Magdi Allam: differenze tra le versioni

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==Citazioni di Magdi Allam==
==Citazioni di Magdi Allam==
*Bush preferì la certezza di un Iraq unito sotto la dittatura di Saddam piuttosto che il rischio di un Iraq democratico ma forse diviso tra curdi, sunniti e sciiti. E fu così che il sostegno di Bush a Saddam arrivò al punto da consentirgli di impiegare gli elicotteri e le armi chimiche per reprimere nel sangue la più imponente rivolta popolare esplosa in Iraq all' indomani della liberazione del Kuwait. Ebbene è giunta l' ora di fare autocritica.<ref name="ultimaprovocazione"/>
*Concepisce il mondo a sua immagine e somiglianza, non riesce a comprendere fino a dove può giocare con carte false e quando invece deve smetterla di barare. Ancora una volta Saddam ha dimostrato di essere un capobanda furbastro piuttosto che un capo di Stato intelligente, un uomo malato di paranoia che ha irremediabilmente rotto i ponti con la realtà circostante.<ref name="ultimaprovocazione"/>
*Diciamola tutta la verità: destra e sinistra sono finite nel vicolo cieco della faziosità partitica e del disinteresse della collettività perché è estremamente arduo in Italia definire il quadro delle certezze valoriali che sostanziano l'identità nazionale.<ref>Da ''Non basta regolare i flussi. Vanno salvati i nostri valori'', ''Corriere della Sera'', 25 aprile 2007, p. 36.</ref>
*Diciamola tutta la verità: destra e sinistra sono finite nel vicolo cieco della faziosità partitica e del disinteresse della collettività perché è estremamente arduo in Italia definire il quadro delle certezze valoriali che sostanziano l'identità nazionale.<ref>Da ''Non basta regolare i flussi. Vanno salvati i nostri valori'', ''Corriere della Sera'', 25 aprile 2007, p. 36.</ref>
*È un dato di fatto che Saddam concepisce se stesso e la propria vita solo in funzione della conquista e del mantenimento del potere. Si è totalmente identificato con il potere, che non fa alcuna distinzione tra il proprio destino e quello dell' Iraq. Quello che va bene per lui deve andare bene per l' Iraq. In quest' ottica tutti gli iracheni, compresi le mogli e i figli, hanno diritto di esistere o meno soltanto se servono alla salvaguardia del suo potere. Ecco perché le sanzioni hanno penalizzato solo il popolo iracheno senza intaccare la dittatura di Saddam. I pochi soldi che è riuscito a racimolare con il contrabbando prima e con la vendita autorizzata del greggio dopo, li ha utilizzati per sé e per la sua Guardia repubblicana. Delle migliaia di bambini morti di fame o di malattia, Saddam non si è affatto preoccupato. Ecco perché le sanzioni non solo non servono ma sono addirittura controproducenti.<ref name="ultimaprovocazione"/>
*È un dittatore che ha deciso di affrontare frontalmente la superpotenza mondiale nel momento della sua maggiore vulnerabilità, a causa dell' imminenza delle elezioni presidenziali e della spaccatura tra Europa e Stati Uniti sulla lotta al terrorismo internazionale. Il redivivo Saddam si è così imposto come la variabile impazzita nella campagna elettorale di Clinton. Bush vinse la guerra del Golfo ma perse le elezioni. Per Clinton è una scelta ardua. Se restasse con le mani legate, gli Usa perderebbero il prestigio e l'influenza nel Golfo. Ma non può neppure rischiare di mandare a morire dei soldati americani. Saddam gli ha teso una vera trappola.<ref name="saddamredivivo"/>
*È [...] probabile che, nell'eventuale improvvisa scomparsa di Assad, si riaprano i giochi politici in Siria, probabilmente con regolamenti di conti tra le opposte fazioni confessionali, politiche e militari, creando una fase di instabilità in tutta la regione.<ref name="assadmalato">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/23/assad-malato-senza-eredi-la-pace-con.html?ref=search ''Assad malato e senza eredi. La pace con Israele rallenta''], ''la Repubblica'', 23 gennaio 1994.</ref>
*È [...] probabile che, nell'eventuale improvvisa scomparsa di Assad, si riaprano i giochi politici in Siria, probabilmente con regolamenti di conti tra le opposte fazioni confessionali, politiche e militari, creando una fase di instabilità in tutta la regione.<ref name="assadmalato">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/23/assad-malato-senza-eredi-la-pace-con.html?ref=search ''Assad malato e senza eredi. La pace con Israele rallenta''], ''la Repubblica'', 23 gennaio 1994.</ref>
*E proprio quanto sta accadendo in Pakistan conferma la natura aggressiva di questo [[terrorismo islamista|terrorismo islamico]] che massacra principalmente gli stessi musulmani e che, contrariamente a un luogo comune diffuso, non è affatto la reazione alla guerra o all'occupazione di una potenza straniera.<ref>Da ''Il contrasto tra Islam e democrazia'', ''Corriere della Sera'', 29 dicembre 2007, p. 36.</ref>
*E proprio quanto sta accadendo in Pakistan conferma la natura aggressiva di questo [[terrorismo islamista|terrorismo islamico]] che massacra principalmente gli stessi musulmani e che, contrariamente a un luogo comune diffuso, non è affatto la reazione alla guerra o all'occupazione di una potenza straniera.<ref>Da ''Il contrasto tra Islam e democrazia'', ''Corriere della Sera'', 29 dicembre 2007, p. 36.</ref>
*Il [[Corano]] è un testo profondamente ed esplicitamente antiebraico. Allah condanna gli ebrei come ''«i più feroci nemici di coloro che credono»''. Gli ebrei sono ''«coloro che Allah ha maledetto»'', perché ''«uccidevano ingiustamente i profeti», «praticano l'usura», «con falsi pretesti divorano i beni della gente»''. Così come Allah «ha ''trasformato in scimmie e porci»'', gli ebrei che, in aggiunta, ''«somigliano a un asino»''.<ref>Da ''Islam. Siamo in guerra'', [https://books.google.it/books?id=S87eCgAAQBAJ&pg=PT77 p. 77].</ref>
*Il [[Corano]] è un testo profondamente ed esplicitamente antiebraico. Allah condanna gli ebrei come ''«i più feroci nemici di coloro che credono»''. Gli ebrei sono ''«coloro che Allah ha maledetto»'', perché ''«uccidevano ingiustamente i profeti», «praticano l'usura», «con falsi pretesti divorano i beni della gente»''. Così come Allah «ha ''trasformato in scimmie e porci»'', gli ebrei che, in aggiunta, ''«somigliano a un asino»''.<ref>Da ''Islam. Siamo in guerra'', [https://books.google.it/books?id=S87eCgAAQBAJ&pg=PT77 p. 77].</ref>
