Albert Einstein: differenze tra le versioni

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*La fame e l'amore sono e rimangono delle molle talmente importanti che quasi tutto può essere spiegato grazie a loro, anche trascurando altri motivi basilari. (16, 6 agosto 1900; p. 66)
*Come facevo prima a vivere da solo, mio piccolo tutto? Senza di te perdo la fiducia, la passione per lo studio e la gioia di vivere, insomma, senza di te, la vita non è vita.<ref group="fonte" name=mileva/> (18, 14? agosto 1900; p. 69)
*''Santo cielo, quel Johonzel!''<ref>«''Johann''» è uno pseudonimo di Einstein, usato comunemente dalla coppia nelle forme vezzeggiative «''Johonesl''», «''Johannesl''», «''Johonzel''», ecc. {{Cfr}} ''Lettere d'amore'', nota a p. 136.</ref>'' | Il desiderio l'ha reso folle! | Quando pensa alla sua Doxerl''<ref name=doxerl>«''Doxerl''» o «''Dockerl''» deriva da ''Docke'', che nel dialetto della Germania meridionale significa «bambola»; è lo pseudonimo affettuoso con cui Albert si rivolge a Mileva. {{Cfr}} ''Lettere d'amore'', nota a p. 134</ref>'' | il cuscino pare che bolle.''<ref group="fonte">Citato in [[Walter Isaacson]], ''Einstein. La sua vita, il suo universo'', p. 56.</ref>'' || Se il mio tesoro è corrucciato, | io mi faccio tutto piccino, | ma ella alza appena le spalle | e non le importa neanche un pochino. || Ai miei vecchi queste cose | paiono solo una stupidata, | ma non osano fiatare | per timor di una sfuriata! || Il mio tesoro con la sua bocca, | canta ariette tenere e belle, | talché del cuore la corda mi tocca | e la mia voce raggiunge le stelle.'' (19, 20 agosto 1900; pp. 70-71)
*''A lui ella ora si cela, | che può fare egli in rimessa? | A lui ella con tutta l'anima | con un bacio si è tosto concessa.'' (19, 20 agosto 1900; p. 72)
*Senza il pensiero di te non vorrei più vivere in mezzo a questo miserabile gregge umano. Avere te mi rende fiero, e il tuo amore mi rende felice. Sarò doppiamente felice quando potrò tenerti nuovamente stretta stretta al cuore e rivedere quegli amorosi occhi che brillano solo per me e baciare la tua tenera bocca che vibra di gioia solo per me.<ref group="fonte" name=mileva/> (20, 30 agosto o 6 settembre 1900; p. 73)

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