le [[parole]] sono sempre una forza che si cerca fuori di sé. (da ''La duchessa di Palliano'')
*Noi vediamo le cose quali la nostra testa se le figura. Bisogna quindi conoscere questa nostra testa. (da<ref>Da ''Pensées diverses'', citato in [[François Grégoire]], ''I grandi problemi metafisici'', traduzione dal francese di Giulia Vecchi, terza edizione, Garzanti, Milano, 1960, p. 23)</ref>
*Mi metterei volentieri una maschera sul volto e con diletto cambierei il mio nome. (da ''Vanina Vanini'', citato in prefazione a ''Peccatori di provincia'' di [[Gabriel Chevallier]])
*Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di [[Napoli]]; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell'universo.<ref>Da (da''[http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k69362.zoom.f23.pagination.langFR# ''Rome, Naples et Florence]'', a cura di Henri Martineau, Paris, Le divan, 1927 vol III, p. 22, annotazione dell'8 marzo 1817) <ref>[http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k69362.zoom.f23.pagination.langFR# ''Rome, Naples et Florence'' disponibile online]</ref>
*Noi vediamo le cose quali la nostra testa se le figura. Bisogna quindi conoscere questa nostra testa. (da ''Pensées diverses'', citato in [[François Grégoire]], ''I grandi problemi metafisici'', traduzione dal francese di Giulia Vecchi, terza edizione, Garzanti, Milano, 1960, p. 23)
*Portare la lettera alla signora Mojon, in contrada Balbi; è questo uno dei tre nomi dell'unica grande via, che è anche la più bella d'Italia.<ref name=viaggio1828>Da ''Viaggio italiano 1828'', Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1961, p. 10</ref>
*Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di [[Napoli]]; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell'universo. (da ''Rome, Naples et Florence'', a cura di Henri Martineau, Paris, Le divan, 1927 vol III, p. 22, annotazione dell'8 marzo 1817) <ref>[http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k69362.zoom.f23.pagination.langFR# ''Rome, Naples et Florence'' disponibile online]</ref>
*Si prende un ragazzino, gli si dànno 4 soldi e vi guida al porto e alla [[Basilica di Santa Maria Assunta (Genova)|chiesa Carignano]]; è anche una delle più belle vedute d'Italia: il mare e la costa fino a Savona.<ref name=viaggio1828/>
*Per Dio, il [[Colosseo]] è quanto di meglio ho visto a Roma. Questo edificio mi piace, sarà magnifico una volta terminato. {{NDR|Vedendo degli operai ristrutturarne una parte}} (da ''Passeggiate romane'')
*Sono convinto che il popolo inglese, sottoposto alle situazioni che dal 1530 avvelenano l'[[Italia]] in tutte le maniere e da ogni parte, sarebbe più disprezzabile. (citato<ref>Citato in Giordano Bruno Guerri, ''Gli italiani sotto la chiesa'')</ref>
*Se ne avessi il potere, sarei tiranno, farei fermare il [[Colosseo]] durante i miei soggiorni a Roma! (da ''Passeggiate Romane'')
*Secondo me [[Roma]] è più bella in un giorno di temporale. Il bel sole tranquillo d'una giornata di primavera non le si confà. Il suolo sembra creato apposto per l'architettura. Certamente non c'è qui, come a Napoli, un mare delizioso, la voluttà manca; ma Roma è la città delle tombe, e la felicità a cui si può aspirare è quella cupa delle passioni e non la voluttà della stupenda riviera di Posillipo. (da ''Passeggiate Romane'')
*Sono convinto che il popolo inglese, sottoposto alle situazioni che dal 1530 avvelenano l'[[Italia]] in tutte le maniere e da ogni parte, sarebbe più disprezzabile. (citato in Giordano Bruno Guerri, ''Gli italiani sotto la chiesa'')
 
===Attribuite===
 
==Epistole==
*Napoli, 14 gennaio 1832<br>Sul cratere c'è un piccolo pan di zucchero, che getta delle pietre rosse ogni cinque minuti. Il Sig. Jousseau ha voluto andarci e si è bellamente scorticato mani e caviglie percorrendo una pianta composta da filigrana di lava che si sbriciola sotto i piedi. La salita è abominevole; mille piedi di ceneri con una pendenza di circa quarantacinque gradi. Il piede sul quale ci si appoggia scivola continuamente indietro. Nella mia ira, ho fatto cinque o sei progetti per rendere il percorso comodo con mille scudi. Per esempio, dei tronchi d'abete messi uno di fianco all'altro ed una poltrona che scivola su questo piano inclinato, rimorchiata, come alle montagne russe, da una piccola macchina a vapore. Il re di [[Napoli]] acquisterebbe una fama europea con questa invenzione... (citato<ref>Citato in: ''Il Vesuvio'', Pierro Gruppo Editori Campani, Napoli 2000)</ref>