*Il dittatore iracheno si è arrogato il diritto di decidere quali ispettori internazionali possano e quali invece non possano partecipare al piano dell'Onu di smantellamento degli arsenali chimici, biologici e nucleari iracheni. E ha così deciso di cacciare gli ispettori americani rei, a suo avviso, di appartenere a un paese che mira a rovesciare il suo potere e ad affamare il popolo iracheno mantenendo in vigore ad oltranza l'embargo. La risposta americana, degli alleati occidentali e dell' Onu è stata ferma: o Saddam ritira la sua "inaccettabile decisione" oppure andrà incontro a delle "gravi conseguenze". Non si esclude una rappresaglia militare per costringere Saddam a fare marcia indietro. Nel più classico e consolidato stile saddamiano, il dittatore di Bagdad è ricorso anche questa volta a un imbroglio verbale tipico del mercante del 'suk' , dicendo apparentemente "sì" quando in realtà si tratta di un "no".<ref name="ultimaprovocazione">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/11/03/ultima-provocazione-del-dittatore-dimezzato.html?ref=search ''L'ultima provocazione del dittatore dimezzato''], ''la Repubblica'', 3 novembre 1997.</ref>
*Il [[multiculturalismo]] invece è tutt'altro dalla multi­culturali­tà. <br /> Mentre la multicul­turalità è un dato che concer­ne gli «al­tri», il mul­ti­culturali­smo è un dato che concerne il «noi». Il multiculturalismo è un'ideologia che immagina di poter governare la pluralità etni­ca, confessionale, culturale, giu­ridica e linguistica senza un co­mune collante valoriale e identi­tario, limitandosi sostanzial­mente a elargire a piene mani di­ritti e libertà a tutti indistinta­mente senza richiedere in cam­bio l'ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole. Il multiculturalismo laddove viene pra­ticato, principalmente in Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Nor­vegia, Danimarca, Belgio, Ger­mania, ha finito per disgregare anche fisicamente la società al suo interno con la presenza di quartieri-ghetto abitati quasi esclusivamente dagli immigra­ti, ha accreditato l'immagine di nazioni alla stregua di «terre di nessuno» alimentando l'appeti­to di chi ci guarda come se fossi­mo «terre di conquista».<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/se-multiculturalismo-genera-nuovi-mostri-e-dirlo-non-reato.html Se il multiculturalismo genera nuovi mostri (e dirlo non è un reato)]'', ''il Giornale.it'', 1º agosto 2011.</ref>
*Il [[multiculturalismo]] invece è tutt'altro dalla multi­culturali­tà. <br /> Mentre la multicul­turalità è un dato che concer­ne gli «al­tri», il mul­ti­culturali­smo è un dato che concerne il «noi». Il multiculturalismo è un'ideologia che immagina di poter governare la pluralità etni­ca, confessionale, culturale, giu­ridica e linguistica senza un co­mune collante valoriale e identi­tario, limitandosi sostanzial­mente a elargire a piene mani di­ritti e libertà a tutti indistinta­mente senza richiedere in cam­bio l'ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole. Il multiculturalismo laddove viene pra­ticato, principalmente in Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Nor­vegia, Danimarca, Belgio, Ger­mania, ha finito per disgregare anche fisicamente la società al suo interno con la presenza di quartieri-ghetto abitati quasi esclusivamente dagli immigra­ti, ha accreditato l'immagine di nazioni alla stregua di «terre di nessuno» alimentando l'appeti­to di chi ci guarda come se fossi­mo «terre di conquista».<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/se-multiculturalismo-genera-nuovi-mostri-e-dirlo-non-reato.html Se il multiculturalismo genera nuovi mostri (e dirlo non è un reato)]'', ''il Giornale.it'', 1º agosto 2011.</ref>
* Il Saddam che torna al centro della scena internazionale è un dittatore che ha imparato che per sopravvivere deve essere spietato e non aver riguardi per nessuno.<ref name="saddamredivivo"/>
*{{NDR|Hai scritto che bisogna prendere atto del fallimento di due modelli di convivenza, il multiculturalismo e l'assimilazionismo}} Il multiculturalismo si basa sulla certezza che sia possibile convivere pacificamente, nello stesso spazio sociale e giuridico, mantenendo identità e idee di cittadinanza diverse. &Egrave; il modello nordeuropeo. Il multiculturalismo ha creato ghetti spaventosi: quartieri di pachistani, di indiani, di somali. Ha sfilacciato la società, ne causa l'esplosione. L'assimilazionismo è il modello francese. Impone a ciascuno di rinunciare alla propria identità religiosa e culturale per aderire a un [[patriottismo]] che coincide col laicismo. Insopportabile, nefasto. Non è possibile un'omogeneizzazione, gli uomini si ribellano. {{NDR|Che fare?}} Partiamo dal buon senso e da un punto fermo: nessuna deroga al rispetto delle leggi, ai valori percepiti come fondamentali dalla [[società]]. A livello istituzionale, un'identità forte dello [[Stato]]. Sul piano religioso, forte riferimento identitario del cattolicesimo. Su quello culturale, la necessità di imparare la lingua italiana.<ref>Dall'intervista a ''Libero'', 21 novembre 2004.</ref>
*{{NDR|Hai scritto che bisogna prendere atto del fallimento di due modelli di convivenza, il multiculturalismo e l'assimilazionismo}} Il multiculturalismo si basa sulla certezza che sia possibile convivere pacificamente, nello stesso spazio sociale e giuridico, mantenendo identità e idee di cittadinanza diverse. &Egrave; il modello nordeuropeo. Il multiculturalismo ha creato ghetti spaventosi: quartieri di pachistani, di indiani, di somali. Ha sfilacciato la società, ne causa l'esplosione. L'assimilazionismo è il modello francese. Impone a ciascuno di rinunciare alla propria identità religiosa e culturale per aderire a un [[patriottismo]] che coincide col laicismo. Insopportabile, nefasto. Non è possibile un'omogeneizzazione, gli uomini si ribellano. {{NDR|Che fare?}} Partiamo dal buon senso e da un punto fermo: nessuna deroga al rispetto delle leggi, ai valori percepiti come fondamentali dalla [[società]]. A livello istituzionale, un'identità forte dello [[Stato]]. Sul piano religioso, forte riferimento identitario del cattolicesimo. Su quello culturale, la necessità di imparare la lingua italiana.<ref>Dall'intervista a ''Libero'', 21 novembre 2004.</ref>
