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*Guai all'uomo di studio che non appartiene a nessuna consorteria; gli saran rimproverati anche i più piccoli e incerti successi, e l'alta [[virtù]] trionferà derubandolo. (cap. XLIX; 1929)
*La vita d'un uomo era un seguito di pericoli. Ora la [[civiltà]] ha cacciato il [[pericolo]], non c'è più imprevisto. Se dell'imprevisto appare nei pensieri, non si hanno abbastanza epigrammi contro di esso; se appare negli avvenimenti, nessuna vigliaccheria è più bassa della nostra [[paura]]. Qualunque [[follia]] la paura ci faccia commettere, è scusata. Secolo degenerato e noioso! (cap. XLIV; 1929)
*«Una mosca effimera nasce alle nove d'una mattina di piena [[estate]], per morire alle [[cinque di pomeriggio|cinque di sera]]; come potrebbe comprendere la [[parola]] ''[[notte]]''? Datele cinque ore di vita di più, vede e intende che cosa è la notte. Così io morirò a ventitré anni. Datemi cinque anni di vita per vivere con Luisa.» (cap. LXIII; 1929)
 
*Era in quello stato di stupore e di turbamento inquieto in cui piomba l'anima che ha appena ottenuto ciò che ha desiderato a lungo. Abituata a desiderare, non trova più niente da desiderare, mentre non ha ancora dei ricordi. (1990)

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