*Ieri sono salito sul [[Vesuvio]]: la più grande fatica che abbia fatto in vita mia. La cosa diabolica è arrampicarsi sul cono di cenere. Forse entro un mese tutto ciò sarà cambiato. Il preteso eremita spesso un bandito, convertito o meno: buona idiozia scritta nel suo libro, firmata da [[Bigot de Preameneu]]. Occorrerebbero dieci pagine e il talento di [[Ann Radcliffe|Madame Radcliffe]] per descrivere la vista che si gode mentre si mangia la frittata preparata dall'eremita. (Stendhal 1832), citato<ref>Citato in ''Il Vesuvio'', Pierro Grupo Editori Campani, Napoli 2000)</ref>
 
==''Dell'amore''==
*Lasciate lavorare la testa di un amante per ventiquattr'ore, ed ecco cosa troverete. Alle miniere di sale di Salisburgo, si getta, nelle profondità abbandonate della miniera, un rametto d'albero spoglia a causa dell'inverno; due o tre mesi dopo lo si ritrae coperto di cristallizzazioni brillanti: i rami più piccoli, quelli che non sono più grossi della zampina di una cinciallegra, sono guarniti d'una infinità di diamanti, mobili e abbaglianti; è impossibile riconoscere il rametto primitivo. Quel che chiamo cristallizzazione, è l'operazione dello spirito che trae da tutto ciò che si presenta la scoperta di nuove perfezioni dell'oggetto amato. Un viaggiatore parla della freschezza dei boschi d'aranci a Genova, sulla riva del mare, nei giorni brucianti dell'estate; che piacere gustare questa freschezza con lei! Un vostro amico si rompe un braccio a caccia; com'è dolce ricevere le cure di una donna che si ama! Essere sempre con lei e vederla amarvi continuamente, farebbe quasi benedire il dolore; e partite dal braccio rotto dell'amico, per non dubitare dell'angelica bontà della nostra innamorata. In una parola, basta pensare a una perfezione per vederla in ciò che si ama.
*L'anima, a sua insaputa annoiata di vivere senz'amare, convinta malgrado se stessa, dall'esempio delle altre donne, dopo aver superato tutti i timori della vita, scontenta della triste soddisfazione dell'orgoglio, s'è fatta, senza accorgersene, un modello ideale. Essa incontra un giorno un essere che assomiglia a questo modello, la cristallizzazione riconosce il suo oggetto dal turbamento che ispira e consacra per sempre al padrone del suo destino ciò che essa sognava da tanto tempo.
*Il fluido nervoso negli uomini è consumato dal cervello e nelle donne dal cuore; è per questo ch'esse sono più sensibili. Un intenso lavoro obbligato, e nel mestiere che abbiamo fatto tutta la vita, ci consola, ma per loro niente può consolarle se non la [[distrazione]].
*Nelle donne tenere che non hanno avuto molti amanti, il pudore è un ostacolo alla disinvoltura dei modi, e ciò le espone a lasciarsi un po' guidare dalle loro amiche che non hanno da rimproverarsi la stessa mancanza, essere prestano attenzione ad ogni caso particolare, invece di rimetterci ciecamente all'abitudine. Il loro pudore delicato comunica alle loro azioni un che di impacciato; a forza di esser naturali esse danno l'impressione di mancare di naturalezza; ma questa goffaggine ha della grazia celeste.
* Ci sono due disgrazie al mondo: quella della passione contrastata e quella del vuoto assoluto. Con l'amore, sento che esiste a due passi da me una felicità immensa e al di là di tutti i miei desideri, che non dipende che da una parola, da un sorriso. Senza passione come Schiassetti, nei giorni tristi, non vedo la felicità da nessuna parte, arrivo a dubitare che essa esista per me, cado nello ''spleen''. Bisognerebbe essere senza passioni forti e avere solo un po' di curiosità o di vanità.
* Se c'è naturalezza perfetta, la felicità di due individui arriva a fondersi. A causa della simpatia e di parecchie altre leggi della nostra natura, questa è semplicemente la più grande felicità che possa esistere. È tutt'altro che facile determinare il senso di questa parola: naturalezza, condizione necessaria della felicità che si ottiene con l'amore.