*Il punto è proprio questo: noi oggi tocchiamo con mano che nel momento in cui si ammette anche una sola eccezione all'inviolabilità della vita dal concepimento alla morte naturale, finiamo per spalancare la voragine dell'inciviltà che inesorabilmente, prima o dopo, finirà per mettere a repentaglio la vita di noi tutti. <br /> Che orrore assistere al lugubre spettacolo dei miliziani assetati di sangue che invocando sempre più ossessivamente «Allah Akhbar», il dio islamico è grande, elevando sempre più forte le urla fino a creare un clima da rito satanico, infieriscono sul corpo di [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]] uccidendolo e sfregiandolo. <br /> Ho subito associato questa scena all'atroce sgozzamento e decapitazione del ventiseienne ebreo americano Nick Berg il 7 maggio 2004 in Irak, per mano di Al Zarqawi, il luogotenente di [[Osama bin Laden|Bin Laden]], che proprio mentre avvicinava la lama della spada al collo e l'affondava fino a separare la testa dal busto urlava all'unisono con gli altri terroristi presenti «Allah Akhbar». Quale dio potrebbe mai consentire la violazione del bene della vita, il principio fondante della nostra umanità e il valore cardine della nostra civiltà?<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/vita-umana-sacrapure-quella-dei-tiranni.html La vita umana è sacra. Pure quella dei tiranni]'', ''il Giornale.it'', 24 ottobre 2011.</ref>
*Il punto è proprio questo: noi oggi tocchiamo con mano che nel momento in cui si ammette anche una sola eccezione all'inviolabilità della vita dal concepimento alla morte naturale, finiamo per spalancare la voragine dell'inciviltà che inesorabilmente, prima o dopo, finirà per mettere a repentaglio la vita di noi tutti. <br /> Che orrore assistere al lugubre spettacolo dei miliziani assetati di sangue che invocando sempre più ossessivamente «Allah Akhbar», il dio islamico è grande, elevando sempre più forte le urla fino a creare un clima da rito satanico, infieriscono sul corpo di [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]] uccidendolo e sfregiandolo. <br /> Ho subito associato questa scena all'atroce sgozzamento e decapitazione del ventiseienne ebreo americano Nick Berg il 7 maggio 2004 in Irak, per mano di Al Zarqawi, il luogotenente di [[Osama bin Laden|Bin Laden]], che proprio mentre avvicinava la lama della spada al collo e l'affondava fino a separare la testa dal busto urlava all'unisono con gli altri terroristi presenti «Allah Akhbar». Quale dio potrebbe mai consentire la violazione del bene della vita, il principio fondante della nostra umanità e il valore cardine della nostra civiltà?<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/vita-umana-sacrapure-quella-dei-tiranni.html La vita umana è sacra. Pure quella dei tiranni]'', ''il Giornale.it'', 24 ottobre 2011.</ref>
*L'esplosione della guerra delle moschee in Iraq è la prova inequivocabile che il male vero dell'islam si annida al suo interno. Ed è l'ideologia dell'odio e della morte da parte di coloro che si sono auto-proclamati detentori della Verità, dell'unico «Vero Islam», finendo per disconoscere il diritto alla vita di tutti coloro che non si sottomettono al loro arbitrio. Così come attesta, facendo il raffronto con la reazione alla pubblicazione delle vignette su Maometto, che il terrorismo è sempre aggressivo, mai reattivo. Se non ci fossero i burattinai del terrore che strumentalizzano la religione e fanno leva sulle frustrazioni delle masse, non ci sarebbe il terrorismo.<ref>Da ''Un sacrilegio più grave delle vignette'', ''Corriere della Sera'', 24 febbraio 2006, p. 1.</ref>
*L'esplosione della guerra delle moschee in Iraq è la prova inequivocabile che il male vero dell'islam si annida al suo interno. Ed è l'ideologia dell'odio e della morte da parte di coloro che si sono auto-proclamati detentori della Verità, dell'unico «Vero Islam», finendo per disconoscere il diritto alla vita di tutti coloro che non si sottomettono al loro arbitrio. Così come attesta, facendo il raffronto con la reazione alla pubblicazione delle vignette su Maometto, che il terrorismo è sempre aggressivo, mai reattivo. Se non ci fossero i burattinai del terrore che strumentalizzano la religione e fanno leva sulle frustrazioni delle masse, non ci sarebbe il terrorismo.<ref>Da ''Un sacrilegio più grave delle vignette'', ''Corriere della Sera'', 24 febbraio 2006, p. 1.</ref>
*L'hojatolislam Mohammad Khatami è stato eletto alla presidenza della Repubblica con il voto massiccio dei giovani, delle donne, degli intellettuali, dei liberali e della sinistra islamica. I veri vincitori sono gli iraniani, il grande perdente è il regime.<ref name="irancivile">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/05/30/iran-della-societa-civile.html?ref=search ''L'Iran della società civile''], ''la Repubblica'', 30 maggio 1997.</ref>
*[...] la globalizzazione multiculturalista dove si appiattiscono tutte le religioni, le culture, i valori e le identità per toglierci l'anima, «cosificando» la persona e atomizzando la società per ridurci a individui interessati esclusivamente alla dimensione dell'avere e dell'apparire che trascurano la dimensione dell'essere.<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/cosi-pisapia-cre-babele-multiculturale.html Così Pisapia creò una Babele multiculturale]'', ''il Giornale.it'', 15 agosto 2011.</ref>
*[...] la globalizzazione multiculturalista dove si appiattiscono tutte le religioni, le culture, i valori e le identità per toglierci l'anima, «cosificando» la persona e atomizzando la società per ridurci a individui interessati esclusivamente alla dimensione dell'avere e dell'apparire che trascurano la dimensione dell'essere.<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/cosi-pisapia-cre-babele-multiculturale.html Così Pisapia creò una Babele multiculturale]'', ''il Giornale.it'', 15 agosto 2011.</ref>
*La guerra civile curda conferma che l'adozione della democrazia formale non è una bacchetta magica che risolve ed estirpa una realtà di autocrazia, settarismo e miseria economica.<ref name="saddamredivivo">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/09/01/saddam-il-redivivo-non-ha-piu-rivali.html?ref=search ''Saddam il redivivo non ha più rivali''], ''la Repubblica'', 1 settembre 1996.</ref>
*La promessa di Khatami di "costruire un Iran libero, prospero, indipendente e sicuro nel rispetto della legge, senza tirannie o violazioni della legalità, con il concorso di tutte le opinioni e di tutte le esperienze", sarà una strada tutta in salita. Nell' ambito della teocrazia la "guida spirituale" detiene il potere di veto su tutte le decisioni del governo e del parlamento.<ref name="irancivile"/>