* Un uomo sensibile, dal momento in cui il suo cuore è emozionato, non trova più in sé tracce d'abitudine per guidare le sue azioni; e come potrebbe seguire un cammino di cui non ha più la traccia? Egli sente il peso immenso che si attacca ad ogni parola che egli dice all'oggetto amato, gli sembra che una parola deciderà della sua sorte. Come potrà non cercare di dire bene? O almeno come non avere la sensazione di dir bene? Da quel momento non c'è più candore, questa qualità di un'anima che con fa alcun ritorno su di sé. Si è quel che si può, ma si sente quello che si è.
* Quel che è forse più saggio, è di farsi confidenti di se stessi. Scrivete stasera sotto falsi nomi, ma con tutti i particolari interessanti, il dialogo che avete appena avuto con la vostra amica, e la difficoltà che vi turba. Tra otto giorni se voi provate l'amore- passione, sarete un altro uomo, e allora, consultando il vostro scritto, voi potrete darvi un buon consiglio.
* Tra uomini, quando si è più di due e l'invidia è possibile, la correttezza obbliga a parlare soltanto di amore fisico; guardate la fine delle cene tra uomini.
*Più grande è la noia della vita abituale, più sono attivi i veleni chiamati gratitudine, ammirazione, curiosità. Occorre allora una rapida, pronta ed energetica [[distrazione]].
*L'amore è un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio di andare a coglierlo sui bordi di un precipizio spaventoso. Oltre al ridicolo, l'amore vede sempre al suo fianco la disperazione d'esser lasciato dall'oggetto amato, e non resta più che un ''dead blank'' per tutto il resto della vita.
* Quello che mi fa credere i Werther più felici, è che Don Giovanni riduce l'amore a essere soltanto un affare ordinario, invece di avere come Werther delle realtà che si modellano sui suoi desideri, ha dei desideri soddisfatti imperfettamente dalla fredda realtà, come nell'ambizione, l'avarizia e le altre passioni. Invece di perdersi nei sogni incantatori della cristallizzazione, egli pensa come un generale al successo delle sue manovre, e in una parola uccide l'amore invece di goderne più di un altro come crede la gente comune.
{{NDR|Stendhal, ''Dell'amore'', traduzione di Maddalena Bertelà, Aldo Garzanti Editore, 1976}}
 
==''Il rosso e il nero''==
{{NDR|Stendhal, ''La Certosa di Parma'', traduzione di Annamaria Laserra, Gruppo Editoriale L'Espresso SpA, Roma, 2004}}
 
==''Dell'amoreMemorie di un turista''==
*Ho preso alloggio nel grande albergo di moda, ''[[Hotel Croce di Malta|la Croce di Malta]]'', dove, com'era da prevedersi, sono stato servito malissimo. Durante le diciannove ore che mi sono fermato a Genova, mi hanno cambiato di camera tre volte, e alla fine il ''cameriere''<ref>in italiano nel testo originale</ref> non sapeva più dove fossi. (p. 563)
*Lasciate lavorare la testa di un amante per ventiquattr'ore, ed ecco cosa troverete. Alle miniere di sale di Salisburgo, si getta, nelle profondità abbandonate della miniera, un rametto d'albero spoglia a causa dell'inverno; due o tre mesi dopo lo si ritrae coperto di cristallizzazioni brillanti: i rami più piccoli, quelli che non sono più grossi della zampina di una cinciallegra, sono guarniti d'una infinità di diamanti, mobili e abbaglianti; è impossibile riconoscere il rametto primitivo. Quel che chiamo cristallizzazione, è l'operazione dello spirito che trae da tutto ciò che si presenta la scoperta di nuove perfezioni dell'oggetto amato. Un viaggiatore parla della freschezza dei boschi d'aranci a Genova, sulla riva del mare, nei giorni brucianti dell'estate; che piacere gustare questa freschezza con lei! Un vostro amico si rompe un braccio a caccia; com'è dolce ricevere le cure di una donna che si ama! Essere sempre con lei e vederla amarvi continuamente, farebbe quasi benedire il dolore; e partite dal braccio rotto dell'amico, per non dubitare dell'angelica bontà della nostra innamorata. In una parola, basta pensare a una perfezione per vederla in ciò che si ama.
*La città {{NDR|[[Genova]]}} è mirabilmente situata ad anfiteatro sul mare. Fra la montagna, alta quattro volte Montmartre, e il mare, si è trovato giusto il posto per tre vie orizzontali: una, larga otto piedi, è quella del grande commercio, e vi si trova il caffè elegante; l'altra, dietro il muro del porto, è abbandonata ai marinai dell'infima classe; la terza, infine, la più vicina alla montagna e che porta successivamente i nomi di ''Balbi'', ''Nuova'' e ''Nuovissima'', è una delle vie più belle del mondo.<br>La sua architettura è ardita, piena di vuoti e di colonne, e ricorda quella di Paolo Veronese o le decorazioni della ''Scala'' di Milano. (p. 563)
*L'anima, a sua insaputa annoiata di vivere senz'amare, convinta malgrado se stessa, dall'esempio delle altre donne, dopo aver superato tutti i timori della vita, scontenta della triste soddisfazione dell'orgoglio, s'è fatta, senza accorgersene, un modello ideale. Essa incontra un giorno un essere che assomiglia a questo modello, la cristallizzazione riconosce il suo oggetto dal turbamento che ispira e consacra per sempre al padrone del suo destino ciò che essa sognava da tanto tempo.
*Dopo aver errato di palazzo in palazzo, per più d'un'ora, in questa bella via, ho cercato un caffè; sono tutti bruttissimi e meschini qui a [[Genova]], città dedita solo agli affari.<br>Dato questo carattere, tutti sono disposti ad esservi utili ''per guadagnare qualcosa''. Che differenza, buon Dio! dai napoletani, così indifferenti ad ogni idea di lucro e così filosofi! (p. 564)
*Il fluido nervoso negli uomini è consumato dal cervello e nelle donne dal cuore; è per questo ch'esse sono più sensibili. Un intenso lavoro obbligato, e nel mestiere che abbiamo fatto tutta la vita, ci consola, ma per loro niente può consolarle se non la [[distrazione]].
*Questa [[Basilica di Santa Maria Assunta (Genova)|chiesa di Carignano]] sarebbe un vero capolavoro di grazia e di nobiltà accanto a Nostra Signora di Loreto (in via Lafitten a Parigi): se non sbaglio è una croce greca, con un'altissima cupola in mezzo. Per L'Italia non ha nulla di eccezionale, ma la posizione è stupenda: l'hanno costruita sopra un monticello che interrompe il general digradare di tutto l'anfiteatro di Genova verso il mare, così che la la si vede dappertutto, condizione essenziale da queste parti perché una chiesa abbia successo. Bisogna che i marinai a cui la tempesta fa paura la vedano di lontano; allorafanno dei voti a quella Madonna che vedono. (p. 565)
*Nelle donne tenere che non hanno avuto molti amanti, il pudore è un ostacolo alla disinvoltura dei modi, e ciò le espone a lasciarsi un po' guidare dalle loro amiche che non hanno da rimproverarsi la stessa mancanza, essere prestano attenzione ad ogni caso particolare, invece di rimetterci ciecamente all'abitudine. Il loro pudore delicato comunica alle loro azioni un che di impacciato; a forza di esser naturali esse danno l'impressione di mancare di naturalezza; ma questa goffaggine ha della grazia celeste.
*[[Palazzo Ducale (Genova)|Questo municipio]], di cui m'è toccato percorrere tutti i piani, è una vasta cava di marmo bianca sprecato; di buono ha solo la mole, per il resto è brutto quasi quanto il Garde-Meuble di Parigi. Dev'essere, la facciata almeno, del 1760, epoca in cui la buona architettura stava morendo in Italia come in Francia. (p. 566)
* Ci sono due disgrazie al mondo: quella della passione contrastata e quella del vuoto assoluto. Con l'amore, sento che esiste a due passi da me una felicità immensa e al di là di tutti i miei desideri, che non dipende che da una parola, da un sorriso. Senza passione come Schiassetti, nei giorni tristi, non vedo la felicità da nessuna parte, arrivo a dubitare che essa esista per me, cado nello ''spleen''. Bisognerebbe essere senza passioni forti e avere solo un po' di curiosità o di vanità.