*La verità è che sia il terrorismo islamico sia quello neonazista, si fondano sulla supremazia della razza o della religione, nel caso di Anders Behrin Breivik indicata come «cristiana», si equivalgono nella loro divisione faziosa dell'umanità dove loro, detentori di una verità assoluta che deve essere imposta con la forza, condividono sia il principio che chi non la pensa come loro non ha diritto di esistere sia la pratica della violenza per la realizzazione dei loro obiettivi. La differenza sostanziale è che mentre gli islamici che uccidono gli «infedeli» sono legittimati da ciò che ha ordinato loro Allah nel Corano e da quanto ha fatto Maometto, i cristiani che uccidono per qualsivoglia ragione lo fanno in flagrante contrasto con ciò che è scritto nei Vangeli.<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/strage-norvegia-razzismo-laltra-faccia-multiculturalismo.html La strage in Norvegia. Il razzismo è l'altra faccia del multiculturalismo]'', ''il Giornale.it'', 24 luglio 2011.</ref>
*La verità è che sia il terrorismo islamico sia quello neonazista, si fondano sulla supremazia della razza o della religione, nel caso di Anders Behrin Breivik indicata come «cristiana», si equivalgono nella loro divisione faziosa dell'umanità dove loro, detentori di una verità assoluta che deve essere imposta con la forza, condividono sia il principio che chi non la pensa come loro non ha diritto di esistere sia la pratica della violenza per la realizzazione dei loro obiettivi. La differenza sostanziale è che mentre gli islamici che uccidono gli «infedeli» sono legittimati da ciò che ha ordinato loro Allah nel Corano e da quanto ha fatto Maometto, i cristiani che uccidono per qualsivoglia ragione lo fanno in flagrante contrasto con ciò che è scritto nei Vangeli.<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/strage-norvegia-razzismo-laltra-faccia-multiculturalismo.html La strage in Norvegia. Il razzismo è l'altra faccia del multiculturalismo]'', ''il Giornale.it'', 24 luglio 2011.</ref>
*La verità è che le istituzioni in [[Italia]], dal [[governo]] al Parlamento, dalle forze dell'ordine alla magistratura, hanno paura di affrontare e di scontrarsi con gli estremisti islamici che si sono saldamente arroccati nelle moschee.<ref>Da ''Predicatori di odio e istituzioni timide'', ''Corriere della Sera'', 23 dicembre 2007, p. 34.</ref>
*La verità è che le istituzioni in [[Italia]], dal [[governo]] al Parlamento, dalle forze dell'ordine alla magistratura, hanno paura di affrontare e di scontrarsi con gli estremisti islamici che si sono saldamente arroccati nelle moschee.<ref>Da ''Predicatori di odio e istituzioni timide'', ''Corriere della Sera'', 23 dicembre 2007, p. 34.</ref>
*La violenza intrinseca nell'[[islam]] la cogliamo nei loghi dei gruppi islamici, dove compare ovunque il Corano abbinato a delle armi e a violente prescrizioni di Allah.<ref>Da ''Islam. Siamo in guerra'', [https://books.google.it/books?id=S87eCgAAQBAJ&pg=PT80 p. 80]</ref>
*La violenza intrinseca nell'[[islam]] la cogliamo nei loghi dei gruppi islamici, dove compare ovunque il Corano abbinato a delle armi e a violente prescrizioni di Allah.<ref>Da ''Islam. Siamo in guerra'', [https://books.google.it/books?id=S87eCgAAQBAJ&pg=PT80 p. 80]</ref>
*[[Maria]] è così un vincolo di unione tra cristiani e musulmani, perché anche nel Corano essa è il modello dell'anima credente che si è abbandonata completamente nel Signore per compiere sempre e generosamente la sua divina volontà.<ref>Da ''Io, musulmano, al pellegrinaggio di Loreto'', ''Corriere della Sera'', 10 giugno 2006.</ref>
*[[Maria]] è così un vincolo di unione tra cristiani e musulmani, perché anche nel Corano essa è il modello dell'anima credente che si è abbandonata completamente nel Signore per compiere sempre e generosamente la sua divina volontà.<ref>Da ''Io, musulmano, al pellegrinaggio di Loreto'', ''Corriere della Sera'', 10 giugno 2006.</ref>
*Non si può punire un popolo per le colpe di un dittatore irrecuperabile alla ragione di Stato e al diritto internazionale. Bisogna spegnere i riflettori su Saddam e accenderli sul popolo iracheno. Senza riflettori il narcisismo e la megalomania, che sono la linfa vitale di cui si nutre il tiranno di Bagdad, si esaurirebbero e Saddam sprofonderebbe nell' oblio del capitolo più nero della storia contemporanea dell' Iraq.<ref name="ultimaprovocazione"/>
*Oggi [[estremismo]] e [[terrorismo]] rappresentano la prima emergenza internazionale e la più grave minaccia alla sicurezza nazionale. Ma penso che l'estremismo si alimenti di una sostanziale ambiguità insita nel [[Corano]] e nell'azione concreta svolta da [[Maometto]].<ref>Dall'intervista di Eleonora Barbieri, ''[http://www.ilgiornale.it/news/magdi-allam-non-c-islam-moderato.html Magdi Allam: "Non c'è un islam moderato"]'', ''il Giornale.it'', 25 marzo 2008.</ref>
*Oggi [[estremismo]] e [[terrorismo]] rappresentano la prima emergenza internazionale e la più grave minaccia alla sicurezza nazionale. Ma penso che l'estremismo si alimenti di una sostanziale ambiguità insita nel [[Corano]] e nell'azione concreta svolta da [[Maometto]].<ref>Dall'intervista di Eleonora Barbieri, ''[http://www.ilgiornale.it/news/magdi-allam-non-c-islam-moderato.html Magdi Allam: "Non c'è un islam moderato"]'', ''il Giornale.it'', 25 marzo 2008.</ref>
*Per me è il giorno più bello della vita. [...] Il miracolo della Resurrezione di [[Cristo]] si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l'odio e l'intolleranza nei confronti del "diverso", condannato acriticamente quale "nemico", primeggiano sull'amore e il rispetto del "prossimo" che è sempre e comunque "persona"; così come la mia mente si è affrancata dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidiom la cieca sottomissione e la tiranniam permettendomi di aderire all'autentica religione della Verità, della Vita e della [[Libertà]]. Nella mia prima [[Pasqua]] da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico [[Dio]], che è il Dio della [[Fede]] e Ragione.<ref>Da ''La mia scelta'', ''Corriere della Sera'', 23 marzo 2008.</ref>
*Per me è il giorno più bello della vita. [...] Il miracolo della Resurrezione di [[Cristo]] si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l'odio e l'intolleranza nei confronti del "diverso", condannato acriticamente quale "nemico", primeggiano sull'amore e il rispetto del "prossimo" che è sempre e comunque "persona"; così come la mia mente si è affrancata dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidiom la cieca sottomissione e la tiranniam permettendomi di aderire all'autentica religione della Verità, della Vita e della [[Libertà]]. Nella mia prima [[Pasqua]] da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico [[Dio]], che è il Dio della [[Fede]] e Ragione.<ref>Da ''La mia scelta'', ''Corriere della Sera'', 23 marzo 2008.</ref>