*Siccome i proprietari {{NDR|dei [[Palazzi dei Rolli]]}} hanno il buon gusto di abitare gli appartamenti dove tengono i quadri, bisogna tornarci più volte prima di trovare l'occasione adatta; la ridicola stizza che mi fanno venire le risposte negative datemi con sussiego dai servi mi toglie ogni facoltà di godere dei quadri. Notate che i ricchi genovesi occupano il terzo piano dei palazzi, per avere la vista del mare; e questo terzo piano equivale ad almeno sei dei nostri. Gli scalini sono magnificamente rivestiti di marmo; ma quando se ne son fatti un centinaio, e un servo, dopo avervi fatto aspettare un quarto d'ora alla porta laccata di bianco, viene a dirvi: – Sua Eccellenza è ancora nei suoi appartamenti, ripassate domani, – è permesso d'avere un po' di malumore [...] (p. 566-567)
* Se c'è naturalezza perfetta, la felicità di due individui arriva a fondersi. A causa della simpatia e di parecchie altre leggi della nostra natura, questa è semplicemente la più grande felicità che possa esistere. È tutt'altro che facile determinare il senso di questa parola: naturalezza, condizione necessaria della felicità che si ottiene con l'amore.
*Verso sera sono andato alla [[Cattedrale di San Lorenzo (Genova)|cattedrale]], fatta di pietre bianche e nere disposte a strisce alternate; l'effetto è più bizzarro che gradevole. (p. 568)
* Un uomo sensibile, dal momento in cui il suo cuore è emozionato, non trova più in sé tracce d'abitudine per guidare le sue azioni; e come potrebbe seguire un cammino di cui non ha più la traccia? Egli sente il peso immenso che si attacca ad ogni parola che egli dice all'oggetto amato, gli sembra che una parola deciderà della sua sorte. Come potrà non cercare di dire bene? O almeno come non avere la sensazione di dir bene? Da quel momento non c'è più candore, questa qualità di un'anima che con fa alcun ritorno su di sé. Si è quel che si può, ma si sente quello che si è.
*Questo torrente {{NDR|il [[Polcevera]]}} ha un letto largo trecento piedi e, per il momento, neanche una goccia d'acqua; ma dopo una pioggia diventa terribile. (p. 568)
* Quel che è forse più saggio, è di farsi confidenti di se stessi. Scrivete stasera sotto falsi nomi, ma con tutti i particolari interessanti, il dialogo che avete appena avuto con la vostra amica, e la difficoltà che vi turba. Tra otto giorni se voi provate l'amore- passione, sarete un altro uomo, e allora, consultando il vostro scritto, voi potrete darvi un buon consiglio.
*Ecco, per esempio, quello che si può dire di [[Genova]]. Mi assicurano che c'è scarsa vita di società; una ragazza non legge romanzi e pensa a sposare un uomo ricco. (p. 569)
* Tra uomini, quando si è più di due e l'invidia è possibile, la correttezza obbliga a parlare soltanto di amore fisico; guardate la fine delle cene tra uomini.
*Credevo che i [[Genova|genovesi]] amassero solo il denaro: mi assicurano che amano anche la loro indipendenza, formalmente promessa dagli inglesi e da Lord Bentinck quando, nel 1814, presero la città; e contano di riacquistarla alla prima convulsione dell'Europa. (pp. 569-570)
*Più grande è la noia della vita abituale, più sono attivi i veleni chiamati gratitudine, ammirazione, curiosità. Occorre allora una rapida, pronta ed energetica [[distrazione]].
*All'edificio {{NDR|il teatro Carlo Felice}} ho fatto un appunto, quello di non permettere di scendere dalla vettura al coperto. Mi hanno risposto che a Genova ci sono ben poche strade in cui si possa andare in vettura; non importa, è sempre un difetto capitale. [...] Le strade genovesi sono per la maggior parte strettissime, come ognuno sa, e nel mezzo sono pavimentate con mattoni a coltello, per facilitare il cammino ai muli con cui si fanno tutti i trasporti. (p. 570)
*L'amore è un fiore delizioso, ma bisogna avere il coraggio di andare a coglierlo sui bordi di un precipizio spaventoso. Oltre al ridicolo, l'amore vede sempre al suo fianco la disperazione d'esser lasciato dall'oggetto amato, e non resta più che un ''dead blank'' per tutto il resto della vita.
*Gli [[Anno|anni]] non son che dei giorni nella vita dei popoli. (appendice IV, p. 626)
* Quello che mi fa credere i Werther più felici, è che Don Giovanni riduce l'amore a essere soltanto un affare ordinario, invece di avere come Werther delle realtà che si modellano sui suoi desideri, ha dei desideri soddisfatti imperfettamente dalla fredda realtà, come nell'ambizione, l'avarizia e le altre passioni. Invece di perdersi nei sogni incantatori della cristallizzazione, egli pensa come un generale al successo delle sue manovre, e in una parola uccide l'amore invece di goderne più di un altro come crede la gente comune.
 
{{NDR|Stendhal, ''Dell'amore'', traduzione di Maddalena Bertelà, Aldo Garzanti Editore, 1976}}
==''Passeggiate romane''==
*[[Venezia]], malgrado le inaudite sventure che stanno per annientarla, è una città francamente allegra [...] (p. 84)
*[[Torino]] è piena di aristocrazia biliosa. (p. 84)
*La bonomia [[Milano|milanese]] è celebre quanto l'avarizia genovese. Per essere stimati a [[Genova]], bisogna mangiare appena un quarto delle proprie rendite e, se si è vecchi e ricchi, giocare qualche brutto tiro ai propri figli: mettere per esempio clausole insidiose nel testamento. [...] Genova rimane la città dell'avarizia, sembra una piccola città della Francia meridionale. (p. 84)
*I [[Bologna|Bolognesi]] sono pieni di fuoco, di passione, di generosità, e talvolta d'imprudenza.
*A [[Firenze]] hanno molta logica, molta prudenza e anche molto spirito; ma non ho mai visto uomini così privi di passioni. Perfino l'amore vi è così poco conosciuto, che il piacere ha usurpato il suo nome. (p. 84)
*Si potrebbe stabilire che gli allievi che hanno ottenuto il «Grand Prix» vadano in un posto qualsiasi, in Italia, dove vogliono, purché sia oltre il Ticino e la Trebbia. Ad eccezione di [[Torino]] e di [[Genova]], ogni soggiorno dovrebbe esser loro consentito. (p. 551)
*Verso la fine della serata è comparso Savarelli, un nostro amico che viene dal nord d'Italia. È innamorato di [[Milano]]; è la città del piacere, niente le può esser messo a confronto, per questo; [[Torino]] e [[Genova]] sembrano delle prigioni. (p. 562)
 
*A Parigi, nel momento in cui si decide di andare a [[Roma]], bisognerebbe stabilire di andare al museo un giorno sì e uno no: si abituerebbe l'anima a sentire la bellezza. (da ''Passeggiate Romane''){{C|pagina?}}
*Per Dio, il [[Colosseo]] è quanto di meglio ho visto a Roma. Questo edificio mi piace, sarà magnifico una volta terminato. {{NDR|Vedendo degli operai ristrutturarne una parte}} (da ''Passeggiate romane''){{C|pagina?}}
*Se ne avessi il potere, sarei tiranno, farei fermare il [[Colosseo]] durante i miei soggiorni a Roma! (da ''Passeggiate Romane''){{C|pagina?}}
*Secondo me [[Roma]] è più bella in un giorno di temporale. Il bel sole tranquillo d'una giornata di primavera non le si confà. Il suolo sembra creato apposto per l'architettura. Certamente non c'è qui, come a Napoli, un mare delizioso, la voluttà manca; ma Roma è la città delle tombe, e la felicità a cui si può aspirare è quella cupa delle passioni e non la voluttà della stupenda riviera di Posillipo. (da ''Passeggiate Romane''){{C|pagina?}}
*Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall'idea di stabilirvisi. (da ''Passeggiate romane''){{C|pagina?}}
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
<references />
 
== Bibliografia ==
*Stendhal. ''[http://www.liberliber.it/libri/s/stendhal/index.htm La badessa di Castro]'', Freebook, Edizioni LibroLibero, Piazza S. Maria del Suffragio, 6, 20135 Milano.
*Stendhal, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/stendhal/index.htm La certosa di Parma]'', traduzione di Ferdinando Martini, Mondadori, 1930.
*Stendhal, ''Il rosso e il nero'', traduzione di [[Massimo Bontempelli]], Newton Compton editori, 1994.
*Stendhal, ''Dell'amore'', traduzione di Maddalena Bertelà, Aldo Garzanti Editore, 1976
*Stendhal, ''Memorie di un turista'', volume II, traduzione di Alberto Cento, Einaudi, Torino, 1977
*Stendhal, ''Passeggiate romane'', traduzione di Massimo Colesanti, Garzanti, Milano, 2004. ISBN 88-11-36652-6
*Stendhal, ''Vanina Vanini e altre "Cronache italiane"'', traduzione di [[Maria Bellonci]], BMM 1961.
*Vittorio Del Litto, ''Stendhal'', traduzione di Mirella Brini, CEI, Milano, 1967.

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