Versione delle 14:11, 20 dic 2017

Magdi Cristiano Allam

Magdi Cristiano Allam (1952 – vivente), giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano.

Citazioni di Magdi Allam

  • Bush preferì la certezza di un Iraq unito sotto la dittatura di Saddam piuttosto che il rischio di un Iraq democratico ma forse diviso tra curdi, sunniti e sciiti. E fu così che il sostegno di Bush a Saddam arrivò al punto da consentirgli di impiegare gli elicotteri e le armi chimiche per reprimere nel sangue la più imponente rivolta popolare esplosa in Iraq all' indomani della liberazione del Kuwait. Ebbene è giunta l' ora di fare autocritica.[1]
  • Concepisce il mondo a sua immagine e somiglianza, non riesce a comprendere fino a dove può giocare con carte false e quando invece deve smetterla di barare. Ancora una volta Saddam ha dimostrato di essere un capobanda furbastro piuttosto che un capo di Stato intelligente, un uomo malato di paranoia che ha irremediabilmente rotto i ponti con la realtà circostante.[1]
  • Diciamola tutta la verità: destra e sinistra sono finite nel vicolo cieco della faziosità partitica e del disinteresse della collettività perché è estremamente arduo in Italia definire il quadro delle certezze valoriali che sostanziano l'identità nazionale.[2]
  • È un dato di fatto che Saddam concepisce se stesso e la propria vita solo in funzione della conquista e del mantenimento del potere. Si è totalmente identificato con il potere, che non fa alcuna distinzione tra il proprio destino e quello dell' Iraq. Quello che va bene per lui deve andare bene per l' Iraq. In quest' ottica tutti gli iracheni, compresi le mogli e i figli, hanno diritto di esistere o meno soltanto se servono alla salvaguardia del suo potere. Ecco perché le sanzioni hanno penalizzato solo il popolo iracheno senza intaccare la dittatura di Saddam. I pochi soldi che è riuscito a racimolare con il contrabbando prima e con la vendita autorizzata del greggio dopo, li ha utilizzati per sé e per la sua Guardia repubblicana. Delle migliaia di bambini morti di fame o di malattia, Saddam non si è affatto preoccupato. Ecco perché le sanzioni non solo non servono ma sono addirittura controproducenti.[1]
  • È un dittatore che ha deciso di affrontare frontalmente la superpotenza mondiale nel momento della sua maggiore vulnerabilità, a causa dell' imminenza delle elezioni presidenziali e della spaccatura tra Europa e Stati Uniti sulla lotta al terrorismo internazionale. Il redivivo Saddam si è così imposto come la variabile impazzita nella campagna elettorale di Clinton. Bush vinse la guerra del Golfo ma perse le elezioni. Per Clinton è una scelta ardua. Se restasse con le mani legate, gli Usa perderebbero il prestigio e l'influenza nel Golfo. Ma non può neppure rischiare di mandare a morire dei soldati americani. Saddam gli ha teso una vera trappola.[3]
  • È [...] probabile che, nell'eventuale improvvisa scomparsa di Assad, si riaprano i giochi politici in Siria, probabilmente con regolamenti di conti tra le opposte fazioni confessionali, politiche e militari, creando una fase di instabilità in tutta la regione.[4]
  • E proprio quanto sta accadendo in Pakistan conferma la natura aggressiva di questo terrorismo islamico che massacra principalmente gli stessi musulmani e che, contrariamente a un luogo comune diffuso, non è affatto la reazione alla guerra o all'occupazione di una potenza straniera.[5]
  • Il Corano è un testo profondamente ed esplicitamente antiebraico. Allah condanna gli ebrei come «i più feroci nemici di coloro che credono». Gli ebrei sono «coloro che Allah ha maledetto», perché «uccidevano ingiustamente i profeti», «praticano l'usura», «con falsi pretesti divorano i beni della gente». Così come Allah «ha trasformato in scimmie e porci», gli ebrei che, in aggiunta, «somigliano a un asino».[6]
  • Il dittatore iracheno si è arrogato il diritto di decidere quali ispettori internazionali possano e quali invece non possano partecipare al piano dell'Onu di smantellamento degli arsenali chimici, biologici e nucleari iracheni. E ha così deciso di cacciare gli ispettori americani rei, a suo avviso, di appartenere a un paese che mira a rovesciare il suo potere e ad affamare il popolo iracheno mantenendo in vigore ad oltranza l'embargo. La risposta americana, degli alleati occidentali e dell' Onu è stata ferma: o Saddam ritira la sua "inaccettabile decisione" oppure andrà incontro a delle "gravi conseguenze". Non si esclude una rappresaglia militare per costringere Saddam a fare marcia indietro. Nel più classico e consolidato stile saddamiano, il dittatore di Bagdad è ricorso anche questa volta a un imbroglio verbale tipico del mercante del 'suk' , dicendo apparentemente "sì" quando in realtà si tratta di un "no".[1]
  • Il multiculturalismo invece è tutt'altro dalla multi­culturali­tà.
    Mentre la multicul­turalità è un dato che concer­ne gli «al­tri», il mul­ti­culturali­smo è un dato che concerne il «noi». Il multiculturalismo è un'ideologia che immagina di poter governare la pluralità etni­ca, confessionale, culturale, giu­ridica e linguistica senza un co­mune collante valoriale e identi­tario, limitandosi sostanzial­mente a elargire a piene mani di­ritti e libertà a tutti indistinta­mente senza richiedere in cam­bio l'ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole. Il multiculturalismo laddove viene pra­ticato, principalmente in Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Nor­vegia, Danimarca, Belgio, Ger­mania, ha finito per disgregare anche fisicamente la società al suo interno con la presenza di quartieri-ghetto abitati quasi esclusivamente dagli immigra­ti, ha accreditato l'immagine di nazioni alla stregua di «terre di nessuno» alimentando l'appeti­to di chi ci guarda come se fossi­mo «terre di conquista».[7]
  • Il Saddam che torna al centro della scena internazionale è un dittatore che ha imparato che per sopravvivere deve essere spietato e non aver riguardi per nessuno.[3]
  • [Hai scritto che bisogna prendere atto del fallimento di due modelli di convivenza, il multiculturalismo e l'assimilazionismo] Il multiculturalismo si basa sulla certezza che sia possibile convivere pacificamente, nello stesso spazio sociale e giuridico, mantenendo identità e idee di cittadinanza diverse. È il modello nordeuropeo. Il multiculturalismo ha creato ghetti spaventosi: quartieri di pachistani, di indiani, di somali. Ha sfilacciato la società, ne causa l'esplosione. L'assimilazionismo è il modello francese. Impone a ciascuno di rinunciare alla propria identità religiosa e culturale per aderire a un patriottismo che coincide col laicismo. Insopportabile, nefasto. Non è possibile un'omogeneizzazione, gli uomini si ribellano. [Che fare?] Partiamo dal buon senso e da un punto fermo: nessuna deroga al rispetto delle leggi, ai valori percepiti come fondamentali dalla società. A livello istituzionale, un'identità forte dello Stato. Sul piano religioso, forte riferimento identitario del cattolicesimo. Su quello culturale, la necessità di imparare la lingua italiana.[8]
  • Il punto è proprio questo: noi oggi tocchiamo con mano che nel momento in cui si ammette anche una sola eccezione all'inviolabilità della vita dal concepimento alla morte naturale, finiamo per spalancare la voragine dell'inciviltà che inesorabilmente, prima o dopo, finirà per mettere a repentaglio la vita di noi tutti.
    Che orrore assistere al lugubre spettacolo dei miliziani assetati di sangue che invocando sempre più ossessivamente «Allah Akhbar», il dio islamico è grande, elevando sempre più forte le urla fino a creare un clima da rito satanico, infieriscono sul corpo di Gheddafi uccidendolo e sfregiandolo.
    Ho subito associato questa scena all'atroce sgozzamento e decapitazione del ventiseienne ebreo americano Nick Berg il 7 maggio 2004 in Irak, per mano di Al Zarqawi, il luogotenente di Bin Laden, che proprio mentre avvicinava la lama della spada al collo e l'affondava fino a separare la testa dal busto urlava all'unisono con gli altri terroristi presenti «Allah Akhbar». Quale dio potrebbe mai consentire la violazione del bene della vita, il principio fondante della nostra umanità e il valore cardine della nostra civiltà?[9]
  • L'esplosione della guerra delle moschee in Iraq è la prova inequivocabile che il male vero dell'islam si annida al suo interno. Ed è l'ideologia dell'odio e della morte da parte di coloro che si sono auto-proclamati detentori della Verità, dell'unico «Vero Islam», finendo per disconoscere il diritto alla vita di tutti coloro che non si sottomettono al loro arbitrio. Così come attesta, facendo il raffronto con la reazione alla pubblicazione delle vignette su Maometto, che il terrorismo è sempre aggressivo, mai reattivo. Se non ci fossero i burattinai del terrore che strumentalizzano la religione e fanno leva sulle frustrazioni delle masse, non ci sarebbe il terrorismo.[10]
  • L'hojatolislam Mohammad Khatami è stato eletto alla presidenza della Repubblica con il voto massiccio dei giovani, delle donne, degli intellettuali, dei liberali e della sinistra islamica. I veri vincitori sono gli iraniani, il grande perdente è il regime.[11]
  • [...] la globalizzazione multiculturalista dove si appiattiscono tutte le religioni, le culture, i valori e le identità per toglierci l'anima, «cosificando» la persona e atomizzando la società per ridurci a individui interessati esclusivamente alla dimensione dell'avere e dell'apparire che trascurano la dimensione dell'essere.[12]
  • La guerra civile curda conferma che l'adozione della democrazia formale non è una bacchetta magica che risolve ed estirpa una realtà di autocrazia, settarismo e miseria economica.[3]
  • La promessa di Khatami di "costruire un Iran libero, prospero, indipendente e sicuro nel rispetto della legge, senza tirannie o violazioni della legalità, con il concorso di tutte le opinioni e di tutte le esperienze", sarà una strada tutta in salita. Nell' ambito della teocrazia la "guida spirituale" detiene il potere di veto su tutte le decisioni del governo e del parlamento.[11]
  • La verità è che sia il terrorismo islamico sia quello neonazista, si fondano sulla supremazia della razza o della religione, nel caso di Anders Behrin Breivik indicata come «cristiana», si equivalgono nella loro divisione faziosa dell'umanità dove loro, detentori di una verità assoluta che deve essere imposta con la forza, condividono sia il principio che chi non la pensa come loro non ha diritto di esistere sia la pratica della violenza per la realizzazione dei loro obiettivi. La differenza sostanziale è che mentre gli islamici che uccidono gli «infedeli» sono legittimati da ciò che ha ordinato loro Allah nel Corano e da quanto ha fatto Maometto, i cristiani che uccidono per qualsivoglia ragione lo fanno in flagrante contrasto con ciò che è scritto nei Vangeli.[13]
  • La verità è che le istituzioni in Italia, dal governo al Parlamento, dalle forze dell'ordine alla magistratura, hanno paura di affrontare e di scontrarsi con gli estremisti islamici che si sono saldamente arroccati nelle moschee.[14]
  • La violenza intrinseca nell'islam la cogliamo nei loghi dei gruppi islamici, dove compare ovunque il Corano abbinato a delle armi e a violente prescrizioni di Allah.[15]
  • Maria è così un vincolo di unione tra cristiani e musulmani, perché anche nel Corano essa è il modello dell'anima credente che si è abbandonata completamente nel Signore per compiere sempre e generosamente la sua divina volontà.[16]
  • Non si può punire un popolo per le colpe di un dittatore irrecuperabile alla ragione di Stato e al diritto internazionale. Bisogna spegnere i riflettori su Saddam e accenderli sul popolo iracheno. Senza riflettori il narcisismo e la megalomania, che sono la linfa vitale di cui si nutre il tiranno di Bagdad, si esaurirebbero e Saddam sprofonderebbe nell' oblio del capitolo più nero della storia contemporanea dell' Iraq.[1]
  • Oggi estremismo e terrorismo rappresentano la prima emergenza internazionale e la più grave minaccia alla sicurezza nazionale. Ma penso che l'estremismo si alimenti di una sostanziale ambiguità insita nel Corano e nell'azione concreta svolta da Maometto.[17]
  • Per me è il giorno più bello della vita. [...] Il miracolo della Resurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l'odio e l'intolleranza nei confronti del "diverso", condannato acriticamente quale "nemico", primeggiano sull'amore e il rispetto del "prossimo" che è sempre e comunque "persona"; così come la mia mente si è affrancata dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidiom la cieca sottomissione e la tiranniam permettendomi di aderire all'autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione.[18]
  • Preoccupa la reazione critica, se non ostile, di tanta stampa «autorevole» nei confronti del Papa. Se le mie posizioni dovessero coincidere con quelle di Bin Laden, dei Fratelli Musulmani e del regime nazi-islamico iraniano, capirei subito che ho sbagliato.[19]
  • [...] prendo atto che Papa Francesco, insignito come «Uomo dell'anno» da Time Magazine, Vanity Fair e The Advocate, la più antica rivista della comunità gay americana, è più preoccupato della sorte dei clandestini di Lampedusa, più in generale dei poveri e degli emarginati nelle periferie del mondo globalizzato, che dedito sia a contrastare il genocidio dei cristiani d'Oriente sia a salvare il cristianesimo dal relativismo religioso e dall'invasione islamica all'interno stesso dell'Europa. Il fatto che anche il settimanale L'Espresso abbia scelto come «Uomo dell'anno» Costantino Baratta, cittadino di Lampedusa, per aver salvato la vita a 12 clandestini dopo il naufragio di un barcone lo scorso 3 ottobre culminato nella morte di 366 persone, sottolinea come in quest'Occidente, ma anche in questa Chiesa di Bergoglio, prevalgano l'ideologia del buonismo, immigrazionismo, multiculturalismo e globalismo, che ci impongono di assecondare il prossimo a prescindere dalle conseguenze per il nostro vissuto, permeati dall'ideologia del relativismo valoriale e del pauperismo che finiscono per inculcare in noi l'accettazione e la rassegnazione nei confronti di tutto e di tutti. Per contro la difesa dei cristiani d'Oriente e la guerra ad oltranza al radicalismo e al terrorismo islamico, si collocano nel contesto della salvaguardia delle nostre radici, della nostra fede, dell'identità nazionale, dei valori tradizionali a partire dalla centralità della famiglia naturale, come attesta l'opposizione ferma di Putin al matrimonio omosessuale proprio mentre quest'Unione Europea l'ha legittimato concependolo come l'apice della civiltà. Ecco perché, anche a costo di sfidare l'impopolarità, sostenete il Premio «Uomo dell'anno» a Putin, al-Sisi e Assad: significa dire no all'ideologia del globalismo e del relativismo, e dire sì al localismo nel contesto degli Stati nazionali e alla civiltà fondata sulla certezza di chi siamo.[20]
  • Quelli che vietano il Presepe sono italiani affetti dalla peggiore delle malattie: l'odio di se stessi.[21]
  • Siamo pertanto doppiamente ingenui e illusi: immaginiamo che relativizzando il cristianesimo per legittimare l'islam loro si renderanno più disponibili nei nostri confronti, mentre all'opposto finiamo per essere percepiti come una landa deserta che merita di essere occupata dai musulmani.[22]

Perché me ne vado da questa Chiesa debole con l'islam

Il Giornale.it, 25 marzo 2013

  • Credo nel Gesù che ho amato sin da bambino, leggendolo nei Vangeli e vivificato da autentici testimoni.
  • La mia conversione al cattolicesimo, avvenuta per mano di Benedetto XVI nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008, la considero conclusa ora in concomitanza con la fine del suo papato.
  • La verità è che la Chiesa è fisiologicamente relativista. Il suo essere contemporaneamente Magistero universale e Stato secolare, ha fatto sì che la Chiesa da sempre accoglie nel suo seno un'infinità di comunità, congregazioni, ideologie, interessi materiali che si traducono nel mettere insieme tutto e il contrario di tutto.
  • Sono contrario al buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati, compresi – e soprattutto – i clandestini.
  • Faccio questa scelta, nella sofferenza interiore e nella consapevolezza della disapprovazione che genererà nella patria del cattolicesimo, perché sento come imperativo il dovere morale di continuare ad essere coerente con me stesso e con gli altri nel nome del primato della verità e della libertà.

Io amo l'Italia

Incipit

Così come il primo vagito testimonia l'inizio della vita terrena del neonato, non scorderò mai la reazione traumatica e liberatoria che contrassegnò il mio ingresso nella vita dell'Italia trapiantata in Egitto. Avevo quattro anni. Era il settembre del 1956. I particolari appartengono ormai a un mondo onirico di cui riesco ad afferrare solo immagini sfuocate, pulsioni remote, odori rarefatti. Di quel giorno conservo labili tracce di colori distesi, il caldo attenuato, i profumi regalati da una natura che si rinnova segnalando il passaggio all'autunno.

Citazioni

  • I convegni servono poco o nulla. Nella gran parte dei casi [...] si risolvono in cerimonie autoreferenziali dove i relatori, comunque troppi, si parlano addosso e sono noiosi sino alla morte. (p. 164)
  • Il caso è come i granelli di polline che vagano nell'atmosfera, si posano su tanti fiori ma sposano solo quello che è pronto alla fecondazione. Anche noi dobbiamo essere pronti ad abbracciare il caso quando si presenta, se vogliamo, grazie a esso, rigenerarci di vera vita. (p. 70)
  • L'Italia è la patria dei tuttologi: tutti pretendono di dire la loro su tutto, anche se non hanno una competenza specifica sull'argomento. (p. 91)
  • L'Italia è succube di una concezione letteraria dell'informazione in cui conta più la forma che il contenuto. Si pubblicano sciocchezze madornali, l'importante è che siano confezionate con eleganza. (p. 92)
  • Riconosco a Scalfari il merito di aver realizzato un miracolo creando il secondo quotidiano d'Italia che talvolta si aggiudica il primo posto. Ha avuto un'intuizione felice e ha saputo investire al meglio su alcuni professionisti per offrire un'alternativa a istanze politiche e culturali presenti nella sinistra italiana. Ma al tempo stesso lo reputo responsabile del degrado ideologico della stampa italiana, avendo legato lo straordinario successo di un grande giornale, formalmente indipendente, alla logica della militanza politica per promuovere campagne faziose e talvolta personali contro gli avversari. (p. 84)

Citazioni su Magdi Allam

  • Nessuno potrebbe scambiare Magdi Allam con uno di quegli scalzacani intenti a bombardarci con [...] le "bombe al panzanio". Allam è autore di libri e saggi di notevole valore scientifico. L'ultimo, appena uscito, si intitola Saddam, storia segreta di un dittatore (Mondadori, 2003). Non voglio anticipare troppo di questo libro, che si legge con sbalordimento crescente via via che si procede. Magari gli dedicherò una recensione apposita. Però un breve commento si impone, per capire la coerenza dell'Allam saggista con l'Allam reporter. Anzitutto il libro ha una peculiarità che lo differenzia da tanti altri: la bibliografia (contenuta nelle note). È forse la più breve che la saggistica abbia mai conosciuto: due sole facciate, roba da Guinness dei primati. In tre capitoli su sette, poi, si fonda su un semplice articolo di giornale. Memorabile la base documentaria del secondo capitolo, che non ha che un'unica fonte: un pezzo su Gente intitolato Sono stata per trent'anni l'amante di Saddam. Mai avevo visto Gente divenire fonte di uno studio storico e psico-sociologico [...] tesi di fondo dell'autore è che Saddam Hussein sia diventato cattivo a causa del nome (che vorrebbe dire "disgrazia"[23]) e per via della madre che lo maltrattava. Le dimensioni di questa cattiveria le scopriamo con orrore già a pagina 7: "Un suo ex compagno di scuola ha ricordato che Saddam rubava la merenda dei bambini. Se loro tentavano di riprendersela attaccandolo in più di uno, lui buttava il cibo per terra e lo calpestava con il piede". Terribile. Il resto è un crescendo drammatico: Saddam che sorride in pubblico ma sta serio quando è solo, Saddam che detesta portare gli occhiali e che si tinge i capelli, Saddam che è un donnaiolo impenitente ecc. (Valerio Evangelisti)

Note

  1. a b c d e Da L'ultima provocazione del dittatore dimezzato, la Repubblica, 3 novembre 1997.
  2. Da Non basta regolare i flussi. Vanno salvati i nostri valori, Corriere della Sera, 25 aprile 2007, p. 36.
  3. a b c Da Saddam il redivivo non ha più rivali, la Repubblica, 1 settembre 1996.
  4. Da Assad malato e senza eredi. La pace con Israele rallenta, la Repubblica, 23 gennaio 1994.
  5. Da Il contrasto tra Islam e democrazia, Corriere della Sera, 29 dicembre 2007, p. 36.
  6. Da Islam. Siamo in guerra, p. 77.
  7. Da Se il multiculturalismo genera nuovi mostri (e dirlo non è un reato), il Giornale.it, 1º agosto 2011.
  8. Dall'intervista a Libero, 21 novembre 2004.
  9. Da La vita umana è sacra. Pure quella dei tiranni, il Giornale.it, 24 ottobre 2011.
  10. Da Un sacrilegio più grave delle vignette, Corriere della Sera, 24 febbraio 2006, p. 1.
  11. a b Da L'Iran della società civile, la Repubblica, 30 maggio 1997.
  12. Da Così Pisapia creò una Babele multiculturale, il Giornale.it, 15 agosto 2011.
  13. Da La strage in Norvegia. Il razzismo è l'altra faccia del multiculturalismo, il Giornale.it, 24 luglio 2011.
  14. Da Predicatori di odio e istituzioni timide, Corriere della Sera, 23 dicembre 2007, p. 34.
  15. Da Islam. Siamo in guerra, p. 80
  16. Da Io, musulmano, al pellegrinaggio di Loreto, Corriere della Sera, 10 giugno 2006.
  17. Dall'intervista di Eleonora Barbieri, Magdi Allam: "Non c'è un islam moderato", il Giornale.it, 25 marzo 2008.
  18. Da La mia scelta, Corriere della Sera, 23 marzo 2008.
  19. Da Se l'Occidente decide di autocensurarsi, Corriere della Sera, 28 settembre 2006, p. 46.
  20. Da Putin e Assad sono i veri uomini dell'anno anti-terrore, Il Giornale.it, 31 dicembre 2013.
  21. Da Quegli italiani che odiano se stessi, Il Giornale.it, 5 dicembre 2015.
  22. Da Il prete prega Allah dentro la chiesa? Tradisce la sua fede, il Giornale.it, 2 settembre 2011.
  23. Il reale significato è "chi urta duramente". Cfr. Vocabolario Arabo-Italiano, Roma, Istituto per l'Oriente, 1964 e succ. ed., II pp. 738-739a.

Bibliografia

  • Magdi Allam, Io amo l'Italia. Ma gli italiani la amano?, Oscar Mondadori, Milano, 2007. ISBN 9788804569176
  • Magdi Allam, Islam. Siamo in guerra, Youcanprint, 2015. ISBN 9788893213004

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